Lo stretto indispensabile

Due bellissime realtà.  Per ogni tifoso azzurro , il giorno più rilassante e liberatorio della stagione è senza dubbio quello successivo alla chiusura del calciomercato. Trattative vere o soltanto presunte , centinaia di calciatori già in procinto di trasferirsi a Napoli ,  l’emozione di veder arrivare un grande calciatore e la delusione nel constatare di aver perduto per un niente la possibilità di diventare da subito più forti e competitivi. Insomma , Napoli è abituata a vedersi accostare tanti nomi , spesso altisonanti , ad ogni sessione di mercato. Quella invernale , appena conclusasi , evidenzia in modo abbastanza chiaro il pensiero di De Laurentiis e Bigon , uomini dal tenace quanto rischioso pensiero aziendalistico , più spinti a sopperire alle carenze numeriche in rosa , piuttosto che andare a sostituire quei giocatori che , ad oggi , hanno deluso di gran lunga  le aspettative. Era necessario rimpiazzare Ghoulam ed Insigne , fuori dai giochi per motivi differenti , e sono arrivati Gabbiadini e Strinic. Esce un giocatore , ne entra un altro. Per il resto , si sono solo rincorse vanamente le voci di ulteriori acquisti e comunque legate ad eventuali cessioni che , di fatto non sono mai avvenute. In verità , va dato per una volta merito a Bigon di aver davvero indovinato entrambi i nuovi arrivi azzurri. Se Manolo Gabbiadini era già conosciuto ed apprezzato nel campionato italiano come uno dei giovani più promettenti del panorama nostrano , più dubbi suscitava l’arrivo in maglia partenopea del croato Strinic. Poco si conosceva di lui , nonostante le fisse convocazioni ottenute con la propria nazionale. Dubbi fugati dalle tre apparizioni dei nuovi acquisti che hanno avuto da subito uno straordinario impatto nella realtà napoletana , permettendo alla squadra di poter “ vedere” nuovamente da vicino la Roma di Garcia e potersi portare ad un più tranquillo + 5 in classifica sulle pretendenti alla terza piazza della classifica. Impressionano i numeri di Strinic : padronanza totale della fascia sinistra , ottimo colpitore di testa , eccellente in fase difensiva , nonché nella proposizione della manovra. Emblematico , al riguardo , la finta a smarcare l’avversario ed il successivo assist proprio a Gabbiadini che ha permesso agli azzurri di battere il Chievo Verona , rinomata bestia nera per gli azzurri nei campionati pre- era Benitez. Possiamo , in conclusione , tranquillamente affermare che con il loro arrivo , il Napoli ha sicuramente colmato le lacune sulla fascia sinistra e completato un pacchetto offensivo , che ad oggi possiede interpreti che probabilmente nessuna squadra di A è in grado di vantare.

Il centesimo per apparare l’euro. Ciò nonostante , non si può non evidenziare la solita , ed ormai fastidiosa , idea societaria di intervenire sul mercato di Gennaio soltanto qualora lo richiedano cause di forza maggiore. Prima dell’inizio di ogni campionato , alla conclusione di un mercato il più delle volte monco ed incompleto , De Laurentiis ricorda a tifosi e stampa che il mercato del Napoli è aperto 365 giorni l’anno e che , per riparare ad eventuali lacune , esiste sempre il mese di Gennaio. Un circolo vizioso di parole che , però , non sembra essere supportato dai fatti. Nei primi mesi di questo campionato , sono apparse da subito più che evidenti le lacune che ormai questa squadra è solita portarsi dietro da almeno due anni. Lacune , ad oggi , rimaste inalterate. La difesa ed il centrocampo non sono sicuramente all’altezza di una squadra che vanta nel reparto offensivo personaggi del calibro di Higuain , Callejon , Mertens , Gabbiadini , Zapata ed Insigne ( quando rientrerà). Le difficoltà palesate da Inler in Coppa Italia e Jorgihno nella sfida contro il Chievo rappresentano la definitiva certezza che lo svizzero ed il brasiliano sono di fatto due giocatori in meno e costringono Gargano e David Lopez a fare gli straordinari in ogni occasione. Con Radosevic ceduto in prestito in Croazia , Hamsik a corrente alternate e De Guzman ormai impegnato più nel tridente d’attacco , la penuria di mediani a disposizione di Rafa Benitez rasenta quasi l’inaccettabile. Se paragonata , poi , a quella delle prime due realtà del campionato italiano diventa addirittura umiliante. Stesso discorso vale per la difesa.  Rafael continua a convincere poco , nonostante  che – tra la giovane età , gli infortuni , i predecessori illustri ( Reina) ed una difesa tutt’altro che solida , è possibile concedergli più di un alibi. Le grandi qualità non gli mancano , forse è stato azzardato concedergli da subito i galloni da titolare. Ma Andujar ha dimostrato di essere un affidabile vice e sta quindi a Benitez valutare chi e quando far giocare. Analogo discorso non possiamo farlo però in difesa. Si è provato a cedere il modesto Henrique ma – senza aver individuato un sostituto – ciò non è stato possibile. Albiol e Koulibaly sono bravi ma spesso soffrono di amnesie pericolose , Britos appare elemento improponibile per una squadra da vertice. Insomma , andava acquistato almeno numericamente un centrale difensivo.  Magari , anticipando qualche operazione di Giugno. La sensazione è , dunque , che il Napoli non faccia mai più dello stretto indispensabile per rendersi competitiva ai massimi livelli. Scelta rischiosissima se si considera che la mancata qualificazione Champions costa quasi 50 milioni di euro. Solo il tempo , però , ci dirà chi avrà ragione. 

NICOLA MOSCATO

 

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