La Torre di Ostankino cade sotto i colpi di Higuain
Tre reti di Higuain alla squadra imbattuta di questa Europa League nonostante un inizio che lasciava presagire un cammino insormontabile
E’ la struttura più alta d’Europa, la Torre di Ostankino e si trova, guarda caso, a Mosca. Il Napoli è sotto chock, quando pronti via, arriva lo stacco imperioso di Kuranyi ancora su palla inattiva. Come se non bastasse, Benitez è costretto al primo cambio per l’infortunio di Koulibaly pochi minuti dopo. Qualcuno comincia a pensare che la Dinamo non ha mai perso in questa Europa League ed un motivo ci deve pur essere. Tutto sembra andare per il verso sbagliato ed il passaggio del turno appare lontanissimo, anzi altissimo quasi come la costruzione in calcestruzzo moscovita. Il Napoli, però, si scuote non facendosi prendere dalla depressione, e dopo un predominio assoluto del campo, riesce a colpire. Bravo Benitez a dare sicurezza alla squadra, ad insistere sui propri punti di forza, possesso palla e pallino del gioco sulla catena sinistra, come lo stratega che sa, che prima o poi, quella torre può cadere sotto i colpi del campione: Higuain. Il Napoli gioca in scioltezza, nonostante un centrocampo che, titolare lo scorso anno, quest’anno ha pochi minuti nelle gambe. Invece Inler appare ancora in ripresa, anche se non riesce a trovare la soluzione dalla lunga distanza mentre continua a deludere Jorginho, ormai lontano ricordo di quel promettente centrocampista accostato ai più grandi di questo reparto. Anche De Guzman non riesce a dare il suo apporto in fase offensiva cosa che riesce, invece, molto bene a Mertens, ritrovato folletto nella ripresa. Solo un super Higuain, con la sua tripletta è riuscito a togliergli lo scettro di migliore in campo. Veder giocare il Pipita è una gioia, ti riconcilia con il calcio. Tiri a volo, colpi di testa, controllo di palla, l’argentino sciorina tutto il repertorio a favore di un San Paolo che non aveva, forse, compreso l’importanza dell’evento. Eh si, perché il Napoli non supera gli ottavi da 25 anni, quando vinse la Coppa Uefa in finale contro lo Stoccarda. Tre a uno il risultato finale, il Napoli mette un’opzione per il passaggio ai quarti, traguardo storico dell’era De Laurentiis. La squadra cerca fino alla fine il gol che darebbe maggiore certezza della qualificazione, dimostrando d’aver fatto quel salto di qualità mentale. Ci sarà da soffrire in Russia tra sette giorni, peccato per l’ennesimo gol subito su palla inattiva ma tutti insieme, spalla a spalla, #sipuòfare

