LUI NON PARLA, GLI ALTRI SI’

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Oggi, salvo imprevisti dell’ultim’ora, Walter Mazzarri non terrà nessuna press conference alla vigilia di Inter-Napoli. Non è la prima volta che ciò avviene, e non sarà, ahinoi, nemmeno l’ultima. Ma perché il mister si trincera dietro il silenzio? Forse perché sa di andare in difficoltà quando gli facciamo domande mirate, acute, specie dopo una figura barbina come quella di giovedì. Domande alle quali replicherebbe divincolandosi in ragionamenti che fuorviano dal tema, snocciolando dati e statistiche positive delle quali si ritiene artefice; e preparando il terreno all’alibi di un’eventuale sconfitta tramite l’esaltazione dell’avversario di turno, forte o scarso che sia. Ma mentre il caro Walter si chiude nel mutismo, ecco invece che i suoi ragazzi rilasciano interviste dalle quali sembra trasparire la massima concentrazione rivolta alla Beneamata. Behrami: “Ci vorranno forza, carattere e intelligenza tattica. L’Inter ha blasone ed è favorita, ma noi ce la giocheremo a viso aperto”. Hamsik: “L’Inter è una grande squadra, andremo a Milano per i tre punti cercando di sfruttare le nostre armi”. Cannavaro :”Anche l’Inter è l’anti-Juve; guai a pensare che sia stanca, anzi va temuta per la sua qualità”. Pandev: “Non è mai facile giocare a San Siro; noi però ci crediamo, se stiamo bene possiamo farcela”. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, non v’è dubbio. Tuttavia quelle dei giocatori azzurri sono considerazioni semplici, immediate, senza troppi fronzoli. Così lontane, così diverse dalle contorsioni mentali e dagli equilibrismi sul filo mostrati dal loro eminentissimo allenatore. Perché, dunque, stancarsi in tali sforzi sovrumani? Meglio il silenzio. Meglio essere irriguardosi nei confronti dei giornalisti, tanto sono ficcanaso e criticoni.

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