MAURIZIO D’ANGELO: UN PUNTO INTERROGATIVO MAI SVELATO

Maurizio D'Angelo nasce a Napoli il 29 Settembre 1969 sotto il segno della Bilancia. Difensore centrale pura di una lentezza disarmante che spesso lo portava puntualmente ad essere in ritardo nei confronti dell'avversario facendosi valere perlopiù nel gioco aereo e nelle indicazioni stile "allenatore in campo"; fin da subito emergono tali qualità grazie al suo carattere pacato e poco avvezzo a rimbrotti fuori luogo. La sua carriera calcistica inizia lontano dal Vesuvio e precisamente con Trissino e Valdagno nella categoria dilettantistica; nel 1988/89 inizia l'avventura con il club che segnerà tutta la sua carriera: il Chievo Verona.La prima stagione, a soli 19 anni, in Serie C2 lo porta a collezionare 17 presenze prima di tornare in prestito al Valdagno e in seguito al Derthona. Torna al Chievo definitivamente nell'estate 1991 diventando uno dei punti cardini della difesa clivense allora guidata da Alberto Malesani; diventa capitano nel 1995 ma il momento migliore, dopo una promozione in B, arriva con Luigi Del Neri che porta i gialloblu a conquistare una storica promozione in massima serie dando vita al "Miracolo Chievo". Resterà a Verona per ben dodici anni collezionando 315 presenze e segnando due reti; nel 2001 capitan D'Angelo passa in secondo piano per lasciar spazio all'emergente Nicola Legrottaglie, così prima perde la fascia di capitano a favore di Lorenzo D'Anna poi il posto da titolare.

 

Napoli richiama spesso i figli, anche se in questo caso avrebbe potuto tranquillamente evitare, e in quegl'anni l'agonia di Partenope sembrava infinita: Maurizio D'Angolo, così, prova anche lui la magica esperienza di vestire la maglia della sua città Natale nel Gennaio 2003 in prestito. In una difesa composta da Baldini, Quadrini, Bocchetti, Savino e Villa certamente non porta a sfigurare la presenza di Maurizio D'Angelo, ma quelle 15 presenze in azzurro non saranno mai dimenticate dal pubblico partenopeo che godeva di un'ansia particolare quando l'ex Chievo era chiamato a qualche intervento in velocità.Fortunatamente, la sua esperienza partenopea durerà solo sei mesi, poi il ritorno al Chievo Verona che gli concederà l'onore di una presenza nella stagione 2003-2004 come ringraziamento per i suoi 13 anni trascorsi da calciatore professionista. Resterà, comunque, in gialloblu una volta chiusa la carriera professionistica iniziando la carriera da allenatore in seconda sotto la guida Beretta; la stagione non è esaltante e Maurizio D'Angelo si ritrova al timone della squadra dopo l'esonero del tecnico compiendo il miracolo salvezza vincendo in casa del Siena.Confermato come vice anche la stagione seguente con Pillon poi l'esperienza da osservatore quando Luigi Del Neri torna alla guida dei clivensi.Siederà nuovamente su una panchina nella stagione 2008 alla guida del Sudtirol-Alto Adige, ma la sua esperienza trova ben presto l'esonero dopo un disastroso inizio di torneo. 

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