Black out da vertigini, ma niente processi!

Emilia ancora una volta amara per gli azzurri. Dopo tredici risultati utili in campionato e cinque in Europa, si ferma il Napoli ancora una volta nella terra di mezzo dove aveva già lasciato i tre punti a Sassuolo.

Va giù l’interruttore del Napoli. Luce spenta forse per non soffrire di vertigini o per la tattica asfissiante in mezzo al campo di Donadoni. Certo è che il Napoli oggi ha fatto il contrario di tutto per legittimare un primato conquistato con onore e merito la scorsa settimana. L’Inter va a più due ma non per questo il campionato finisce oggi così come non lo era concluso la scorsa settimana. Ora l’errore più grave sarebbe dare addosso a questa squadra che si è conquistata una posizione in classifica di tutto rispetto con il gioco e la caparbietà che oggi hanno latitato. Forse Donadoni porta davvero male agli azzurri come quando era seduto sulla panchina partenopea. Ma neanche appellarsi alla sfortuna o alla cabala metterebbe una pezza ad una gara che è andata male sin dai primi minuti e forse ha permesso al Napoli di capire meglio come si deve gestire un primato e come non bisogna cadere nelle trappole di opinione pubblica e carta stampata. La pressione è stata tanta in questi sei giorni e forse Sarri non è riuscito a dovere ad ovattare l’ambiente. Ci ha provato in tutti i modi da lunedì sera fino alla conferenza stampa di ieri con i suoi toni coloriti che inneggiavano alla consapevolezza della proprio forza e non alla presunzione. ci si potrebbe anche appellare al direttore di gara che mai ha fatto sorridere gli azzurri e oggi forse qualche spunto per trovare anche un alibi arbitrale ci sarebbe (ndr primo gol di Destro in fuorigioco), ma sarebbe l’ennesimo errore che ci farebbe cadere nella trappola del vittimismo e lontani da quell’equilibrio che invece deve contraddistinguere l’ambiente. Primo, secondo, terzo o qualunque sarà la posizione del Napoli nelle prossime giornate, va guardata la sostanza di un gruppo che sta crescendo, che cade dopo 18 risultati utili consecutivi tra campionato e Europa League e che può dire la sua da qui alla fine della stagione.

Adesso questa gara deve essere l’emblema per ripartire più forti di prima. Gli ultimi minuti con i due gol del Pipita (quattordici in quindici giornate…roba da fenomeno) devono suonare come il simbolo della riscossa e come il punto di orgoglio da cui ricominciare la corsa per la vetta che, non era una certezza prima, così come non è una chimera adesso. Ci vuole equilibrio, quello che è mancato oggi e che speriamo non manchi a nessuno di noi in questa settimana che precede un altro big match contro la Roma che può consolidarci nelle zone alte. Nulla è perduto, e l’interruttore va messo su ON come nei minuti finali e non ripetere più il blackout odierno. Il Pipita come Diogene ha trovato la torcia per illuminare la strada persa che il Napoli fino a lunedì scorso aveva intrapreso con grandi soddisfazioni.

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

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