RICORDIAMO I SUCCESSI AZZURRI A TORINO

RICORDIAMO I SUCCESSI AZZURRI A TORINO src=

E' da sempre la gara più attesa da tutti gli appassionati di fede azzurra. La gara con la sempiterna Juventus, sinonimo purtroppo di tante giornate amare ( specie a Torino ) per il nostro amato Napoli, suscita sempre un emozione non comune, per la storia, la tradizione e le vittorie che da sempre accompagnano la società bianconera. Il bilancio delle trasferte sotto la mole Antonelliana è a dir poco tragico ( sportivamente parlando s' intende ), con 40 sconfitte ( 1 in B ), 21 pareggi e sole 7 vittorie, ma ci sono due precedenti beneaguranti che ( bando alla scaramanzia ) potrebbero far cambiare il tradizionale vento di questa sfida, troppo spesso sfavorevole sfavorevole ai nostri colori. Cominciamo da quella che, a nostro modesto avviso, rappresenta in assoluto la vittoria più prestigiosa in una singola fida di campionato di ogni tempo del Napoli : quella del 9 novembre 1986, che spianò la strada al 1°, storico scudetto. Anche in quel caso ( si era alla 9° e non alla 8° giornata come il match di sabato prossimo ), Juve e Napoli procedevano appaiate in testa alla classifica, con 12 punti ( la vittoria valeva ancora due punti ) ciascuna. Anche allora la Juve era campione d' Italia. Pure in quella vigilia la Juve era data ( seppur leggermente ) per favorita. Che bello in quel terso pomeriggio piemontese, vedere il vecchio " Comunale " pieno zeppo di bandiere e vessilli azzurri, quasi che quelli bianconeri sembravano in minoranza. Come fu bello quel giorno rivedere il Napoli vincente dopo la bellezza di 29 anni a Torino…Eppure l' incontro non era cominciato bene ; dopo un primo tempo di studio, approfittando di un maldestro intervento del simpatico Garella, il " danese triste " ma dotato per dirla alla Bernardini dei cosiddetti " piedi buoni ", al secolo Micheal Laudrup, al 48° portò in vantaggio la Juventus. " Ecco, lo sapevo ", pensarono in molti. Ed invece la reazione del Napoli fu veemente, da vera squadra di razza. Guidati da uno scatenato Maradona, gli azzurri stringono d' assedio la retroguardia avversaria, andando più volte vicini al pareggio, due volte con Renica, il libero volante, ed una volta a testa con Diego e Giordano. Si sente che nell' aria può accadere qualcosa di assolutamente clamoroso : il rovescio in casa degli storici primi della classe. Ma in quella occasione lo spirito della " prima volta " degli eterni sconfitti, era più forte di tutto, anche della sorte sempre avversa. E la catastrofe per la Juve avvenne nell' arco di 120 secondi, fra il 73° ed il 75° minuto. Prima in mischia il prode Moreno Ferrario, stopper di tante battaglie, in mischia a seguito di un calcio d' angolo, disegna una parabola lenta ma inesorabilmente imparabile per il pur bravo Tacconi, il portiere guascone. Due minuti dopo, ancora su azione d' angolo, Giordano impatta violentissima mente la sfera con il collo destro, che prima schizza sul palo e poi termina la sua corsa in rete. Lo stadio diventa una bolgia, in pieno recupero poi Volpecina firma il 3 -1 finale, che proietta il Napoli da solo in testa alla classifica. Come chissà, potrebbe accadere pure sabato al primo calar della sera… 
Un altro segno " menabuono " alla partita di sabato si riaggancia all' ultima vittoria del Napoli, la settima della serie. Si giocò anche in quel caso ad ottobre ( il 31 ), ma soprattutto anche quella volta la gara fu anticipata al sabato alle 18.00. Avvenne un qualcosa mai successo prima in assolto nella storia : il Napoli vinse dopo esser stato sotto di due gol. Walter Mazzarri era arrivato da meno di un mese, e già coglieva un risultato destinato a far storia. Anche allora come adesso in campo c' era Marek Hamsik, e c' era pure Sebastian Giovinco che siglò il raddoppio al 54°, dopo il solito colpo di testa dell' implacabile Trezeguet al 35°. " Marekiaro " andò in gol al 59° ed all' 81°, andando a raccogliere persino l' abbraccio fisico dei sostenitori azzurri ( si giocava ancora all' Olimpico ). In mezzo il punto del 2 -2 l' aveva realizzato Datolo, l' argentino misterioso passato come una fugace cometa nel cielo del Napoli mazzarriano. Sì, l' impressione dopo quella folgorante vittoria, era che nell' aria qualcosa era cambiato…
Oppure si potrebbe pensare all' incredibile 5 -3 del 20 novembre 1988, con Antonio Careca sugli scudi con una magnifica tripletta, o ancora al 3 -1 colto il 22 novembre contro la Juve di Charles, Sivori e Boniperti, con il portiere Bugatti paratutto ( e con la febbre a 38° la sera prima ), e con " 'O lione " Vinicio irresistibile in contropiede ( due gol ), o magari allo 0 -1 colto il 15 aprile 1956 grazie allo svedese Hasse Jeppson detto " 'O banco 'e napule ", oppure il 3 -1 del 21 aprile 1948 con il bolognese Carlo Barbieri autore di una clamorosa tripletta , o per finire al 2 -1 conquistato il 23 novembre 1930 con la nascente Juve del " quinquennio ", capace di vincere 5 scudetti consecutivi agli inizi dei ruggenti anni '30. Andarono in gol Buscaglia ed Antonio Vojak, per ora ancora maggior cannoniere azzurro di sempre ( 102 gol ), ma col primato ormai fortemente a rischio con un Cavani così. E se il " Matador " sabato sera…
   

 

Translate »