PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE
Essendo nato a Cisano Bergamasco e non a Nazareth, in soli quattro giorni non poteva riuscire a Donadoni di risvegliare del tutto un “Lazzaro” Napoli che per rialzarsi e camminare come in passato ha bisogno ancora di percorrere alcuni passaggi. Quantomeno, però, va sottolineato di aver intravisto una piccola scossa psicologica nella squadra, che nel secondo tempo ha mostrato una voglia di combattere e di reagire che nelle ultime 9 partite non si era quasi mai vista. Riorganizzare una difesa autrice di soventi svarioni, inculcare una mentalità che privilegi finalmente l’allargamento del gioco senza ricorrere sistematicamente al lancio lungo a scavalcare il centrocampo, non sarà facile farlo da un giorno all’altro. Ma oggi Donadoni, anche per quanto ha fatto vedere a bordocampo, ha dimostrato di voler gettare le basi per costruire un castello solido in futuro. Un castello di cui hanno dimostrato di voler essere trascinatori Blasi e Lavezzi, nonostante il primo tempo opaco di quest’ultimo. Nei secondi 45 minuti, infatti, si è rivisto quel calciatore che fino ad un mese e mezzo fa ha infiammato i cuori dei tifosi partenopei.
La novità più importante del giorno, però, tralasciando gli aspetti tecnici che dopo appena quattro giorni di nuova gestione lasciano il tempo che trovano, è quella che Aurelio De Laurentiis ha confermato la sua piena consapevolezza e volontà di prendere in mano in prima persona la situazione, non delegando più la gestione della società in toto a Marino che in questi mesi ha esaurito molti bonus di riconoscenza che il presidente azzurro aveva nei suoi confronti. Mai, infatti, in quattro anni e mezzo di gestione si era visto il presidentissimo così presente tanto da sedersi in panchina con in dosso il giubbotto azzurro della società. Forse si è davvero ad una svolta nel progetto-Napoli, che da giugno comincerà il suo secondo quinquennio. Non sarà più un “Marino contro tutti”, ma le scelte saranno prese di comune accordo con De Laurentiis e con Donadoni, che di sicuro non accetterà passivamente tutte le scelte tecniche pensate dal dg irpino. Intanto il punto conquistato a Reggio, oltre ad una ventata di ottimismo per aver interrotto una striscia a dir poco negativa, soprattutto lontano dalle mura amiche, porta in dote anche la salvezza virtuale, considerato che a 10 partite dal termine del campionato sono ormai ben 12 le lunghezze di vantaggio sulla zona pericolo rappresentata dal Torino, terzultimo in classifica. Ed ora domenica c’è la grande occasione di togliersi uno sfizio e regalare una gioia al pubblico del San Paolo dopo tante delusioni, magari battendo proprio quel Milan di cui Donadoni rappresenta un pezzo di storia.
