Il malato immaginario
Quando Moliere scrisse una delle sue opere principe, non avrebbe mai immaginato che anche nei nostri tempi si sarebbero trovati degli emuli delle sue storie.
Sia la mania ipocondriaca del malato che l’imperizia dei medici che cercano di prendersene cura sembrano aver costruito la sceneggiatura di questi due anni in cui di Zuniga si è davvero fatto fatica a vederlo stabilmente non dico in un undici, ma almeno nei 23 convocati. Un giocatore che in due anni tra campionato e coppe è stato in grado di apparire nel tabellino, anche solo come subentrante, appena 18 volte! Media bassissima a fronte dei 111 match disputati dagli azzurri in questi due anni di Benitez. Spalmando i suoi 3,5M di ingaggio, abilmente strappati a De Laurentiis con il rinnovo del lontano ottobre 2013, praticamente Zuniga guadagna 400mila euro a partita…..uno sproposito! Nel mezzo di questi due tormentati anni anche un mondiale vissuto da protagonista con la Colombia con 5 gare disputate per intero, quasi da miracolato e balzando anche all’onore delle cronache per il paradosso più strano ovvero quello di aver lui “azzoppato” il miglior giocatore verdeoro spezzando di fatto le velleità del Brasile nel mondiale di casa.
Novello Lazzaro – Un miracolo che ogni volta che si tratta di indossare la maglia della Colombia sembra puntualmente compiersi, come la scorsa notte in cui rispondendo alla chiamate del suo CT Pekerman, Camillo si è alzato ed è sceso in campo dal primo minuto nell’amichevole contro la Costa Rica e vi è rimasto per ben 51’, un’eternità per lui di questi tempi. Ci viene da chiedere se sia eccessivamente zelante lo staff di De Nicola, più volte elogiato e premiato a livello nazionale, o quello colombiano dello “stregone” Ochoa sprovveduto. La verità sta nel mezzo come al solito anche perché sono stati molteplici i dottori ad aver preso in cura Zuniga in questi anni e con l’ultima chance delle staminali al ginocchio sembrerebbero aver trovato una cura che possa dare una certa continuità, almeno per gli allenamenti, al terzino azzurro. La Coppa America in Cile sarà il banco di prova per capire se Camillo è davvero sulla strada per tornare ad essere un giocatore importante o solo una comparsa per poche gare della sua nazionale, quasi come fosse un globetrotter che si esibisce solo in singoli eventi che necessitano brevi e fugaci apparizioni. E’ chiaro che le cure a cui si sta sottoponendo da diversi mesi siano abbastanza pesanti e di certo non gli hanno permesso di potersi allenare con continuità provocandogli subito alcuni fastidi muscolari. Ma la situazione è quanto meno da analizzare con scrupolo, ancora un volta, prima di cadere in mere illusioni.
La chiamata dei Blancos – Novità di queste ore da radio mercato, parla di un forte interesse del Real Madrid per Camillo Zuniga, su esplicito suggerimento di Rafa Benitez, che a questo punto o è un folle o sa bene che Camillo può tornare ad essere un giocatore importante. Fu proprio Rafa al suo avvento a Napoli a spingere per il rinnovo del ragazzo mentre si vociferava già di pre-accordi con Juventus e Barcellona. Nessuno allora immaginava che da quella firma sarebbe iniziato un calvario medico su cui Ippocrate stesso avrebbe potuto fondare tutti i suoi trattati scientifici in ambito di cure mediche.
Ora il Napoli è ad un bivio: credere ancora in un possibile pieno recupero di Zuniga e affidarlo alle sapienti mani del tecnico Sarri per rilanciarlo oppure far valere la famosa clausola rescissoria trovando un acquirente che porterebbe nelle casse denaro liquido per l’acquisto di calciatori pronti, abbattendo anche il monte ingaggi visto che il Napoli sfoltirebbe il libro paga di un ingaggio tra i più onerosi in rosa. Ad Aurelio spetta adesso capire se davvero il suo è un malato immaginario o se sia il caso di darsi per vinto dalle illusioni e “cedere” alle lusinghe del mercato.
