PRANDELLI E ANCELOTTI, E’ QUI LA FESTA. CROLLANO GENOA E ROMA, IN CODA E’ BAGARRE

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Fiorentina e Milan sono le due “festeggiate” della 33.ma di serie A. Come fosse il loro compleanno, le altre pretendenti ai rispettivi obiettivi fanno a gara per fare il regalo più bello a viola e rossoneri. Il più generoso di tutti è Gasperini: il suo Genoa con due prestazioni da schiaffi dilapida in sette giorni quanto racimolato in mesi di cavalcata trionfale verso il quarto posto, rilanciando le ambizioni della rigenerata Fiorentina. Sabato scorso il tonfo interno con la Lazio, ora il suicidio in terra bolognese.Prandelli ringrazia e passa alla cassa, dopo aver asfaltato nell’anticipo del sabato una Roma troppo brutta per essere vera. Il new-deal toscano passa dalla reinvenzione di Vargas esterno alto e dall’esplosione di Jovetic, talento puro: Gilardino ringrazia e torna a sorridere insieme ai suoi, alla faccia del Milan che l’aveva dato per bollito. Ma Ancelotti non piange di certo e anzi si coccola l’evergreen Inzaghi, che si scatena sempre nel rush finale del campionato. Con la rete di oggi al Palermo per lui sono 150 in A e 12 in stagione, due gol in  meno dei compagni Kakà (doppietta di rigore per lui oggi) e Pato, che però hanno giocato il doppio delle sue partite. Con Superpippo il Milan può restare in quota e dimenticare le critiche di poche settimane fa. Prodiga “madrina” della festa milanista è la Juve, che non riesce a battere neanche una Reggina indomita ma pur sempre fanalino di coda. Altri due gol presi da Buffon, più che un colabrodo la difesa juventina sembra una forma di emmenthal. Saltata di slancio la Juve, il Milan ha ora nel mirino l’Inter, che cade nella bolgia del San Paolo per mano della sua bestia nera Marcelo Zalayeta. Sette punti in cinque partite sono obiettivamente parecchi, ma se la banda Mourinho entra in clima psicodramma tutto può davvero essere possibile. Chi non ricorda la tragedia sportiva sfiorata lo scorso anno? E chi, alla luce dell’arcinota “pazzia” interista, scommetterebbe su un finale scontato?

Più in basso, la Roma dovrebbe iniziare a guardarsi le spalle se solo le inseguitrici non facessero a gara per annullarsi a vicenda. Sembrava la giornata del Cagliari, dopo una rimonta spettacolo a Marassi (da 2-0 a 2-3), ma ci ha pensato il solito immenso Cassano a riportare i sardi con i piedi per terra. Eppure il sesto posto è lì, a soli tre punti, Allegri deve provarci perché non è finita finché non è finita. Il Cagliari sembra la squadra più volenterosa nel cercare l’impresa perché, se il Palermo poteva mettere in conto la sconfitta a San Siro, la Lazio invece prosegue con il suo andamento schizofrenico, vincendo partite sulla carta difficili e perdendone altre accessibilissime. Prendiamo l’impegno di oggi, gara interna contro l’appagata Atalanta. Doveva essere una passeggiata di salute e invece è un brusco stop alle ambizioni di superare i “cugini”: se continuano così Rocchi e soci rischiano seriamente il mal di mare. 

Come accade ogni anno di questi tempi è la zona salvezza a regalare più emozioni. Torino e Lecce avevano un set-point niente male contro Siena e Catania, due squadre che hanno già finito il campionato. Potevano approfittarne per staccare il Bologna, atteso dal ben più impegnativo match contro il Genoa. Missione compiuta ma vanificata dalla gran partita dei bolognesi, trascinati da un Di Vaio sempre più re con 21 reti. Tre punti a tutte, giornata interlocutoria nella quale torna forse a sudare un po’ il Chievo, punito a domicilio da una frizzante Udinese (D’Agostino leader vero e campione completo, Napoli cosa aspetti?). Fra tutte piange solo la Reggina che grida quasi all’impresa contro la Juve ma poi subisce il ritorno dei bianconeri. Due punti in più da recuperare: non sarà facile, ma i calabresi ci hanno spesso abituati a rimonte inverosimili…

 

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