UN’ORA DI LEZIONE
60 minuti dura la lezione del prof. Sarri al San Paolo di Napoli, 60 minuti di organizzazione, compattezza, qualità e personalità messa in mostra soprattutto dai giovani Rugani, Tonelli, Valdifiori e Verdi. Un gruppo di ragazzi che guadagna probabilmente un terzo dello stipendio di un top player del Napoli. Un gruppo di ragazzi tradito dai più anziani, gli esperti del gruppo, i bomber annacquati Tavano e Maccarone che nel corso del primo tempo soli davanti alla porta hanno avuto pietà della squadra di casa. La dimostrazione di una confusione preoccupante, della ricerca di un equilibrio che con determinate scelte e determinati gli uomini resta sempre più una chimera per questo Napoli.
Benitez sceglie ancora una volta Hamsik e lascia solo Duvan Zapata in un assetto che dopo cinque minuti già dimostra di fare acqua da tutte le parti. I terzini sono bloccati, Jorginho e David Lopez sono in netta difficoltà e non trovano le giuste distanze, lo slovacco continua a venir meno e l’attaccante predica nel deserto ben fronteggiato da Rugani e Tonelli, perfetti nel gioco aereo. Nel secondo tempo gli inserimenti di Higuain e De Guzman sono più sentenze che vere e proprie sostituzioni, questo capitano è un minus e non un plus per questa squadra e il colombiano dimostra ancora una volta di giocare meglio accanto ad Higuain, capace anche solo con il suo curriculum di impensierire gli avversari e permettere al compagno di reparto di sfruttare al meglio gli spazi lasciati.
Inutile continuare a parlare di una difesa che continua a palesare gli stessi errori di sempre. Inutile continuare a guardare in alto, meglio difendere un terzo posto che sulla carta è alla facile portata di questa rosa. Ma la ripartenza fulminea del vantaggio e la palla inattiva da cui nasce il gol di Rugani sono gli ennesimi “gioielli” regalati ai propri avversari che ormai scendono in campo al San Paolo consapevoli di poter portare a casa qualcosa. Sono tante, troppe le reti incassate sul proprio campo: ormai mancano poche partite alla fine del 2014 e i primi mesi di questa stagione hanno già dato delle risposte chiare per il futuro di questa squadra. Oggi è arrivata l’ennesima conferma: una superiorità sulla carta spazzata via da un pizzico di organizzazione e abnegazione.


