TORINO-NAPOLI : IL GRAFFIO DEL “ PIPITA”!

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Una maledizione continua. Potremmo definirla così la prima annata di Benitez a Napoli. Tra infortuni e goal avversari al limite del balistico , i tifosi azzurri si erano quasi rassegnati all’idea di non avere in questo campionato la sorte a proprio favore. Specialmente  dopo che , questa sera , tal Cesare Bovo , onesto mestierante della difesa granata , ha scagliato da oltre venticinque metri un siluro che solo la traversa della porta difesa da Reina ha saputo respingere. Ed invece, fortunatamente , contro una bella realtà come il Torino di Giampiero Ventura , la Dea Bendata torna a vestire l’azzurro , regalando al Napoli tre punti pesantissimi nell’ottica secondo posto. La fortuna aiuta gli audaci , si sa. E sebbene il Napoli neanche oggi abbia brillato per bel gioco , soffrendo puntualmente le rapide ripartenze della squadra di Cairo , ha saputo tener botta , dando quantomeno dimostrazione di aver creduto sino all’ultimo nella vittoria finale. Successo, ad onor del vero , non molto meritato da parte degli azzurri che , complici anche le troppe partite ravvicinate di quest’anno , non hanno saputo imporre dall’inizio del match quel ritmo e quella velocità alla manovra offensiva , adatta a scardinare il bunker messo su dal primo tecnico dell’era De Laurentiis. Lento e compassato il centrocampo , laddove Jorgihno è apparso decisamente fuori condizione ed a corto di fiato ed Inler vittima dei soliti insostenibili ed ormai insopportabili errori in fase di impostazione ( da ergastolo la palla persa che ha portato al secondo palo granata) e di interdizione. Altresì insufficiente è stata la prova dei due esterni : insufficiente Reveillere ( a conferma del fatto che il transalpino non può reggere più di un tempo a partita , buono invece l’apporto dell’ “adattato” Henrique al suo posto ) , appena discreto Ghoulam , stasera stranamente indeciso e molto indisciplinato anche negli appoggi più scolastici. Ma colpevolizzare solo questi due reparti sarebbe ingeneroso : ed invero , come già evidenziato contro il Porto , anche il reparto avanzato non vive tempi d’oro. Se Hamsik sembra dare sensibili ( ma ancora insufficienti per un giocatore delle sue caratteristiche) segnali di un tiepido risveglio , la gara di oggi ha evidenziato la troppa difficoltà del Napoli nello scardinare una retroguardia , come quella granata , che fino ad oggi non ha di certo brillato per solidità. Higuain ha sgomitato , ha corso , lottato e segnato. Tutto giusto , tutto vero. Ma , ad onor del vero , il goal è stato realizzato grazie alla complicità del torinese Glick , precipitato a terra dopo un contatto appena accennato del Pipita. Non sufficiente neanche la prova di Meertens : il belga ha offerto una prestazione decisamente anonima , nonostante nella ripresa sia stato l’unico a rendersi davvero pericoloso prima del goal vittoria. Ma la sensazione è che anche Dries , oltre a peccare di quell’egoismo che lo sta caratterizzando eccessivamente da troppe gare , abbia il fiato corto. Identico discorso per Callejon , giocatore che , però , raramente può risultare insufficiente , grazie alla sua indiscutibile capacità di risultare preziosissimo da un punto di vista tattico.  Un Napoli , pertanto , non bello ma che comunque ha saputo , non senza qualche difficoltà , far girare fino al novantesimo il pallone e riuscire a trovare caparbiamente un pertugio per battere l’estremo difensore granata Padelli. Ad una fase offensiva in fase involutiva , si contrappone però l’ottima prova fornita dal duo Fernandez-Albiol , spesso oggetto di critiche eccessive ed immeritate. In particolar modo all’argentino va data la palma del migliore in campo : Federico sembra rinato , gioca con personalità e senza paura , eccellente in marcatura , insuperabile sulle palle alte , non disdegna neanche le sortite offensive , dimostrando di possedere anche un discreto piede. La fiducia di Benitez è stata ripagata in barba a tutti gli scettici che , dopo le prime uscite a vuoto del nazionale di Sabella , rimpiangevano il mancato arrivo di Astori dal Cagliari ( neanche avessimo perso un Nesta o un Baresi) ma soprattutto di un Cannavaro che sarà pure figlio di Napoli , ma che anche a Sassuolo sta palesando quelle lacune che ai partenopei sono costati tanti – se non troppi – punti negli anni passati.  Già dal ritiro estivo , stante l’assoluta impossibilità di poter arrivare a top player in aggiunta ad Albiol , Benitez aveva deciso di valorizzare tale investimento della società , la quale ( causa l’inesistente utilizzo di Mazzarri) era stata costretta qualche mese prima a cederlo ad una modesta squadra di medio bassa classifica della Liga Spagnola ( il Getafe). E Fernandez sta ripagando le attese : non siamo di fronte un fuoriclasse , ma nemmeno a quel brocco da tanti descritto ad inizio campionato. Grazie anche alla presenza accanto a lui di un campione del mondo e d’Europa , quale è Albiol , “El Flaco” sta dimostrando sicuramente di meritare un posto nella rosa del Napoli che verrà , oltre che un ruolo da protagonista nella difesa argentina che disputerà i Mondiali. Un motivo in più per sorridere per Rafa Benitez , che può finalmente ritrovare un altro importantissimo tassello come Giandomenico Mesto in attesa di uno Zuniga , la cui assenza probabilmente è uno dei motivi dell’appannamento di Marek Hamsik. Intanto Don Rafè migliora il record di Mazzarri dello scorso campionato ( +5) , vede al secondo posto la Roma ( che vince soffrendo terribilmente contro l’Udinese all’Olimpico ) , riporta a distanze considerevoli Fiorentina ed Inter e si prepara alla fondamentale gara nel giovedì di Europa League contro il Porto al San Paolo. Sognando , magari , di alzarla insieme alla Coppa Italia. Davvero niente male come inizio ,  ragazzi…

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