LO ZIBALDONE AZZURRO: PALERMO-NAPOLI DALLA A ALLA Z!
Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera
Asfaltati, Gabbiadini salva l’onore di un Napoli preso a pallonate dal Palermo.
Britos, schierato a sorpresa da titolare, non se la cava male rispetto a molti compagni di squadra; per intenderci, non fa disastri.
Callejon, gli manca il gol da un mese e mezzo; gli manca chi lo metta in condizione di fare gol; gli manca, e molto, Lorenzo Insigne.
Dybala, scorrazza a piacimento negli spazi enormi lasciati tra difesa e centrocampo; sarà cambiato e si sarà incattivito, secondo Zamparini, ma che talento signori!
Errori, tra calciatori e allenatore, la lista è più lunga di quella della signora che va a fare la spesa.. riempiendo 2/3 carrelli.
Fiorentina, vende Cuadrado ma torna a farsi sotto prepotentemente per il terzo posto; occhio Napoli, l’aereoplanino tenta di spiccare il volo.
Gabbiadini, partenza a razzo per Manolo: arrivato a gennaio, tre gol nelle ultime tre partite. Ha già segnato più di Hamsik..
Higuain, prova a riaccendere le speranze azzurre con una delle due occasioni degna di nota della sua partita; l’altra è l’ammonizione che gli farà saltare la sfida interna con il Sassuolo.
Iachini, annichilisce il Napoli passando alla difesa a quattro e schierando un folto centrocampo in versione “3+2”; praticamente, la vince li la partita. Orrori azzurri a parte.
Lazaar, decide che il momento giusto per trovare il primo gol in serie A è arrivato: guarda la porta, vuota, e calcia da 45 mt. “Mi basta centrare lo specchio”, avrà pensato.
Mazzoleni, ci mette un po’ a carburare ma poi entra in ritmo partita: falli non visti, ammonizioni non comminate ai rosanero, e la perla del rigore non dato a 9’ dalla fine che avrebbe riaperto totalmente la gara. Insomma, nessuna novità.
Negatività, esagerata in ogni caso dopo quasi due mesi di grande Napoli; ci si è seduti ed è stato un errore, ma c’è ancora tanto calcio fino al 31 Maggio!
Orrenda, la prova di Jorginho: inspiegabile il crollo di questo ragazzo, ancor di più la scelta di Benitez di mandarlo in campo in un match di tale intensità.
Punti, la Roma pareggia incredibilmente contro il disastrato Parma, e sono (ancora) solo cinque dal secondo posto. Vero che la Fiorentina è tornata alla ribalta, ma le occasioni ci sono ancora..
Quaison, mica male lo svedese classe ’93: da il via all’azione del secondo gol e si destreggia sempre abilmente confermando le buone impressioni fin qui mostrate.
Rafael, questo portiere è ormai un caso: la canzoncina della fiducia non regge più, un po’ di panchina può fargli solo bene.
Strinic, due passi indietro rispetto alle ottime prestazioni fino a questo momento.
Trebisonda, non crediamo che la testa fosse già in Turchia, ma adesso tocca andarci determinati come non mai per evitare figuracce europee!
Umiltà, tornare sulla terra dopo le tante vittorie del 2015 è d’obbligo: il calendario è troppo fitto per permettersi anche la più leggera presunzione.
Vasquez, il vulcanico presidente del Palermo si starà già leccando i baffi pensando ai quattrini che incasserà dalla sua cessione insieme a quella di Dybala: tecnica, classe e rapidità, trequartista completo.
Zapata, entra in campo con la fame negli occhi e la voglia di spaccare il mondo; a molti dei suoi compagni sono mancate, entrambe.


