ANGELO PARADISO: L’ESTERNO DALLE ALI “TARPATE”

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Angelo Paradiso nasce a Roma il 14 Febbraio 1977 sotto il segno dell’Acquario. Inizia la sua avventura calcistica nelle giovanili della Lazio prima di passare al Teramo, in serie C2, collezionando 48 presenze e 7 gol. Le sue “gesta” riescono a stregare Renzo Ulivieri chiamato sulla panchina del Napoli da Corrado Ferlaino dopo la fragorosa retrocessione in Serie B. Esterno offensivo dal nome biblico, forse perché per risollevare quel Napoli ci voleva proprio un angelo dal paradiso, si trasforma ben presto in un acquisto a dir poco eretico. Ulivieri lo descrisse come il classico tornante vecchio stampo, bravo nel saltare l’uomo ed essenziale in fase di copertura; ma di lui, oltre al gol vittoria rifilato al Pescara, si ricordano malvolentieri le sgroppate senza meta e senza un fine al limite della concretezza. Ventinove presenze, due gol e mille sfottò per un calciatore giunto a Napoli con il vento in poppa di chi assomiglia molto più alla provvidenza manzoniana (anagraficamente parlando) che ad un calciatore giovane e dal radioso futuro come descritto dal tecnico toscano.

Saltata la panchina di Ulivieri, salta anche l’avventura di Paradiso a Napoli. Paradossalmente si ritrova a vestire la maglia giallo-rossa del Lecce in serie A, ma la sua celestiale parentesi si chiude dopo solo tre presenze. Da quel momento in poi, Angelo Paradiso “vola” di piazza in piazza passando per Cesena (18 presenze e due gol in due stagioni); Ravenna (4 presenze); Bellinzona (7 presenze); Pisa (10 presenze e un gol); Chieti (10 presenze); Birkirkara (compagine del campionato maltese) e Rieti (4 presenze e un gol) chiudendo in anticipo la stagione senza troppe soddisfazioni

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