SCOPPIA LA PACE

SCOPPIA LA PACE src=

Sorpresa delle sorprese. Siamo onesti, un accordo al primo colpo non era proprio la più probabile delle ipotesi. I tuoni e fulmini verbali dei giorni scorsi lasciavano presagire una bufera imminente, una rottura totale o quantomeno una lunga gestazione di un rinnovo complicatissimo. Invece no. Per la gioia di tutti, partecipanti ed impazienti spettatori, Walter Mazzarri ha trovato perfetta unione di intenti col presidente De Laurentiis e i due vivranno insieme felici e contenti per almeno altri due anni. A che prezzo? È ciò che proviamo a capire. 

De Laurentiis ieri era stato chiaro: “Se vuole restare, Mazzarri dovrà accettare la politica della società in merito ad acquisti e ingaggi”. Una dichiarazione da piena guerra fredda, un aut aut clamoroso all’allenatore che giusto qualche giorno prima aveva bussato a soldi. Per il budget, non per se stesso. Invece, se don Aurelio non si è spostato dalle proprie posizioni, Mazzarri dovrà accettare il diktat presidenziale e fare di necessità virtù. In parole povere niente top-player, rosa larga e qualche concessione in termini di autorità ad un presidente sempre più padrone. In cambio il tecnico ha ottenuto un piccolo ritocco al tetto ingaggi e la garanzia che dei big partirà soltanto Lavezzi. In cambio di chi? Mazzarri ha stilato la sua lista, almeno su questo De Laurentiis non deluderà né l’allenatore né i tifosi. Ci si aspetta un acquisto importante in avanti, non possono essere Insigne e la conferma di Pandev le garanzie che il Pocho sarà sostituito a dovere. Per il resto le priorità in termini di innesti sono note: almeno un difensore di esperienza (ma anche due, Chivu e Zapata sarebbero l’ideale); un centrocampista centrale in grado di competere con Gargano e Dzemaili (o magari di scalzarli e giocare al fianco di Inler); infine l’esterno sinistro pronto a sostituire Dossena, che Maz ha dimostrato di non vedere più tenendolo in panchina in occasione della finale di Coppa, nonostante la doppietta al Siena. 

Questi in sintesi i termini dell’accordo fra allenatore e società. Poche novità, non molte libertà. Mazzarri ha compreso le esigenze e ha deciso di investire nella sfida più grande: confermarsi ai livelli delle scorse stagioni senza poter migliorare il tasso qualitativo della squadra. Una piccola sconfitta per lui, che voleva imporre la sua volontà e sognare in grande per un progetto che prevedesse ben altri trofei, altro che Coppa Italia. Almeno adesso non lo sentiremo più pronunciare la frase “ho un contratto fino al 2013”, perché ne avrà uno fino al 2014 e prima di ripensare a quando andrà via da Napoli dovrà pensare a lungo a quanto ci resterà.

 

 

Translate »