UN “GIALLO” CHIAMATO MAXISCHERMO
Napoli, si sa, è da sempre terra di grande ironia e fantasia. Il popolo partenopeo è mosso da un magico formicolio che gli permette di passare sopra a qualsiasi cosa, di guardare avanti, riuscendo a strappare un sorriso in ogni circostanza. In particolare è abituato a due situazioni: in primis alle ingiustizie, sulle quali ormai si è fatto il callo. Il classico due pesi e due misure, ma di questo si è parlato già abbondantemente. L’altro aspetto riguarda invece le promesse non mantenute, nei cui riguardi la massima espressione goliardica della napoletanità è andata in scena lo scorso giovedì al San Paolo in occasione di Napoli-Villareal. I sorrisi beffardi sono stati tanti, e chissà che qualcuno non abbia storto un po’ il naso…
IL MAXISCHEMO – Si parta da un presupposto: il presidente De Laurentiis ne ha mantenute tante di promesse, e di ben altro livello. In poco più di sei anni e mezzo di gestione, ha riportato il Napoli dall’inferno al paradiso; ha acquistato calciatori di valore; ha rialzato la bandiera partenopea in Europa e lunedì prossimo, non lo dimentichiamo, gli azzurri scenderanno in campo niente poco di meno che per una sfida definita “scudetto” a San Siro contro i rossoneri. In altre parole ha fatto si che i tifosi azzurri tornassero a sognare dopo anni di apatia e delusioni. Ma su qualche dettaglio il patron non è stato concreto allo stesso modo. Si badi: non si tratta di fronzoli, perché di questi la gente di Napoli ne ha sempre fatto a meno. Ma di dettagli appunto, che forse qualcuno considera di poco conto, ma che in realtà per una squadra che sta diventano da vertice dovrebbero essere la normalità. E così per vedere un tabellone luminoso all’interno dello stadio della seconda in classifica (nonché potenzialmente prima) del campionato di Serie A e ancora in corsa per gli ottavi di Europa League, è stato necessario appellarsi alla proverbiale simpatia dei tifosi azzurri. Ci hanno pensato loro ad “installare” il tanto agognato oggetto del desiderio, condito da striscione in Curva B “Ci sei mancato. Fratello maxi-schermo ben tornato”. Ovviamente null’altro che una gigantografia ben realizzata di un tabellone, ma che ha assunto i connotati di uno sbeffeggiamento in piena regola nei confronti di chi, questa volta, la promessa non l’ha mantenuta. Forse perché comodamente seduto tra i tanti comfort di una rinnovata (questa si) Tribuna Autorità, dove non mancano monitor al plasma per rivedere le azioni salienti o seguire i risultati delle altre partite, mentre tutto il resto del San Paolo è costretto a fare affidamento alle care radioline per tenersi aggiornato sulle performance di Milan, Inter, Roma e compagnia bella. Non certo una situazione degna di una squadra e di un impianto tra i più importanti non solo d’Italia, ma d’Europa e del mondo. “Ho ordinato due maxischermi dalla Philips – tuonava un raggiante De Laurentiis nel mese di luglio – saranno installati nel prossimo autunno, entro gennaio”. Resta da chiedersi quali siano stati i reali problemi che hanno impedito, fino ad ora, la realizzazione del suddetto progetto al San Paolo. Ritardi nella consegna? Collocazione? O forse semplicemente l’ordine non è stato ancora effettuato. Al riguardo Marco Matarrese, responsabile dell’Area Sud della Philips, ha dichiarato nei giorni scorsi che “non c'è ancora l'accordo definitivo per l'installazione del maxischermo, la trattativa economica è ferma, ora stiamo aspettando risposte dalla società Napoli. Abbiamo pensato anche al posizionamento, tenendo conto dell'impianto d'illuminazione, che potrebbe interferire nel riflesso con lo schermo”. Fino a quando Fuorigrotta non sarà illuminata della luce del suo tabellone, con buona pace dei tifosi questa resterà l’unica promessa non mantenuta dal presidente.
