MANNINI? ZAMBROTTATO!

Lo sappiamo, non è elegante auto-citarsi. I puristi del galateo storceranno sicuramente il naso di fronte a questo spudorato tentativo di autocelebrazione. Mai lo faremmo se non fosse un riferimento propedeutico per portare a termine questo articolo. In tempi non sospetti Pianetanapoli si lanciò in una coraggiosa previsione (http://www.pianetanapoli.it/archivio.asp?rub=1730&art=3687&day=&month=7&year=2008) sul futuro di Daniele Mannini, duttile centrocampista del Napoli in cerca di adeguata collocazione tattica. Senza farla troppo lunga citeremo il succo del discorso, l’ardito neologismo “zambrottare” che si riferiva alla trasformazione operata dal terzino della Nazionale che l’ha consacrato come uno dei migliori al mondo in quel ruolo. Ci si chiedeva se il centrocampista comprato a gennaio dal Napoli potesse riuscire nella medesima metamorfosi, aiutato dall’umiltà e dallo spirito di sacrificio dimostrati nei sei mesi dello scorso campionato, i primi con indosso la maglia azzurra.

 

Ebbene, a distanza di qualche mese lo si può dire senza paura di sembrare eretici. Daniele prosegue nella sua missione addirittura meglio del previsto. Non si può certo dire che il processo sia già ad un ultimo stadio. Deve mangiarne ancora di pane, lunga e impervia è la strada che conduce alla consacrazione. Anche perché il percorso è stato finora pieno di intoppi, fra infortuni ed esplosioni di imprevisti outsider (lo scugnizzo Vitale). L’ultimo ostacolo, forse il più grande, l’esterno viareggino lo affronterà a breve. All’orizzonte c’è ancora quel ridicolo processo Wada, dietro l’angolo lo spettro di una scandalosa squalifica che potrebbe tenerlo fermo per un altro insopportabile periodo. E d’altronde l’ha confermato lui stesso, la questione in sospeso non lo fa stare tranquillo e non gli fa godere appieno il momento d’oro. Perché è sicuramente di un gran periodo che stiamo parlando per il numero 77 napoletano. Nonostante un inserimento che definire graduale sarebbe un eufemismo lui si è tolto lo sfizio di mettere in seria difficoltà il suo allenatore, che dalla prossima partita in poi dovrà sfogliare la margherita per decidere chi mandare in campo. L’esplosione è arrivata nella partita con il Milan, nella quale Mannini è stato il migliore in campo, fatto salvo l’extraterrestre Lavezzi. Una spinta timida ma costante sulla sinistra nel primo tempo; un sacrificio encomiabile nella ripresa, a sostituire il mostro sacro Maggio sulla destra. Daniele è riuscito laddove il suo più quotato collega stava fallendo, arginare le incursioni di Jankulovski e Ronaldinho. Il dentone rossonero non ha toccato palla fino alla punizione “incriminata”, annullato da un inesauribile pendolino che addirittura si è tolto lo sfizio di arrivare sul fondo un paio di volte. Alla faccia del “maestro” Zambrotta, anch’egli in campo quella sera ma parzialmente oscurato dall’aspirante erede. La conferma giunge forte domenica scorsa, Napoli-Samp. Mannini è chiamato a sostituire lo squalificato Maggio, interpretando un ruolo già svolto con diligenza lo scorso anno. Il risultato è strabiliante: un gol e un’altra gara strepitosa, coronata da un salvataggio sulla linea a porta sguarnita. Come si dice, meglio di così…

 

Adesso però l’ottimo Daniele è atteso al compito più arduo, quello di confermarsi a questi livelli di eccellenza. Dalla sua parte ha tutto: le già riconosciute doti di duttilità e spirito di sacrificio unite a qualità tecniche e fisiche fuori dal comune. In più il ragazzo dimostra che sta assimilando anche il difficile cambio di ruolo andando oltre le più rosee previsioni. Da fluidificante si erano già intraviste le sue qualità, ora addirittura si sta facendo apprezzare anche da terzino puro, con risultati strabilianti. Il prossimo passo, data la moria di validi esterni difensivi, potrebbe essere la Nazionale di Lippi, finalmente aperta anche ai giovani prospetti partenopei come mai prima d’ora. Purché Mannini non si adagi sugli allori e resti quello che è: un ragazzo talentuoso ma anche estremamente umile, pronto sempre ad imparare e a migliorarsi. Il fine è quello di soddisfare un’ambizione sempre più legittima, diventare lui il termine di paragone per le generazioni future. In bocca al lupo, “manninabile” Daniele!

Translate »