MA SIAMO PROPRIO SICURI DI NON AVERE PIU’ BISOGNO DEL POCHO?
Chissà se Ezequiel Lavezzi starà maledicendo quella fuga in Argentina di fine maggio. Chissà se si sarà pentito di aver dato spazio al suo procuratore Alejandro Mazzoni, che per circa un mese ha imperversato su tutti i media nazionali per perorare la causa del suo assistito con modi e tempi evidentemente errati. Di certo ci saranno molti tifosi azzurri a maledire questo stato di cose, in particolare i più riflessivi, quelli che non si lasciano trascinare dalle situazioni del momento e che riescono a valutare con obiettività l’importanza che ha rivestito Lavezzi in campo nel Napoli degli ultimi due anni. Giusto che la società condanni e stigmatizzi, anche pubblicamente, il comportamento di Lavezzi e le sue inopportune richieste di aumento salariale. Altra cosa, però, è sparare a zero e mettere alla berlina anche il calciatore e l’uomo, come fatto da De Laurentiis a più riprese nell’ultimo mese. Ma a chi potevano giovare le fucilate sparate a Lindabrunn dal presidente nei confronti del Pocho? E soprattutto, visto l’entusiasmo che c’è attualmente intorno alla squadra e gli sforzi di Donadoni per cementare e tenere il gruppo unito, era proprio il caso di alzare questo polverone e dar vita a nuove polemiche in un momento in cui gli azzurri hanno bisogno di serenità e concentrazione per prepararsi al meglio in vista di una stagione che non potrà in alcun modo essere fallimentare come quella appena conclusa? Ma se davvero come dice De Laurentiis, il Napoli può fare a meno di un giocatore come Lavezzi, perché non lo ha ceduto subito quando era il momento adatto e lo ha dichiarato a più riprese incedibile, considerato il fatto che dopo questa rottura pubblica e conclamata, ora il prezzo di mercato dell’argentino sarebbe pari a quello di un normalissimo giocatore di una squadra medio-piccola di Serie A?
Le risposte a queste domande le darà forse De Laurentiis nel prossimo “one man show”, o forse no, quel che è certo è che ora Donadoni si ritrova con un nuovo grattacapo da gestire, visto che le dichiarazioni del presidente azzurro hanno fatto in un battibaleno il giro del Mondo. Anche il tecnico bergamasco, in ogni caso, non era stato tenero nei giorni scorsi con il Pocho, quando lo ha accusato pubblicamente di giocare poco per la squadra, ma probabilmente sia Donadoni che anche il dg Marino, da uomini di calcio, sanno quanto Lavezzi possa essere ancora fondamentale per questa squadra. In un ambiente come quello partenopeo, dove troppo spesso si ricorre al “E’ morto il Re, evviva il Re”, molti dimenticano forse qual è stato il reale contributo decisivo dato al Napoli dall’argentino, vero e proprio trascinatore dei partenopei in questi due campionati. Troppo facile ricordare i momenti belli della scorsa stagione o del girone d’andata di quest’anno, ma Lavezzi ha saputo essere importante anche quando il Napoli non c’era più, come nella disastrosa sconfitta di Verona contro il Chievo, quando nonostante tutti i suoi compagni in campo avessero la testa altrove, il Pocho provò a pareggiare una partita letteralmente da solo. Anche nelle ultime partite targate Donadoni, i pochi punti racimolati portano la firma di Lavezzi, con il gol siglato a Reggio Calabria e con l’assist decisivo fornito a Zalayeta contro l’Inter, in una partita destinata a concludersi sullo 0-0 senza il lampo dell’argentino. La buona riuscita del Napoli nella stagione che verrà passa anche e soprattutto per Lavezzi, che con due esterni forti pronti ad allargare il gioco, con un regista come Cigarini pronto a lanciarlo in verticale per le sue proverbiali accelerazioni e con un partner d’attacco veloce e tecnico come Quagliarella capace di dialogare e di parlare la sua stessa lingua calcistica, il Pocho potrebbe davvero vivere la stagione della sua definitiva consacrazione, sempre che gli venga permesso. La speranza, dunque, è che Donadoni non si faccia influenzare troppo dalle frizioni tra il calciatore e la società e che soprattutto l’argentino trasformi la sua rabbia in orgoglio e determinazione da gettare sul campo, anche e soprattutto in proiezione mondiale, appuntamento al quale Lavezzi non vorrà certo mancare.
