I SOLITI NOTI!

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I tifosi del Napoli sono un serio problema soprattutto quando vanno in trasferta". Così un certo Roberto Maroni ha esordito al Viminale . Già, Napoli partorisce delinquenti da bloccare o per dire a loro gusto "da derattizzare". Per lui e per tutti quelli che indossano un fazzoletto verde è una vera e propria crociata  partita un bel po' di tempo fa tra banchi di politica. Politica, già, quella politica lombrosiana ripescata da chi sole e mare li vedrà solo in fotografia preferendo la tundra nebbiosa che tanta scuola ha fatto.Napoli, il punto centrale per raccogliere voti e trasformare la politica in un bar dello sport estremamente remunerativo. "Chi rompe non paga e si siede al governo" disse Leo Longanesi, giornalista e scrittore di inizio '900 e come dargli torto. Il sig. Maroni si riempie la bocca con la città partenopea starnazzando ovunque novelle e macchiettate di pessimo gusto mentre il mondo sembra girare totalmente al contrario; ed è in questi casi che la soddisfazione più grande sta nel smontare ogni singolo punto con fatti certificati e saggiamente ignorati da chi cavalca l'onda della "rivoluzione d'invidia".

Partiamo da un punto preciso, la stagione appena conclusasi (2009/2010) ha avuto sì un calo di incidenti ma perlopiù nel sud Italia mentre al nord e nella regione capitolina la cosa non è affatto così. Napoli fu ancora una volta stuprata, sbeffeggiata e condannata dal populismo mediatico molto vicino al "va pensiero" il 7 Febbraio 2010: si giocava Udinese-Napoli e all'esterno dello stadio "Friuli" scoppiano diversi tafferugli. Protagoniste settantaquattro persone e la polizia, ma naturalmente quei settantaquattro cani sciolti riconoscibili di fedeltà azzurra solo per un vessillo sono bastati a riempire di "forche" un'intera città. Settantaquattro personaggi partiti da Napoli senza biglietto e senza il minimo desiderio di entrare allo stadio ma con l'unico obiettivo di creare caos. Qualche giorno dopo, poi, alcuni protagonisti di quella giornata furono accostati alla camorra che, con il Napoli, non c'entra perfettamente niente bensì con l'Italia intera. Questo non importa, sono napoletani e tanto basta, altrimenti perchè nell'Agosto del 2008 i tifosi azzurri restavano a casa nonostante quel famoso treno non fu devastato?

"A furia di leccare, qualcosa sulla lingua resta sempre" diceva Ennio Flaiano giornalista, scrittore e scenografo italiano; a certe persone, sulla lingua, è rimasta solo una parola: Napoli. Intanto, nel resto del paese, tutti possono fare tutto tanto c'è Napoli che li copre, ed ecco la dimostrazione certificata:7 Febbraio 2010, 4° giornata di ritorno, al "Franchi" si gioca Fiorentina-Roma e nella zona circostante partono sassaiole e scontri prima tra tifosi poi tra ultras della Roma e la polizia

2 Maggio 2010, 17° giornata di ritorno, all'"Atleti azzurri d'Italia" c'è Atalanta-Bologna.  Contatto tra le due tifoserie, poi un continuo lancio di petardi verso le camionette della polizia, tutti in silenzio!

7 Marzo 2010, 8° giornata di ritorno, al "Ferraris" di Genova c'è Sampdoria-Lazio: sassaiola e scontri fuori stadio e dopo nel tratto stradale che porta alla tangenziale

23 Settembre 2009, 5° giornata d'andata, in campo giocano Atalanta e Catania, fuori lo stadio scontri vari tra tifoseria bergamasca e polizia

11 Aprile 2010, 14° giornata di ritorno, derby Sampdoria-Genoa scontri tra tifosi e polizia in vari settori dello stadio con 10 feriti di cui 2 gravi tra le forze dell'ordine

25 Aprile 2010, 16° giornata di ritorno, a Torino c'è Juventus-Bari e i tifosi bianconeri iniziano la guerriglia lanciando oggetti e petardi contro il settore riservato ai tifosi pugliesi. I sostenitori del Bari rispondono sfasciando vari servizi igienici per poi lanciarli contro i tifosi bianconeri. Per il Viminale non successe nulla

9 Maggio 2010, penultimo turno di ritorno, la Juventus cade in casa con il Parma e i sostenitori bianconeri arrivano a contatto i tifosi ospiti fuori lo stadio Olimpici.

Finale di Coppa Italia tra Roma e Inter, all'esterno dello stadio Olimpico di Roma, alcuni tifosi giallorossi creano tafferugli con la polizia e incendiano un'autovettura mettendo in serio pericolo di vita una donna e le sue due figlie.

18 Aprile 2010, derby di Roma, qui si rasenta l'incredibile: all'interno dello stadio vengono ritrovate Asce, Coltelli e bombe Molotov; inizia la gara e in tribuna Tevere (la cosiddetta elite) scoppiano i primi tafferugli, poi si passa al lancio di oggetti e infine si continua nel post partita per le strade tra macchine incendiate e cassonetti distrutti.

Bisognerebbe creare un capitolo a parte, poi, per i continui petardi che esplodono all'interno dello stadio romani: se ne contano da un minimo di 6 ad un massimo di 20 a partita mentre Napoli continua a vedersi defraudata senza che nessuno alzi minimamente la voce a difesa di una città che, storicamente, subisce di continuo provocazioni, soprusi e attacchi. Perfino gli addetti ai lavori partenopei sono insultati pesantemente e in qualche occasione aggrediti mentre svolgevano il proprio onesto lavoro come a Cagliari e a Bari.

E Roberto Maroni, in quei momenti, dov'era? Sicuramente non a Miami visto che la sua indole non lo porta oltre il Po, ma forse era distratto da Napoli che gioiva per un possibile ritorno in Europa. "Bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di criticare gli altri" diceva Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, drammaturgo teatrale di metà '600, ma certe persone non hanno bisogno di esami di coscienza, passano direttamente alla fase B.Chiaramente il mezzo Napoli diventa fonte d'interesse come la "promozione" della "tessera del tifoso" in modo tale da arricchire banche e qualche altro riccone schedando l'intera popolazione. Soluzione bocciata dall'Uefa che prende le distanze e criticata aspramente da chiunque come una non soluzione al problema ma una semplice manovra economica a dispetto di privacy e libertà, ma tant'è, come diceva Oscar Wilde "E' proprio chi non sa fare una cosa che ne è il miglior giudice" e non certo in senso buono

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