QUALCOSA E’ CAMBIATO…

Forte con i forti e debole con i deboli? Finora lo dicono i numeri, non le prestazioni. Fermandoci alle aride cifre, il Napoli non sta facendo né più né meno dell’anno scorso: sontuoso con le big (Roma), sprecone e non sempre generoso con le piccole (elenco più lungo). Un film già visto, ma soltanto se guardiamo passivamente la classifica e non l’evoluzione di un intero gruppo di lavoro.

Spostando invece l’analisi all’ultima settimana (probabilmente la migliore dell’era Benitez), la squadra è sembrata un rullo compressore al di là dell’avversario: straripante contro il Verona (6 gol ed il quadruplo dei tiri in porta), dominante contro l’Atalanta (al netto di una occasione concessa e di troppe altre sprecate), trascendente contro la Roma (ben oltre quanto dica il risultato finale).

Avversari diversi ma il Napoli è sembrato uguale, anche se a Bergamo ha sbagliato un rigore di troppo per esserlo. Come è lontana la squadra confusionaria e svagata di inizio stagione: ognuno ha il suo perché, ma è meglio non pensare a quanto sprecato, c’è ancora tempo per recuperare terreno. Per arrivare dove? Il più in alto possibile ma senza fissare obiettivi irraggiungibili, almeno in Italia.

Al di fuori dei patri confini, invece, questa squadra non deve avere limiti. E con la complicità dell’urna, può arrivare molto lontano. Prima, però, deve passare il proprio girone. E battere lo Young Boys, cancellando così una sconfitta che potrebbe rivelarsi la chiave della rinascita: a Berna il Napoli ha forse capito che quando non gioca a ritmi alti è debole persino con i più deboli …

MARCO SANTOPAOLO

Marco Santopaolo

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