Tatticamente – Assuefazione alla catena di sinistra: aveva ragione Allegri?
“Son bravetti, hanno trovato quel giochino a sinistra…”: forse aveva ragione Allegri quando appena una settimana fa minimizzava il gioco del Napoli in maniera del tutto dissacrante. Ed a giusta ragione: il Napoli senza la catena mancina è un pò come quegli idiomatismi ormai anche superati ed imbevuti di folklore del tipo ‘Napoli senza pizza, mare, sole, mandolino ecc…’. L’assenza d’un difensore – in teoria il terzino sinistro è pur sempre (prima) un difensore – così incidente nell’involuzione di una squadra: una storia che probabilmente non ha precedenti. D’accordo il portiere, il centrale, il metodista, il centravanti, quelli cioè che compongono l’esoscheletro – una ‘muscolatura artificiale’ – d’una squadra: aggiungervi anche l’esterno basso significa difettare in capacità critiche ed argomentative, oltre che autolegittimarsi d’una mentalità perdente. Il sostituto di Ghoulam è Mario Rui, uno che di professione fa il calciatore. Non l’ultimo arrivato, quindi. Magari gli stessi – affetti da una sindrome di sensazionalismo – che oggi non lo ritengono all’altezza, l’altro ieri – fino a quando non giocava – incensavano il nuovo Roberto Carlos ‘naturalizzato’ portoghese. Con la Fiorentina, Mario Rui ha giocato anche l’intera gara, per la prima volta da quando è subentrato al compagno lungodegente: un segnale di crescita, quantomeno della tenuta fisica. A questo punto tocca a Sarri inserirlo nei suoi schemi. A proposito, ma non era uno dei desiderata del tecnico – suo maestro all’Empoli – e già conoscitore di certi meccanismi? Adesso invece ha bisogno di tempo per l’apprendistato: la coerenza, questa sconosciuta. Piuttosto, il problema sembra albergare nella fiducia che sia Albiol che Koulibaly – soprattutto il senegalese per una questione di posizione -, non hanno ancora nei suoi confronti al momento dell’impostazione da dietro. Assuefatta a Ghoulam e a quel giochino lì sulla sinistra – Allegri dixit -, adesso la squadra ha invertito completamente rotta, spostando la pendenza sulla destra. Di fatto Hysaj ha spinto tantissimo, molto più del solito, trovando spesso in appoggio un Allan devastante: il 45% dell’occupazione territoriale appartiene a quella fascia, contro il ‘solo’ 29% di quella opposta. Fino ad un mese fa, lo scenario era capovolto. Il lato destro era considerato quello debole. “Debole” per due motivi: calcisticamente parlando, in quanto scelto come corridoio per attaccare la palla anziché gestirla; letteralmente parlando, essendo abitato da interpreti meno dotati nel palleggio.

Sarà il leitmotiv, la costante del match: Mario Rui messo fuori-gioco, in disparte, isolato dalla manovra. Anche in questo caso:

Non lo aiuta nemmeno l’assenza di Insigne: Zielinski non è la stessa cosa. Il polacco parte troppo centralmente, andando così a lasciarsi imbottigliare dalle maglie viola.



