TUTTI UNITI PER LA FINALE, NON CADIAMO NELLA TRAPPOLA

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Tim Cup: snobbata spesso all’inizio ma poi rappresenta un torneo che ha sempre un discreto appeal nella fase finale. Siamo, ormai, alla 67ª edizione della manifestazione calcistica della vecchia Coppa Italia, attualmente denominata Tim Cup, iniziata il 3 agosto 2013 che si concluderà il 3 maggio 2014 . Il Napoli è in finale insieme alla Fiorentina, ci è giunto dopo aver superato l’Atalanta con un secco 3-1, liquidando le due romane prima 1-0 con la Lazio di Reja detentrice della competizione e poi, nel doppio confronto, contro la Roma di Garcia. Quindi un cammino molto tortuoso forse più di quello del vittorioso precedente

Campagna denigratoria: da qualche mese, però, si sta parlando in maniera non proprio entusiasta di questo probabile traguardo. Si è detto che sarebbe solo un ancora di salvataggio per questa stagione deludente, che la vera Coppa è stata quella di due anni fa, si sono dette mille cose di una banalità disarmante. A voler mettere i puntini sulle “i”, la Tim Cup rappresenta comunque un titolo da conquistare. Significherebbe riaprire la bacheca del club, stavolta al primo anno di un nuovo progetto che, per esprimere il massimo del suo potenziale, ha bisogno di tempo. Il Napoli sta assumendo i connotati di un grande Club. Ha finalmente preso un top coach di nome e di fatto. Uno che di titoli ne ha vinti e ci terrebbe a vincerne un altro al suo primo anno nella città che lo ha rapito dal primo minuto per la bellezza e per il calore della piazza. E allora la piazza non cada nell’errore di sottovalutare l’impegno, come qualcuno vuole fare in maniera sinistra. Chi parla di coppetta e di campionato fallimentare non vuole il bene del Napoli. E’ importante giocarla con tutte le motivazioni del caso perché quando si arriva ad una finale c’è una sola squadra che vince, sarebbe importante riaprire la bacheca per giocare di nuovo la Supercoppa per riscattare Pechino.

Insidie della partita: già Pechino, ma se dovesse vincere il Napoli, facendo tutti i debiti scongiuri, per impegni di Champions la partita andrebbe giocata ancora a Roma e quindi non di grandissimo appeal per la Federazione che potrebbe perdere gran parte del badget per la competizione. Dunque, non soltanto motivi calcistici ma anche politici, che devono far tenere ancora più alta la concentrazione, fare tutti quadrato intorno alla squadra perché la Fiorentina è una squadra che gioca molto bene ed è molto forte, soprattutto laddove il Napoli non lo è e cioè a centrocampo. Nonostante manchino giocatori di prim’ordine come Cuadrado, Gomez e probabilmente Rossi la Fiorentina resta un’ottima squadra, di grandi palleggiatori e soprattutto non ha nulla da perdere, anche e soprattutto se annovera tra i suoi primi tifosi il neo presidente del Consiglio.

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