REPUBBLICA CECA-ITALIA 0-2

REPUBBLICA CECA – ITALIA 0-2

REPUBBLICA CECA (4-1-4-1 ): Cech; Grygera, Kovac (78’ Heinz), Rozenhal, Jankulovski; Poborsky (46’ Stajner); Polak, Rosicky, Plasil; Nedved; Baros (Jarolim). All.: Bruckner

ITALIA (4-3-3) : Buffon; Zambrotta, Nesta (17’ Materazzi), Cannavaro, Grosso; Perrotta, Pirlo, Gattuso; Camoranesi (73’ Barone), Totti; Gilardino (60’ Inzaghi). All.: Lippi

ARBITRO: Archundia

MARCATORI: 26’ Materazzi, 87’ Inzaghi

AMMONITI: Gattuso (I), 2 Polak (R)

ESPULSO: Polak (R)

AMBURGO. Vincere senza convincere. Un passo avanti (importante) ed uno indietro (preoccupante) per la Nazionale di Marcello Lippi, che con un gol per tempo riesce a superare la Repubblica Ceca e a chiudere in testa alla classifica il girone di qualificazione. Un colpo di testa su calcio d’angolo ed un contropiede: l’Italia ha vinto all’italiana, grazie ad una ottima prova della difesa non adeguatamente supportata da centrocampo e attacco, in difficoltà anche in situazione di superiorità numerica. E’ stato il gioco delle parti a condizionare una partita dominata dalla paura di non farcela. Lippi è partito con una sola punta di ruolo (Gilardino) supportata da due esterni (Totti e Camoranesi), un regista basso davanti alla difesa (Pirlo) e due mediani muscolari (Gattuso e Perrotta). La Nazionale non ha retto all’urto dei cechi, almeno nella prima metà del tempo, quando Buffon è stato provvidenziale in almeno due circostanze, negando il gol al compagno di squadra Nedved e al milanista Jankulovski. Il portiere della Juventus sarà il migliore in campo, insieme a buona parte di una difesa costretta a fare a meno di Alessandro Nesta fin dal quarto d’ora. Non tutti i mali vengono per nuocere, e Lippi l’avrà capito quando il neoentrato Marco Materazzi ha sfruttato la sua elevazione per correggere in rete un calcio d’angolo battuto da Totti, il primo per gli azzurri. I cechi non si sono persi d’animo ed hanno continuato a rendersi pericolosi, ma senza l’infortunato Koller sono apparsi poco cinici, affidandosi all’inventiva e all’estro del solo Nedved. Troppo poco, soprattutto se poi capita che l’ingenuo Polak rimedia due cartellini gialli nel giro di dieci minuti lasciando i suoi in dieci uomini. Come già capitato contro gli Stati Uniti, l’Italia si è ritrovata con la prospettiva di un tempo intero da gestire in superiorità numerica. Non per questo la Repubblica Ceca ha diminuito la pressione, e anche nella ripresa ci è voluto un super-Buffon per evitare che Nedved punisse quella squadra che tanto ne aveva criticato gli atteggiamenti antisportivi. L’Italia non è riuscita ad abbozzare una vera e propria manovra, affidandosi raramente al contropiede. Totti ha sprecato un paio di buone occasioni, e come lui anche Grosso ha fallito una discreta palla-gol peccando di egoismo. Lippi ha provato a vivacizzare gli azzurri gettando nella mischia Barone e Inzaghi al posto di Camoranesi e Gilardino, perseverando nell’infelice scelta di mantenere una sola punta di ruolo. In superiorità numerica e con gli avversari alla disperata ricerca del gol, il cittì è stato fortunato che ai suoi sia andato a buon fine una classica azione di contropiede conclusa con la rete di Inzaghi quando alla fine della partita mancavano ormai pochi minuti. Un gol che ha definitivamente scacciato quei fantasmi materializzatisi dopo il vantaggio del Ghana sugli Stati Uniti: un pareggio contro Nedved sarebbe costato il confronto agli ottavi contro il Brasile, prossimo cliente degli africani. Agli azzurri toccherà invece l’Australia di Hiddink, il cittì che quattro anni fa eliminò l’Italtrap alla guida della Corea.

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