PIU’ NOBILE CHE MATRICOLA
Eccole qua, ventiquattro partite dopo, le due nobili matricole della serie A. Guardando la classifica si capisce come le gemellate Genoa e Napoli finora siano state più nobili che matricole; entrambe gravitano a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione, a due punti di distacco l’una dall’altra. Reja resiste alla tempesta e tiene sotto tiro la zona sinistra della graduatoria, Gasperini in questo momento è più in palla e ha prospettive migliori. Reduce dal roboante 5-3 di Udine i rossoblu sono al settimo cielo seppur con qualche preoccupazione per la fase difensiva non ancora perfetta.
L’undici iniziale è come sempre in alto mare. Il tecnico genoano tiene in ampia considerazione la maggior parte degli elementi della rosa, e molti possono essere adattati in diversi ruoli. Pertanto è difficile delineare una probabile formazione titolare, ci proviamo consapevoli che potremmo azzeccarne pochi. L’unica certezza resta il modulo di riferimento, il 3-4-3 che in A si è giocoforza adattato a maggiori esigenze di copertura e quindi non schiera più tre attaccanti puri ma un centravanti e due centrocampisti offensivi. Il portiere, visto che Rubinho (squalificato) sembra essere allergico al Napoli, sarà l’esperto Scarpi (34), titolare anche all’andata. A proteggerlo dovrebbero esserci due napoletani, il redivivo De Rosa (34) al centro e il cavallo di ritorno Criscito (21) sul centrosinistra. Probabile un turno di riposo per Bovo, protagonista di uno sciagurato fallo di mano contro l’Udinese, al suo posto potrebbe giocare il promettente terzino belga Vanden Borre (20) o sarà adattato il centrocampista Konko (23). A centrocampo la situazione è un po’ meno intricata. Inamovibile a destra il capitano Rossi (30), che all’occorrenza va a formare il tridente d’attacco, sulla sinistra viene riproposto il brasiliano Fabiano (28), punto fermo lo scorso anno ma finito un po’ in disparte negli ultimi tempi. Al centro il “fedelissimo” di Gasperini, Juric (32), uno che è arrivato tardi al grande calcio come il suo mentore, ma come lui non sta deludendo le aspettative. Se dal croato ci si attende corsa e sostanza, al giovane Paro (25) o a Milanetto (33) si chiedono le geometrie necessarie per far girare la squadra. E per servire il pallone alle bocche di fuoco guidate senz’altro dallo straripante Borriello (25), punta completa che può colpire in ogni modo: di testa, di piede, in acrobazia (e ne sa qualcosa Handanovic). Attenzione però anche alla corsa di Sculli (26) e alla fantasia di Leon (28), il cui piede caldo può castigare gli azzurri soprattutto da calcio piazzato.
C’è di cui temere quindi per il Napoli, non c’è solo Borriello da marcare molto stretto. Leon e Sculli sbucheranno dappertutto, vita dura per i tre centrali azzurri. Dalla sua parte Reja può puntare sul centrocampo più folto e sulla vena di Mannini, pronto ad innescare Sosa e soprattutto Calaiò, in grande spolvero. Il Genoa sarà anche temibile in avanti ma in difesa lascia sempre qualcosa, com’è logico aspettarsi da una squadra spregiudicata che punta allo spettacolo. Sta agli attaccanti azzurri approfittarne, all’andata i liguri furono premiati col successo da una tattica più attendista, ora dovranno fare la partita e porgeranno il fianco al gioco di rimessa degli avversari. E allora tutto è possibile, anche che il segno in schedina sia identico a quello di diciannove partite fa…
Probabile formazione (3-4-3): 73 Scarpi; 24 Konko (68 Vanden Borre), 25 De Rosa, 18 Criscito; 7 Rossi, 28 Juric, 19 Paro (77 Milanetto), 29 Fabiano; 14 Sculli, 22 Borriello, 11 Leon. All. Gasperini
