Corbo e il suo “Graffio”:”Aspettando il colpo di teatro”
Come di consueto vi riportiamo dal blog di Antonio Corbo, editorialista di Repubblica, il suo “Graffio”. Si attende il colpo di teatro del presidente visto che adeso si riparla di un ritiro per preparare al meglio la sfida di domenica con la Lazio che vale 50 milioni che possono arrivare dall’accesso alla prossima Champions via preliminari.
“Tocca alla Roma liberare il calcio italiano dall’ultima colata di fango. C’era il sospetto che il derby svanisse della truce bellezza di un pareggio, con doppio passaporto per la Champions. Ogni dubbio, ogni ombra, ogni patto non scritto: tutto si dissolve con la netta vittoria della Roma su una Lazio affaticata da velocità lodevole ma finora superiore alle sue risorse tecniche, logorata dalle angustie di un processo sempre aperto a Cremona sul suo capitano Mauri, allarmata da polemiche e voci insidiose sull’insostenibile strapotere di Lotito, considerato dall’11 agosto del 2014 il regista della elezione di Tavecchio ed il viceré dei campionati di serie a Lega Pro. A pochi giorni da una retata che ha spinto persino Mattarella allo sdegno nel discorso di sabato ai giovani riuniti a Palermo in nome della legalità e la lotta alla medie, e magari in previsione di altri blitz nei campionati minori, il calcio italiano non poteva consentirsi un pareggio imbrattato di egoismi e slealtà.
Di una limpida vittoria si avvale il Napoli. Ha una opportunità superiore ai suoi meriti. Può battere la Lazio domenica, in una partita finale decisa a quota 66 punti, gli attuali punti della Lazio solo grazie al jolly degli scontri diretti, favorevoli al Napoli. Si può salvare adesso la qualificazione Champions, riparare la classifica, persino riscattare una stagione segnata da discontinuità, inerzia, superficialità. Di questi mesi si ricorda un solo periodo felice: quelle tre vittorie filate con dieci gol. Fiorentina, Wolfsburg, Cagliari. Ebbero qualcosa in comune. Il ritiro definito punitivo creò in pochi giorni di clausura monastica la coesione morale, restituì identità di squadra, garantì freschezza atletica. Sarebbe il caso di riprovare, a patto che il ritiro non sia una decisione subita e contestata da squadra e Benitez, ma proposta dagli stessi giocatori. Nel messaggio di auguri al presidente per il compleanno Hamsik, il giocatore simbolo della discontinuità, Hamsik, ha scritto frasi tenerissime. Dice di sentirsi figlio di questa città. Perché non propone lui qualche giorno di profonda riflessione da vivere tutti insieme?
Sta per chiudersi l’anno dei troppi rimorsi, degli stili di vita chiacchierati, delle astuzie gitane nel rinnovo dei contratti: riflettano Benitez e i suoi, il sipario può ancora calarsi su una grande festa. Lo spettacolo continua. Un colpo di teatro, e buone vacanze a tutti.”


