MANNINI-SANTACROCE-BOGLIA, BRUTTE TEGOLE PER REJA. COLPA DELLA PREPARAZIONE ANTICIPATA?
Un’estate magica, niente da eccepire. Come definire altrimenti la stagione del ritorno in Europa dopo ben quattordici anni? Cotanta euforia, ebbene, è contaminata dal rammarico per gli infortuni occorsi ad elementi cardine quali Fabiano Santacroce, Daniele Mannini e Mariano Bogliacino. Il centrale italo-brasiliano è flagellato da uno stiramento al retto femorale che gli ha impedito di prender parte al doppio match contro il Panionios; incertezza circa i tempi di recupero, che ad ogni modo non dovrebbero andare oltre la decina di giorni. Medesimo discorso vale per l’esterno viareggino, afflitto da uno stiramento al retto femorale del quadricipite della gamba sinistra; anche per lui niente Intertoto. Frattura scomposta del quinto metatarso del piede destro per “Il Boglia”, infortunatosi nella ripresa del retour-match del San Paolo; si teme uno stop di tre mesi.
CHE TEGOLE! La malasorte pare essersi messa d’impegno nell’arrecare inconvenienti a Mastro Edy Reja, giocoforza privato di pedine fondamentali nel suo scacchiere. Lapalissiano difatti indicare in Santacroce l’indiscusso leader del pacchetto arretrato. Assenza pesante sia in quel di Atene, ove il sostituto Rinaudo(peraltro espulso) ha sciorinato una performance tutt’altro che impeccabile, che nella notte di Fuorigrotta, allorchè un pur volenteroso Grava ha patito non poco la qualità e la verve dei folletti offensivi ateniesi Choutos e Kirialas. Per non parlare di Mannini, imprescindibile per via della sua duttilità, schierabile sia sulla destra in veste di vice Maggio sia sul versante mancino, ove il baby Vitale ha ben figurato nella doppia sfida al Panionios. Vice Hamsik o all’occorrenza vice Lavezzi, pronto a fornire il massimo contributo ogni qualvolta chiamato in causa, Bogliacino incarna il dodicesimo titolare per antonomasia. Rumours vogliono Marino sulle tracce dello juventino Almiron per la sua sostituzione.
PREPARAZIONE FATALE? Il quesito sorge spontaneo: il ritiro anticipato ha potuto influire su tali accidenti? La risposta è negativa, e consta nell’analisi di ogni singolo “injury”. Per quanto concerne Santacroce, trattasi di un mero riacutizzarsi di un problema fisico che il “Leoncino di Bahia” accusava sin dai trascorsi bresciani. Fatale a Mannini una normalissima elevazione eseguita in allenamento: siamo pertanto dinanzi ad una casualità e non ad una problematica generata da un sovraccarico fisico. Dulcis in fundo(amaro senso dell’ironia), la circostanza concernente Bogliacino, letteralmente messo knock-down da una zolla del San Paolo.
