SPERIAMO FINISCA PRESTO!
In una domenica da mare, il Cagliari e il Napoli si affrontano al S. Elia per la trentaduesima giornata di campionato, forse è meglio dire che il Cagliari affronta il Napoli, si, perché la squadra azzurra non si è vista, almeno nei primi cinquantacinque minuti di gioco, nel primo tempo solo un tiro in porta di Zalayeta, che impegna l’estremo difensore del Cagliari Marchetti, il resto? solo Cagliari, ottime ripartenze, chiusure ermetiche, insomma tutto quello che una mediocre squadra caricata al punto giusto può offrire.
Agli ordini del Sig. Celi di Campobasso, Donadoni schiera quello che gli passa il “convento”, Vitale a sinistra, Mannini a destra, chi l’ha visto?, centrali di centrocampo Pazienza e Blasi, pronti via ed il Cagliari al 4’ passa in vantaggio con Jeda, che sovrasta Vitale ed insacca di testa su cross di Matri, da sottolineare che si era sei giocatori del Napoli contro appena tre del Cagliari.
A questo punto di aspetti una reazione degli azzurri, niente di tutto questo, come prima, peggio di prima, è il Cagliari che continua ad impostare a proprio piacimento la gara, è il Napoli?, non pervenuto, Lavezzi viene a prendersi il primo pallone giocabile nella sua metà campo al 22’, si sono contati ben sei passaggi in orizzontale prima di approdare nella zona cagliaritana, Hamsik praticamente abbandonato a se stesso, una squadra scollata, senza capo ne coda, il più brutto Napoli visto fino a quel momento, sull’unica verticalizzazione giusta arriva il primo tiro in porta ed unico del primo tempo, ad opera di Marcelo Zalayeta, magistralmente servito da Hamsik, poi la notte fino al 45°.
Nel secondo tempo cambia leggermente la musica, finalmente Lavezzi agisce negli ultimi trenta metri, Hamsik alle sue spalle, entra Datolo ed esce Pazienza, la squadra sembra acquisire più peso e determinazione, entra Russotto ed esce Vitale, ma ormai è come giocare contro un muro, non si trovano sbocchi, non si tira da fuori area neanche a voler pagare oro, si cerca sempre di entrare in area con il pallone tra i piedi, si cercano finezze di tacco quasi si fosse un funambolico calciatore brasiliano, non si bada al sodo, premettendo che il Cagliari non ha rubato assolutamente niente, anzi, ma è una squadra mediocre, sicuramente alla portata di questo Napoli, che puntualmente non reagisce, non ha polso, non ha carattere, non ha nulla, con le individualità non si va da nessuna parte se non sorretti da una squadra che ti appoggia, in questa squadra tutto questo non esiste, tutto evanescente, tutto troppo scontato.Che Donadoni non avrebbe trovato una situazione felice questo lo sapevamo, ma catastrofica proprio no, siamo a dodici punti dalla zona retrocessione, è vero sono tanti, ma è altrettanto vero che dovremo ancora affrontare squadre come Inter, Torino, Chievo in casa e Siena, Lecce, Catania fuori casa, tutte squadre con obiettivo, chi deve salvarsi, la maggior parte, chi come l’Inter deve vincere lo scudetto, noi ci domandiamo, ma di questo passo, che finale di campionato sarà? Questa è una squadra non abituata a lottare, impostare, manco a parlarne, quanto di buono si è visto nel girone d’andata sembra svanito, come se gli stessi giocatori del girone d’andata abbiano mandato in campo i loro cloni, hanno solo il nome uguale, il tutto non può prescindere dall’assenza di infortunio di questo o quello, è troppo facile come alibi, non ci si può nascondere dietro scuse puerili, è un offesa all’intelligenza dei tifosi napoletani, sarebbe più facile dire Signori abbiamo sbagliato scusate tanto, invece queste parole non verranno mai pronunciate, perchè sarebbero come un macigno, sarebbe una bocciatura inesorabile, quindi non ci resta che aspettare la fine di questo campionato, che a meno sei dalla fine, potrebbe regalarci qualche piccola soddisfazione o l’ennesima bocciatura, l’importante è finire …. come cantava Mina, poi si vedrà, per la cronaca il Cagliari raddoppia al 92’ con Lazzari, dopo che il Napoli sciupa la più ghiotta delle occasioni con Lavezzi.
