VINCE LA ROMA, IL CAMPIONATO RESTA APERTO
Napoli(3-5-2): Gianello, Santacroce (dal 35' st Garics), Cannavaro, Contini, Mannini (dal 17'st Calaiò), Blasi, Gargano, Hamsik (dal 32' st Bogliacino), Domizzi, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Navarro, Grava, Garics, Montervino, Bogliacino, Calaiò, Sosa. All. Reja
Roma(4-2-3-1): Doni, Panucci, Mexes (dal 44' st Antunes), Juan, Cicinho, De Rossi, Aquilani (dal 26' st Pizarro), Taddei, Perrotta, Vucinic, Totti (dal 41' st Brighi). A disp. Curci, Antunes, Tonetto, Brighi, Pizarro, Esposito, Mancini. All. Spalletti.
Arbitro: Saccani di Mantova
Marcatori: 2' pt Perrotta 4' st Totti
Note: ammoniti Mannini Domizzi Blasi
Recupero: 1° pt; 4° st
La prosa di Reja contro la poesia di Spalletti. Da una parte, quella azzurra, si bada soprattutto al sodo, al concetto da esprimere, al messaggio da far passare senza perdersi in sconfinati giri di parole mentre dall'altra, quella giallorossa, stile e ritmo costituiscono la quintessenza del pensiero spallettiano, prima ancora del risultato da ottenere. Due scuole di pensiero che differiscono profondamente, nelle radici dei rispettivi modi di fare calcio. Questo è Napoli- Roma, il Derby del Sud. L'ombelico del mondo di questa domenica di campionato. Tutto esaurito, manco a dirlo. Record stagionale di presenze, qualche dubbio?Il Napoli conferma in blocco l'undici che ha sconfitto la capolista Inter, eccezion fatta per Savini, costretto a letto da un attacco influenzale; al suo posto Domizzi. I giallorossi sono invece reduci dalla stupenda vittoria al Bernabeu, una licenza poetica concessa a pochi e hanno qualche cerotto in più degli azzurri. Assenti Cassetti, Ferrari e Giuly, Spalletti recupera capitan Totti colpito, come Savini, dalla febbre. Alle sue spalle il trio composto da Taddei, Perrotta e Vucinic mentre Aquilani è confermato al fianco di De Rossi. Entra infine Cicinho ed esce Tonetto, afflitto da problemi muscolari.
Pronti via e la Roma è in vantaggio. Ottanta secondi per gelare il San Paolo. Contini sbaglia un semplice appoggio consegnando il pallone a Totti che, con un passaggio filtrante, mette Perrotta davanti a Gianello: uno a zero. L'inizio che non ti aspetti. Che non si aspettavano i sessantamila. Ma il Napoli, proprio come contro l'Inter, la mette sul ritmo e sulla grinta, iniziando ad attaccare a testa bassa. A differenza di sette giorni fa, però, gli azzurri difettano in precisone, sbagliando tantissimi palloni sulla trequarti giallorossa e favorendo le rapide ripartenze della Roma. Al 23' sembra di assistere al replay del gol quando Totti, per la seconda volta, mette Perrotta a tu per tu con Gianello, bravo a repingere coi piedi. Il Napoli non riesce ad imbastire un'azione pericolosa, la troppa foga genera continui errori nelle misura dei passaggi. Merito di una Roma che non concede praticamente nulla e che pedala parecchio, a dipetto del match disputato mercoledì a Madrid. Al 38' i giallorossi disegnano calcio: azione di prima, palla che ruota da sinistra a destra ma Totti sciupa tirando debolmente sui piedi di Gianello. La prima frazione si chiude con la conclusione di Mannini tra le mani di Doni, la prima degli azzurri. Troppo poco.
Dopo quattro minuti della ripresa arriva anche il colpo che manda al tappeto il Napoli. L'ennesima palla filtrante di Totti costringe Mannini a fermare Cicinho con le cattive: rigore e ammonizione per l'ex bresciano. Totti spiazza Gianello e manda k.o. gli azzurri. Lavezzi e soci accusano il colpo e per diversi minuti sono in balia degli avversari. Al 15' la Roma confeziona un'azione di pregevole fattura ma il destro di Vucinic è spento in angolo dalla manona di Gianello. Dentro Calaiò per Mannini, il Napoli passa al 3-4-3 e cambia anche l'inerzia della partita. E' il 18' quando gli azzurri tornano ad affacciarsi dalle parti di Doni con una conclusione centrale di Domizzi che si replica dopo una decina di minuti, ingaggiando una sfida personale col portiere giallorosso. Nel mezzo una serpentina di Lavezzi, degna del migliore slalomista, che semina il terrore nell'area romanista. Un quartodora, tanto durano le folate azzurre, ma la rete non arriva. Ci prova Lavezzi, al volo, su cross di Domizzi ma il pallone termina a lato. Peccato perchè lo meritebbe la squadra per grinta e spirito di abnegazione e, soprattutto, lo meriterebbero i sessantamila per l'amore che con cui hanno sostenuto i giocatori per tutti i novanta minuti.
