PARDO: "PUO’ ESSERE IL MONDIALE DI CHRISTIAN MAGGIO"

In Sudafrica seguirà principalmente l'Inghilterra di Fabio Capello ma il cuore ovviamente batte per l'Italia di Marcello Lippi. Pierluigi Pardo, una delle prime voci di Sky Sport, è pronto a tuffarsi nell'avventura mondiale. A poche ore dall'inizio ufficiale della competizione, il giornalista dell'emittente satellitare di Rupert Murdoch ha dato le sue valutazioni sulla nostra Nazionale e sul contributo che potrà dare il blocco del Napoli alla causa azzurra, senza tralasciare qualche curiosità che al momento caratterizza la sua permanenza in Sudafrica.

I test premondiali sono stati deludenti. La sconfitta con il Messico e il pareggio con la Svizzera quanto devono preoccupare?

«Le amichevoli prima di un mondiale lasciano il tempo che trovano. Piuttosto ritengo che la squadra non rispecchi i reali valori che ha espresso il campionato. Queste convocazioni sono un atto di fede di Marcello Lippi nei confronti del suo gruppo storico. Basta pensare al blocco della Juventus che ha portato in Sudafrica. Non è un mistero che la Vecchia Signora abbia fatto un campionato deludente. Inoltre non mi spiego le esclusioni di gente come Cassano, Balotelli, Ambrosini o lo stesso Thiago Motta. Se proprio ci doveva essere un oriundo meglio il calciatore dell'Inter che Camoranesi».

In Sudafrica ci saranno tre calciatori del Napoli. Quale potrà essere il loro ruolo nelle gerarchie di Lippi?

«Spero importante. A parte De Sanctis, che farà soltanto da uomo-spogliatoio, Maggio e Quagliarella possono di sicuro dire la loro. L'ex doriano mi piace particolarmente. Più che in una difesa a quattro, però, lo vedo meglio a centrocampo, come gioca nel Napoli; o al massimo come attaccante esterno. Maggio, comunque, credo possa essere il titolare della corsia destra specialmente dopo la rinuncia a Cassani. Quagliarella, invece, non credo partirà mai dall'inizio ma è uno di quei calciatori che ti può risolvere la partita in qualsiasi momento. Ha dei colpi eccezionali e speriamo che riesca a regalarci qualche giocata delle sue».

Che differenze ci sono rispetto alle notti magiche in Germania?

«Anche nel 2006 c'erano tante polemiche ma non per il valore della Nazionale, bensì per Calciopoli che cominciava a dilagare. Quello scandalo servì a Lippi per compattare il gruppo e anche il tentato suicidio di Gianluca Pessotto contribuì ad unire lo spogliatoio. Questa, invece, è obiettivamente una squadra che ha poco talento perché gli elementi di fantasia sono stati tutti lasciati a casa».

Allora dove può arrivare l'Italia?

«Il mondiale è una competizione per certi versi facile. Se riesci a qualificarti per gli ottavi, ti giochi tutto nelle sfide secche e da questo punto di vista l'Italia non è seconda a nessuno. La squadra di Lippi, però, non parte favorita: ci sono almeno quattro o cinque squadre più forti. Non sarà facile alzare di nuovo la coppa ma, con un pizzico di fortuna, mai dire mai».

In Sudafrica è inverno. Quanto incideranno le condizioni climatiche sul mondiale?

«A Cape Town nei giorni scorsi c'è stata un'alluvione. A Johannesburg, invece, il clima è più secco. Durante la giornata al sole si sta benissimo, mentre la sera la temperatura cala sensibilmente. Dopo una stagione lunga nove mesi, però, per i calciatori è meglio avere queste condizioni climatiche piuttosto che l'afa».

C'è qualche piatto tipico particolarmente interessante?

«Lo chiamano pap: è una sorta di pappone, una specie di polentina. Fanno bollire il miglio o il mais di farina bianca. Per fortuna che si può mangiare anche carne e pesce».

 

(per concessione inchiostro on line)

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