OCCHIO ALLE REGOLE – Regola 12: approfondimento sul fallo di mano

Dall’inizio della nuova stagione 2019/20 si è molto discusso a proposito del “nuovo” regolamento sui falli di mano.
In realtà si tratta di una serie di modifiche alle precedenti regole che si limitano a mettere nero su bianco interpretazioni e prassi consolidate nel mondo arbitrale, per definire cosa è o cosa non è fallo di mano, ammettendo la punibilità anche di certi tocchi di mano involontari.

Infatti la vecchia dicitura, che ruotava sul concetto di volontarietà, era stata già integrata da elementi come “distanza tra avversario e pallone”, “movimento della mano verso il pallone”, nonché da indicazioni non previste su carta, ma fornite come linee guida per gli arbitri come “il braccio staccato/attaccato al corpo”, “il giocatore che aumenta la superficie del proprio corpo”.

Il Regolamento 2019/20 tenta di riassumere tutto questo, andando più nello specifico nel tentativo di rendere oggettivamente riconoscibile il fallo di mano. Il rovescio della medaglia è che, di fatto, si rendono punibili molte situazioni che prima non lo erano, creando polemiche su una regola che ha sconfinato il limite dello “spirito del gioco”


Entrando nel merito della questione, il nuovo regolamento elenca 5 fattispecie di punibilità.

1. TOCCO DI MANO VOLONTARIO:

Sempre da punire, senza eccezioni.

2. TOCCO DI MANO INVOLONTARIO a seguito del quale si segna una rete nella porta avversaria:

Si punisce il gol segnato direttamente con la mano, anche se involontariamente. Si noti che ci si riferisce alla porta avversaria, non alla propria porta, quindi si deve ritenere che un autogol realizzato a seguito di un tocco di mano involontario del difendente sia un gol regolare. Nulla si dice a proposito di un difendente che evita la segnatura di una rete dopo un tocco involontario: il gioco in questo caso prosegue, con evidente la disparità di trattamento tra attaccanti e difendenti in ragione del proprio ruolo.

3. TOCCO DI MANO INVOLONTARIO che crea concretamente un’opportunità di segnare una rete:

E’ specificazione del punto precedente: se un tocco di mano involontario non conduce direttamente alla rete, ma mette il calciatore o un proprio compagno in condizione di segnare una rete, il tocco sarà punibile.

4. TOCCO DI MANO INVOLONTARIO dovuto a una posizione innaturale del braccio che aumenta lo spazio occupato dal corpo (anche se il pallone proviene da un altro calciatore vicino):

E’ di solito un’infrazione se il braccio è posto in posizione innaturale, fatto salvo il caso in cui sia il giocatore stesso a giocare il pallone. Come già scritto, ciò è punibile anche se il pallone proviene da un altro calciatore vicino, come nel caso Castrovilli-Zielinski in Fiorentina-Napoli. Non conta la vicinanza, non conta il pallone inaspettato, né tanto meno la volontarietà: conta solo il braccio allargato in modo eccessivo che aumenta lo spazio occupato.

5. TOCCO DI MANO INVOLONTARIO dovuto a braccia poste più su della linea delle spalle (anche se il pallone proviene da un altro calciatore vicino):

Come il caso precedente, è di solito un’infrazione. Si pensi però a un difensore che vuole rinviare all’indietro un pallone a mezz’aria: colpire casualmente il proprio braccio non sarà considerato punibile, anche se il braccio dovesse risultare più su della linea delle spalle.

ECCEZIONI ALLA REGOLA
1. Una prima eccezione è stata appena citata: il giocatore che, con una propria giocata volontaria, colpisca il suo braccio, anche in posizione innaturale o sopra la linea delle spalle, non verrà punito. Verrà invece punito il giocatore che, a seguito di una deviazione involontaria sul proprio corpo, veda carambolare il pallone sul proprio braccio posto in posizione innaturale o sopra la linea delle spalle.

2. Seconda importantissima eccezione è data dal caso in cui il braccio si trovi tra il calciatore e il terreno, come accade in caso di un difensore che entra in scivolata e per necessità fisica allarga il braccio per sostenere il proprio corpo. Ebbene, tale situazione in linea di massima non sarà più da punire, fatti salvi i casi in cui il braccio risulti esteso lateralmente o verticalmente lontano dal corpo, ovvero i casi in cui si manifesti la volontà del giocatore di aumentare lo spazio occupato.

 

Andrea Mallardo

Studente di scienze politiche, iscritto alla associazione italiana arbitri. Segue il Napoli con passione e oggettività. Ha come diversivi il viaggio e lo scrivere. È alla sua prima esperienza come giornalista sportivo

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