Il punto di non ritorno!
Neanche l’orgoglio. Con ogni probabilità , hanno sbagliato i tifosi a sperarci ancora , a non volersi abituare definitivamente all’idea che l’unica cosa che spicca nel Napoli di oggi è solo la svogliatezza , mista ad un infinita confusione. Non è stata onorata la memoria di Bruno Pesaola , non è stata sudata quella storica maglia azzurra , finalmente restituita ai 60.000 del San Paolo dopo un anno giocato “ in jeans”. Il Napoli , l’ultimo di Rafa Benitez , si è sgretolato ai piedi di una Lazio tutt’altro che imbattibile , concedendo come di consueto l’intero primo tempo , nel quale si sono rivisti puntualmente i soliti orrori difensivi che questa volta hanno visto protagonisti Andujar e Koulibaly. Quei venti minuti di illusione ad inizio ripresa non hanno fatto altro che alimentare i rimpianti ed accrescere la rabbia di una tifoseria che , ancora una volta , non ha fatto mancare il proprio incondizionato appoggio e che si è vista tradita dalla ritrosìa di un gruppo totalmente privo di identità. Al di là dei limiti tecnico – tattici dei singoli ( il terzo goal di Onazi ha fatto ricordare i tempi andati di Fresi e Baldini) , fatta eccezione per la gara interna contro la Roma , quella in casa del Wolsfburg e la sfida di Supercoppa contro la Juventus , il Napoli non ha mai palesato un compatto spirito di coesione , fondamentale nel poter rincorrere qualsiasi obiettivo di rilievo. Termina così una stagione non del tutto sufficiente , condita dalla conquista di un trofeo importante, ma caratterizzata dai troppi passi falsi di una rosa che andrà rivoluzionata in buona parte dopo le barbine figure dell’ultimo mese e mezzo. Una rosa da ricostruire intorno a Gonzalo Higuain , ingiusto capro espiatorio della sconfitta di ieri sera. Comprensibile il suo nervosismo degli ultimi mesi visti i tanti risultati sprecati dalle nefandezze dei suoi compagni. Gonzalo è un fuoriclasse di livello assoluto , intorno al quale è assolutamente doveroso costruire una squadra forte e completa in tutti i reparti. Il futuro del Napoli , già fin troppo oscuro di suo , non può prescindere dalla riconferma dell’unico fuoriclasse al momento presente in rosa. Higuain deve aiutare Napoli , Napoli deve aiutare Higuain. Si capisca questo per ritornare grandi.
Buena suerte Rafa. “ Finalmente , è finita!”. Non dovrebbe essere difficile immaginare il primo pensiero mattutino di Don Rafè quando ha lasciato definitivamente Napoli ed il Napoli. Sorridente , come sempre , va giustamente a coronare il proprio sogno di allenatore. Un premio meritatissimo alla carriera di un uomo di sport , coerente e fin troppo onesto e per questo facile bersaglio di colleghi e carta stampata. Ci hai provato , Rafa. Ma il campionato italiano , lo sappiamo , non vuole cambiare né sul campo , né fuori. Il campionato italiano è quello che tende ad idolatrare una scuola calcistica ormai sorpassata , che produce i suoi frutti sono tra le sue mura , salvo poi disgregarsi in campo europeo. Un campionato italiano nel quale tutti diventano esperti di calcio , finanche editorialisti di quart’ordine e pseudo-allenatori esonerati ovunque e che adesso scaldano la sedia di qualche salottino di una trasmissione televisiva di provincia. Ma in fin dei conti , nel calcio , contano i trofei e Benitez li ha sempre vinti e continuerà a portarli anche nella prestigiosa bacheca dei Galacticos. Ma questa volta senza doversi scontrare con il “business plan” , gestendo una rosa di veri campioni che quest’anno ha stentato a diventare una squadra. C’è chi scrive che a Napoli lasci un cumulo di macerie. La realtà , però , parla di una Coppa Italia , una Supercoppa Italiana , un terzo posto al primo anno , il record di punti e di goal fatti del club , 12 punti in Champions League ed una semifinale di Europa League che mancava da 25 anni. Il tutto con calciatori come Britos , Ghoulam , Jorgihno , Inler e tanti altri. Magari ogni allenatore potesse lasciare simili macerie. Buona fortuna , Mister. Sin prisa pero sin pausa.E grazie di tutto!
La carta conosciuta. La contestazione contro De Laurentiis è arrivata , Napoli sembra essersi svegliata. La curva B non ha risparmiato un minuto di contestare il proprio Presidente , protagonista di una conferenza stampa del giovedì ben poco elegante e che ha confermato che l’unica certezza del club è l’assoluta confusione. Si è parlato di “ cantera” per l’ennesima volta. Si è parlato di investimenti propri sullo stadio. Per l’ennesima volta. Il messaggio che è passato tra le righe è invece quello che anche per il prossimo anno di investimenti importanti se ne vedranno ben pochi. Aurelio non ha più lo stesso appiglio sulla gente , abbandonato anche dal fidato Bigon che probabilmente non ha visto apprezzato il suo ( seppur discutibile) operato. Sarebbe già tanto se il Presidente mettesse da parte i proclami fumosi di questi ultimi due anni ed avesse la modestia di spiegare ai tifosi i veri limiti di questo progetto , andando poi a comporre finalmente un’organigramma societaria degno di una squadra di A. Con un direttore generale , uno sportivo , abbandonando l’immagine di “padre padrone” di questi anni. Napoli lo apprezzerebbe , anche se dovesse essere un progetto di caratura inferiore. Ma questo , già sappiamo , che difficilmente accadrà. Ed allora , a nulla servirà ingaggiare un Emery od un Mihajlovic per imbonire i tifosi. A Napoli il pesce con l’acqua non si frigge più. Napoli ieri sera glielo ha fatto capire con i fischi. A buon intenditor , poche parole , Presidente!
NICOLA MOSCATO

