NAPOLI – JUVENTUS: ORA O MAI PIU’ – PARTE SECONDA!

La vigilia, il giorno dove l'attesa diventa briosa, smaniosa, talvolta insopportabile. Il giorno prima del grande giorno. Tutto pronto, tutti pronti, manca solo il fischio iniziale. Il terreno del San Paolo si rifà il look diventando verde e calpestabile, una manna dal cielo per chi il pallone lo accarezza o lo fa correre a più non posso senza strani rimbalzi o deviazioni di corsa.Napoli e Juventus, in mondo visione, dal Sudamerica all'Asia Minore trapassando tutta l'Europa. La storia è qui, forse il vero derby d'Italia con la società partenopea a mantenere il vessillo del Sud, lo stendardo di chi vive in un certo modo; dall'altra la Juventus, emblema del potere settentrionale, l'immagine del padrone arrogante e antipatico vuoi perchè "vincente" vuoi perchè spocchioso e fin troppo egocentrico. Ci si aspettavano veleni e polemiche già dalla vigilia stando anche a quanto successo dall'inizio della stagione fino ad oggi, invece il clima è di grande concentrazione, tranquillità e compostezza, soprattutto in casa Napoli mentre dall'altra sponda una vena di protesta c'è sempre e, volendo analizzare, una protesta disgustosa perchè in netta controtendenza con quanto mostrato nei fatti."Non è bello parlare delle designazioni anche perché c'è Braschi che ha l'autorità e il compito di farlo". Già, belle parole, se non fosse che proprio la Juventus accusò in modo piuttosto duro "l'autorità" in occasione di Juventus-Genoa tralasciando dichiarazioni assurde e totalmente fuori luogo. Da che pulpito vien la predica, classica situazione di chi predica bene e razzola male. Lasciamo stare, inutile cadere in certe "juventinate". L'importante, invece, è prendersi le proprie rivincite sul campo, esclusivamente sul campo, ignorando anche quel pugno d'imbecilli, perchè alla luce dei fatti si tratta di questo, che inneggia il Vesuvio magari vivendo proprio ai suoi piedi come se un eventuale catastrofe risparmiasse questi stupidi solo perchè di fede calcistica diversa.Come detto, quindi, le rivincite migliori vanno prese sul campo. Vendette gustose, molto fredde, senza sporcarsi più di tanto la coscienza perchè adesso è il momento di correre di più, gridare di più, vincere di più. E' il momento, all'ombra del Vesuvio e sotto gli occhi di Partenope, Napoli dovrà dare dimostrazione di se a tutto il mondo. La città è pronta, la squadra sembra esserlo…e la Juventus?!

Juventus. Antonio Conte gioca sui nervi. La sensazione non può che essere questa nel sentire le parole del tecnico juventino. Uno che non dimentica mai nulla a meno che non si trovi in un aula di Torino al cospetto di un certo Raffaele senza dire il cognome Guariniello. Al San Paolo i bianconeri arriveranno con il solito 3-5-2 di base con squadra stretta, ritmo compassato e concentrato sulle verticalizzazioni repentine. La difesa, fin troppo esaltata oltre le reali qualità, si presenta lenta ma piuttosto forte fisicamente con la possibilità di trasformarsi a quattro in fase di possesso. Non ci sarà Chiellini sostituito da Peluso mentre Bonucci, in zona centrale, cercherà l'impostazione del gioco dalle retrovie mantenendo una marcatura a zona in fase passiva; centrocampo di grande gamba e qualità basato sulle spalle di Andre Pirlo e protetto dalla corsa di Vidal. I settori esterni potrebbero garantire buona propensione offensiva lasciando comunque scoperta la zona in fase di ripiego; Marchisio proverà ad imbucarsi per dare superiorità numerica mentre il reparto avanzato si presenta veloce, imprevedibile ma spesso abulico nei finali venti metri. Meglio diffidare da Giovinco e Vucinic cercando di non concedere l'uno contro uno.

Indisponibili. Chiellini, Caceres, De Ceglie, Pepe, Anelka

Formazione (3-5-2) Buffon (1); Barzagli (15), Bonucci (19), Peluso (13); Lietchsteiner (26), Vidal (23), Pirlo (21), Marchisio (8), Asamoah (22); Giovinco (12), Vucinic (9)     All. Antonio Conte

Ballottaggi. Giovinco 80% – Matri 20%

Napoli. L'ora è scoccata. Il momento tanto atteso da tutta Napoli fin dai tempi di Pechino. Gli azzurri arrivano alla sfida leggermente nervosi e poco brillanti, ma la voglia di rivalsa potrebbe trasformare in energia positiva tutto il carico di rabbia accumulato nell'ultimo mese. In campo con il 3-4-1-2 fatto di ritmi alti, squadra larga e contropiede alla mano. La difesa dovrà supportare la fase di costruzione in modo da tener bassa la Juventus, ma dovrà comunque tenere gli occhi aperti per la velocità avversaria; la linea mediana sarà il fulcro del gioco con Behrami ed Inler che dovranno sia impostare che contenere le scorribande di Marchisio mentre i settori esterni dovrebbero pressare alto in modo da limitare la possibilità di pericolosi uno contro uno; l'attacco potrebbe diventare esplosivo con Pandev e Cavani: il primo ha il dente avvelenato dopo la sfida di Supercoppa mentre il secondo cercherà di tornare al goal dopo sei gare. Fondamentale potrebbe diventare Hamsik circumnavigando la zona di Pirlo in fase di contenimento mettendo pressione sul costruttore di gioco. Possibile l'inserimento di Insigne nella ripresa per dare più vivacità nelle azioni di contropiede. Possibile sorpresa sui settori esterni, ma molto dipenderà dalle condizioni di Christian Maggio

Indisponibili. Nessuno

Formazione (3-4-1-2) De Sanctis (1); Campagnaro (14), Cannavaro (28), Britos (5); Zuniga (18), Behrami (85), Inler (88), Armero (27); Hamsik (17); Pandev (19), Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

Ballottaggi. Pandev 80% – Insigne 20%; Zuniga 50% – Maggio 25% – Armero 25%

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