Sottozero: l’avete combinata grossa!

Il calciomercato è strano e su questo non v’è dubbio alcuno. Forse quello del Napoli lo è ancor di più. O forse ancora: complicato, oltre che strano. Complesso, ecco. Troppo. Telenovele e tiritere. Voci su voci che si rincorrono. Da impazzire. Difficile giudicarlo: non lo vediamo, non siamo al tavolo delle trattative, a cena con i procuratori. Un racconto del racconto. Raccontiamo terzi racconti. Di terze parti, dei cosiddetti beninformati; degli esperti, insomma. Una giungla. Un mercato a tutti gli effetti. A Gennaio un mercatino. Dell’usato, magari: usato sicuro per qualcuno, usato ‘usurato’ per i meno fortunati e/o ‘abbienti’. I grossi non si muovono. Al massimo gli ex pesci grossi, quelli che grandi lo sono (stati): pestano i piedi per rilanciarsi, ma guai a chi gli tocca il conto in banca. Non lasciano, vorrebbero pure raddoppiare: in declino, verso l’addio, ma ugualmente avari. Coerenti con se stessi. Un pò come il Napoli. Il Napoli è sempre coerente con se stesso. Non si smentisce mai. Bigon o Giuntoli, decide De Laurentiis: “Riparazione? ripariamo tutto l’anno”, volendo fargli il verso. L’inverno l’impigrisce, col freddo gli s’annebbiano le idee; i suoi rigori preferisce sfuggire. Gli si congela persino lo smartphone. Dal 3 al 31 un solo cinguettio – Machach: anche l’uccellino di Twitter sarà andato in letargo. “Benvenuto Zinedine ! #ADL”. Zinedine chi? Un’oasi nel deserto. Un’oasi nemmeno tanto felice. Una testa calda arrivata a parametro zero perchè licenziato dal Tolosa dopo aver fatto a botte con l’allenatore delle riserve. Una toccata e fuga, quindi in prestito altrove: sarebbe stata cosa buona e giusta. Ed invece no, rimarrà a Castel Volturno; rimarrà l’unico acquisto. Una scommessa. Un carneade. ‘Colpo di prospettiva’ per qualche adulatore mancato architetto; ‘dinamiche economiche’ secondo dei ‘ragionieri’. Se ne poteva fare a meno. D’un centrocampista proprio non si sentiva la mancanza. Sarri s’aspettava altro. Sarri aveva CHIESTO altro. “Siamo scoperti in un ruolo”, diceva dopo Crotone. La società l’ascolta, quanto meno ne prende atto. Ma alla fine non l’accontenta. Verdi era l’indiziato, il prescelto, il preferito. Verdi rifiuta, il Napoli si blocca. Stop, zero. Spiazzati. Dopo Verdi… ‘Gialli’. Gialli di paura. La paura di non regalarsi l’attaccante per mancanza d’alternative. E dopo gialli… ‘Giallo’. Giallo Younes. Un thriller. Da farci un film – De Laurentiis, ci pensi. Da scriverci un libro – Chiavelli, ci pensi: ne avrebbe tutte le facoltà uno che stila contratti di dimensioni enciclopediche. Niente da fare: arriva, sostiene e supera le visite mediche, presenzia anche allo stadio per Napoli-Bologna e poi scappa senza firmare. Grottesco a questi livelli. Tira e molla, alla fine scopri che lo mollano per davvero. Una storia tragicomica. Tra il serio ed il faceto; tra Zelig e Chi l’ha visto?. Non ha mollato, invece, il Sassuolo; quando l’ha fatto era già troppo tardi: un muro, un grattacielo eretto per Politano. Lui sì che il Napoli lo voleva ad ogni costo. Ma non sempre la volontà d’un calciatore ed il pressing dei suoi agenti vincono le resistenze d’un club. In un calcio dove ‘la regola’ vede le società ostaggio dei procuratori, esiste l’eccezione Sassuolo. Giuntoli doveva saperlo: velleitario sperare fino alla fine. Un’utopia considerate le tempistiche del Napoli ed un precedente – Soriano – che nel 2015 saltò sul gong. Un fantasma che evidentemente ancora aleggiava; un attendismo rischioso, esitazioni costate care a tutte le parti in causa. La quadra l’avevano pure trovata, con le sponde Farias del Cagliari ed Ounas per convincere il Sassuolo. Pochi, pochissimi i minuti, i secondi a disposizione: il tempo batte il Napoli e Politano sfuma definitivamente. ‘Mensis horribilis’ con un finale raccapricciante: la sceneggiatura perfetta. Giuntoli e De Laurentiis i ‘Nuovi Mostri’ di Striscia. Strategie farraginose: il mercato delle previsioni, delle sensazioni, delle false speranze. Un mercato depotenziante, altroché. Da qui il nostro ‘sottozero‘: un ‘voto’ provocatorio, assolutamente simbolico. Simbolo d’un rafforzamento che non c’è stato (-zero) e d’un indebolimento (sotto-), che di contro c’è stato eccome. Via Maksimovic e Giaccherini, al loro posto nessuno: saldo negativo, rosa ancor più corta di prima. Compromesso quasi certamente il cammino in Europa League: mancheranno i presupposti per applicarvi un turnover totale. Dunque potato anziché infoltito: la beffarda sorte dell”Albero Azzurro’. Spezzato. Come rischia d’esserlo la crescita di questa squadra: ostacolata, rallentata. Il Napoli è ad un punto di non ritorno; volando così in alto ha soltanto due possibilità: quest’anno o tocca il cielo o va in picchiata. Intanto ha toccato il fondo. Nel peggior mercato intermedio di sempre. Il peggiore dei peggiori (cioè tutti). Geni! Idoli indiscussi. Manco a volerlo fare apposta: c’era veramente da mettersi d’impegno…

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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