UCCELLACCI E UCCELLINI
Dai cinguettii di De Laurentiis alle cornacchie contro Benitez di questo inizio stagione che ora sembrano usignoli.
Il mondo dei social ci ha ormai abituato a ricevere quotidianamente una miriade di informazioni e opinioni non sempre lucide e spesso incoerenti, tanto per far più rumore degli altri. Un tempo era lo “strillone”, un ragazzotto dalla voce squillante che, con il suo mucchio di giornali tra le braccia, urlava l’edizione straordinaria ai passanti stuzzicando la loro curiosità e invitandoli ad acquistare quel pezzo di carta che poteva aprirli ad una novità inattesa. Oggi sono i “tweet” ad attirare l’attenzione degli utenti e nel nostro caso dei tifosi ed è ormai il mezzo preferito del presidente De Laurentiis che sembra aver perso la voce e si limita a cinguettare per aggiornare sullo stato della sua “creatura” Napoli. In estate tutti ad attendere un cinguettio mai arrivato su questo o su quell’altro campione che potesse vestire la maglia del Napoli e alla fine nessun “tweet” che ha assunto quasi le sembianze di una pernacchia in stile “eduardiano” per il tifoso ansioso di volti nuovi anche se non funzionali alla causa partenopea. E anche ieri il presidente ha voluto cinguettare una notizia come quella del rinnovo di Insigne, argomento croce e delizia sin dalla presentazione sul palco di Dimaro, mentre in altri tempi avrebbe fatto conferenze stampa con tanto di sceneggiata (ricordate Cavani?). Lo stesso social, sia esso cinguettante o meno, è stato il mezzo usato in maniera a volte impropria da giornalisti e opinionisti da inizio stagione ovvero da quando non hanno fatto altro che gracchiare contro Benitez e i suoi credi calcistici per poi trasformarsi in usignoli da una settimana a questa parte.
Citando Pasolini – “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro” citava Pasolini e il tifoso napoletano è esigente, a volte anche troppo, e l’uso del “tweet” toglie merito a quella teatralità che tante volte ci ha reso unici. Lo stesso Pasolini ebbe a dire che “I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili ed incorruttibili.” quello che oggi vuole essere nella sua napoletanità solo una parte dell’opinione pubblica mentre ad altri piace fare lo “strillone” per attirarsi la vox populi.
Ormai Il calcio ha i suoi prosatori che, come gira la stagione, si riscoprono un po’ uccellacci e un po’ uccellini.
