ROMA – NAPOLI: IL DERBY DEL SOLE CHE BRUCIA COME NON MAI
Finalmente qualcosa di nuovo, di essenziale, produttivo. Finalmente qualcosa in questo Napoli è iniziato a venir fuori. Non se ne poteva più dopo quei 5 turni malfamati di vittorie che hanno portato gli azzurri a bruciare in un sol colpo quanto di buono era stato fatto fino ad allora. La zona Champions ad un passo, poi incredibilmente compromessa, e adesso di nuovo lì, ad una semplice distanza dopo il doppio due a zero con Novara e Lecce. Forse, stando al calendario e ai vari incroci, questa potrebbe diventare la gara giusta per il sorpasso sperato. Udinese e Lazio saranno una di fronte all'altra, con il risultato del Napoli già in archivio, e il rischio che due dirette concorrenti con il fiatone si annullino a vicenda è più che vivo. Di fronte, però, ci sarà una Roma tesa, nervosa, affranta dopo le contestazioni nate dalla sconfitta casalinga con la Fiorentina e Luis Enrique rischia di diventare il capo espiatorio di un progetto bello, lungimirante, ma fatto di enorme pazienza, qualità che in Italia difficilmente viene distribuita
Roma. Farà caldo nella capitale, ma più che per il clima il calore arriverà dalla tensione del match. La sfida con il Napoli è sempre molto sentita e gli avvenimenti di questi ultimi tempi portano i giallorossi ad essere consapevoli degli enormi rischi che comporterebbe un risultato negativo. Fuori De Rossi e Osvaldo, Luis Enrique modificherà il suo assetto dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con un trequartista a supporto di due punte mobili. Gioco arioso, fatto di tocchi brevi e costruzione finalizzata agli esterni che in questo caso coinvolgerà molto più i due terzini che le punte. A sinistra, sarà Marquinho ad abbassarsi in fase passiva e ad allargarsi in costruzione mentre sul settore destro molto gioco passerà per le avanzate di Rosi; la mediana, molto muscolare, si presenta piuttosto lenta ma pericolosa dai trenta metri e dai calci da fermo; occhio alle punte che non daranno punti di riferimento nelle ripartenze
Indisponibili. Burdisso, Juan, Lobont, Stekelenburg; Osvaldo, De Rossi e Lamela (squalificati)
Formazione (4-3-1-2) Curci (18); Rosi (87), Kjaer (44), Heinze (5), Josè Angel (3); Marquinho (7), Gago (19), Pjanic (15); Totti (10); Borini (31), Bojan (14) All. Luis Enrique
Ballottaggi. Josè Angel 60% – Taddei 40%
Napoli. Le ultime due gare hanno rinvigorito il gruppo azzurro evidentemente depresso dopo il periodo nero di 3 sconfitte e 2 pareggi. Walter Mazzarri non cambierà modulo e confermerà il 3-5-1-1 vittorioso di Lecce soprattutto in virtù della scelta di non rischiare Lavezzi che partirà dalla panchina. Gioco accorto basato sul contropiede con Dzemaili che anticiperà il movimento di Maggio in modo da aprire varchi sul settore destro; Inler guiderà la mediana con Gargano a fare da frangi frutti mentre Hamsik svilupperà un gioco a pendolo per garantire supporto a Cavani e, allo stesso tempo, creare superiorità nella trequarti avversaria per i vari inserimenti dei centrocampisti. Molto probabilmente, il capitano Cannavaro sarà dirottato sul centrodestra piazzando Fernandez come centrale al posto dell'infortunato Campagnaro Indisponibili. Donadel, Campagnaro
Formazione (3-5-1-1) De Sanctis (1); Cannavaro (28), Fernandez (21), Aronica (6); Maggio (11), Dzemaili (20), Inler (88), Gargano (23), Zuniga (18); Hamsik (17); Cavani (7) All. Walter Mazzarri
