Lorenzo-Pipita: il Napoli abbatte la Juve!

Le due perle di Insigne e Higuain regalano agli azzurri una meritata e importantissima vittoria sulla Signora. La rete della bandiera di Lemina provoca sofferenza, ma è inutile. I tre punti consentono di risalire la classifica

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik (80’ David Lopez); Callejon, Higuain (85’ Gabbiadini), Insigne (40’ Mertens) (Rafael, Gabriel, Strinic, Henrique, Valdifiori, Maggio, Mertens, Chiriches, El Kaddouri, Chalobah). All. Sarri.

JUVENTUS (4-3-1-2) Buffon; Padoin (89’ Alex Sandro), Bonucci, Chiellini, Evra; Lemina, Hernanes (64’ Cuadrado), Pogba; Pereyra; Zaza, Dybala (71′ Morata) (Audero, Neto, Rugani, Barzagli, Asamoah, Sturaro). All. Allegri

(85’

Arbitro: Orsato (Schio)

Guardalinee: Giallatini (Roma 2) – Passeri (Gubbio)

Arbitri addizionali: Rizzoli (Bologna) – Pinzani (Empoli)

IV uomo: De Luca (Pescara)

Marcatori: 26’ Insigne (N), 62’ Higuain (N), 63’ Lemina (J).

Ammoniti: Ghoulam e Callejon (N), Bonucci, Evra, Padoin e Morata (J).

Recupero: 3’ pt, 3’ st.

La madre di tutte le partite fa risorgere il Napoli e seppellisce definitivamente la Juventus. Il big match della 6^ giornata di campionato regala al popolo del San Paolo un’altra grande serata e riabilita Sarri e gli azzurri, mentre per Allegri e soci è ormai notte fonda. Bella la prova del Ciuccio, di qualità ma soprattutto di carattere, quello necessario per prevalere nelle grandi sfide. Bravi i partenopei a tenere botta ai fuochi fatui dei bianconeri. Decisivo Insigne con le sue giocate e il suo goal prima di farsi male di nuovo. Trauma contusivo, nulla di grave, anche se la sua presenza in campo avrebbe reso meno sofferto il finale. Ci ha pensato il Pipita a togliere le castagne dal fuoco, grazie alla sua meravigliosa rete (quinta in campionato) e alle sue giocate, eccezionali e utili ai compagni. Nel complesso positiva la prova corale di tutta la squadra, sebbene rimanga il rammarico per la papera Koulibaly-Albiol tramite la quale la Juve si è rimessa in corsa. Ma a conti fatti gli ospiti non avrebbero meritato il pari. I loro errori e quelli dell’allenatore sono specchio fedele del momento nero vissuto attualmente dai Campioni d’Italia.

INSIGNE, GOAL E SFORTUNA – Sarri pensa di non cambiare quasi nulla rispetto all’insipida notte di Modena. Conferma dunque per 9/11 la line-up del mercoledì richiamando Jorginho e Callejon al posto di Valdifiori e Mertens. Rivoluzione per Allegri, che vara un 4-3-1-2 in cui all’inizio clamorosamente non compaiono Cuadrado e Morata. Hernanes, circondato da Pogba e Lemina, agisce regista e Pereyra è trequartista, spazio al tandem offensivo Zaza-Dybala. Dietro Padoin schierato a destra al posto dell’indisponibile Lichtsteiner. Dalla panca parte Barzagli. Inizio tosto e di studio. Azzurri e bianconeri si pressano a vicenda, e la tensione spesso li spinge entrambi a sbagliare passaggi elementari, con la Signora talvolta costretta al lancio lungo. Ci si affida alla creatività dei singoli, tipo Insigne che al 6’ s’inventa un bell’assist in area per Higuain: sinistro di prima, palla alta. La Juve però ha le sue frecce all’arco. Ad esempio Zaza: al 13’ l’attivo Dybala lo pesca sul filo dell’offside e l’ex punta del Sassuolo spara la botta trovando però la risposta di Reina. L’argentino non è l’unico a fare il diavolo a quattro. Ci pensano parimenti Pogba e Pereyra a scambiarsi la posizione tra trequarti e fascia, col francese pronto a salire o ad affondare sulla corsia, creando grattacapi a un Hysaj comunque pronto a intercettarlo. Il Ciuccio tiene bene, ma non trova spazi in avanti. E quando ci sono rare praterie per avanzare non le sfrutta bene (tiro fuori di Insigne al 21’ dopo progressione). Il Pipita è ispirato nelle prime fasi, poi sembra spegnersi. Hamsik accompagna le azioni ma non mette né toglie, Allan è chiuso in mediana. Il pubblico non assiste a un bel vedere, anche perché Madama stessa non punge tantissimo. Finché al 26’ Insigne decide di rompere il ghiaccio alla sua maniera: va in percussione centrale, scambia con Higuain ai diciotto metri e di piatto destro elude il vano tackle di Bonucci e le braccia inutilmente protese di Buffon. Fuorigrotta esplode per la rete, giusto premio alla maggior pressione, ancorché sterile, messa ai bianconeri. Ma esplode forte anche la rabbia di questi ultimi, pronti ad attaccare a testa bassa nel tentativo di rimettere le cose a posto. I partenopei rintuzzano per poi ripartire, senza forzare e distendendosi bene. E ancora Insigne al 34’ costruisce un assist al bacio per Callejon: andaluso più in alto di Chiellini ed Evra, il difensore della Nazionale rimedia fortunosamente. Evidentemente col naso, visto che poco dopo Giorgione deve uscire dal campo per le cure del caso (si scherza, eh!). Chi invece esce per non rientrare più è purtroppo Insigne, l’uomo-goal: il ginocchio destro, quello rottosi a Firenze, lo tradisce. Lorenzo esce sconsolato tra gli applausi, Sarri si rimbocca le maniche affidandosi a Mertens. I guai del frattese frenano l’impeto azzurro, i bianconeri si rifanno sotto. Ma rischiano di capitolare nuovamente al 45’, allorquando su cross di Ghoulam, imbeccato da Hamsik sulla sinistra, Buffon interviene da quel gran portiere che è anticipando il Pipita; sulla respinta Callejon manda fuori. E anche al 47’, lì dove Mertens pecca di egoismo cercando l’angolo lontano col piattone anziché darla in area ad Allan. Tra le due occasioni napoletane, l’ingenuità di Koulibaly: sciagurato retropassaggio su pressione di Zaza, Reina sventa. Un brivido evitabilissimo: il senegalese fin lì non aveva fatto disastri.

COLPO PIPITA, POI PAURA… – I disastri cerca di provocarli la Juventus, aggredendo il Napoli nella propria metà campo a inizio ripresa. E dopo sette minuti Chiellini, su punizione ben calciata da Dybala, svetta di testa mandando la palla alta e andando in collisione con Reina: nulla di grave. La sfida però entra nel vivo. I bianconeri premono sfruttando le ripartenze, gli azzurri rispondono per le rime mentre cresce anche l’agonismo: Orsato va in tilt sanzionando falli inesistenti, chiudendo un iocc e mettendo mano al giallo quattro volte in tredici minuti. Al 61’ Higuain spegne la tensione con un lampo dei suoi: potente il suo destro dal limite, Buffon salva di pugno. E’ un attimo: Hernanes sbaglia un appoggio facile per Pereyra, il Pipita giunge tomo tomo e penetra per bucare le mani del numero uno bianconero col mancino. Il goal, salutato con gioia dall’argentino e dai tifosi, sembra mettere la parola fine alle ostilità. Invece i partenopei non si sono dimenticati delle loro dormite difensive. Albiol e Koulibaly pasticciano su palla alta, Dybala trova la mattonella per crossare e Lemina, dimenticato da Ghoulam, arriva a rimorchio dal lato opposto pronto a infilare Reina di destro. Gara riaperta, e per l’ennesima distrazione. La Signora si rianima, corroborata soprattutto dagli ingressi in campo di Cuadrado e Morata in luogo di un pessimo Hernanes e di un discreto Dybala. Pogba nel frattempo scalda le mani a Pepe con una bordata da fuori (67’). Il Ciuccio non si scompone e attacca, ma trema là dietro senza sicurezze, leggermente impaurito dal ritorno dell’avversario. Morata fa venire un brivido ai tifosi: il suo destro dal limite fa quasi la barba al palo sinistro di Reina (72’). Segue poi una fase confusa durante la quale la Juve accelera i tempi, rischiando però di allungarsi e di perdere molti disimpegni persino nella sua metà campo. La banda Allegri non molla, Cuadrado e Pereira attaccano le fasce, Pogba detta i ritmi al centro, Morata e Zaza si sfiancano inutilmente. Sarri intano concede la passerella a Higuain sostituendolo con Gabbiadini: è di nuovo staffetta. Allegri replica con Alex Sandro in luogo di Padoin: ritorno al 3-5-2. Una mossa inutile. La Signora sente puzza di zona retrocessione e cerca disperatamente il pari. L’ultima emozione è un tiro di Zaza dal limite: Koulibaly sventa in scivolata, la boccia va involontariamente sulle braccia di Allan. Orsato lascia correre, i torinesi si arrabbiano per un rigore che non c’è affatto. Gabbiadini si trova un fallo a quaranta secondi dalla fine, Morata si fa ammonire incavolandosi con l’arbitro. The end. Il Napoli ritrova il sereno e manda la Juve all’inferno. I tifosi festeggiano: la Signora, nemica storica, è abbattuta. E la risalita in classifica prosegue, accompagnata dai numeri: sette reti realizzate in tre partite, un solo goal preso. Speriamo che la rincorsa prosegua.

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