LE STELLE CADENTI, LE STALLE SPLENDENTI

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Ed anche la terza è andata. Con il gustoso e gustato posticipo di Marassi, di cui parleremo più avanti, si chiude quindi la terza giornata di campionato. Chi dirà che è presto, molto presto per tirare le somme e per farsi un’idea seppur fantasiosa circa l’andamento presente e futuro delle squadre partecipanti, non sarà certo contraddetto. Nemmeno in questa sede. Però, se è avventato ipotizzare quello che sarà, non lo è altrettanto affermare ciò che non dovrà essere. La terza giornata di serie A, infatti, non ha fatto altro che confermare tutto ciò che si era visto durante le due giornate precedenti. Nel bene e nel male. Eccezioni a parte, ovviamente. Non ha fatto altro che confermare infatti che le grandi, o quelle che dovrebbero esserlo, stentano a creare un bel gioco, stentano a vincere. Nonostante gli stipendi di cui non potrebbero lamentarsi (e poi hanno anche il coraggio di scioperare). Le piccole invece, i cui giocatori guadagnano forse quanto il maggiordomo di Ibrahimovic (se non qualcosa in meno), danno lezioni di calcio e, cosa più importante, ci divertono. Cominciamo con gli anticipi del sabato che hanno visto protagoniste Milan e Fiorentina. Da entrambe le squadre ci si aspetta molto ma, per adesso, non hanno fatto altro che deludere. I ragazzi di Mihajlovic, che eroicamente si fa carico di tutte le colpe,  perdono meritatamente contro una Lazio, ottimamente guidata dal tecnico Edy Reja, che comincia a far paura. Gli uomini di Allegri non hanno niente, ma proprio niente, di una squadra da scudetto. Le stelle (cadenti) appena giunte alla corte di Allegri, grazie tra l’altro alla sfegatata passione del Cavaliere per la propria squadra, si sono dimostrate nient’altro che bolle di sapone. L’unico che riesce ad evitare un’altra clamorosa sconfitta è l’incorreggibile Inzaghi. Tutto il resto, è noia. Tutto il resto si piega al buon Catania che riesce a portare a casa un ottimo punto da una difficile trasferta grazie ad un’ottima partita, soprattutto dal punto di vista difensivo. Commetteremmo peccato mortale se non menzionassimo lo splendido gol di Capuano. Forse, il più bello della giornata. Apre la domenica l’incontro di mezzogiorno tra Bari e Cagliari. La partita termina zero a zero e l’unico commento possibile al riguardo è che l’andamento non particolarmente divertente del match ha permesso i tifosi di entrambe le squadre di poter mangiare tranquillamente senza distrarsi tanto dal pranzo domenicale. Casena-Lecce e Chievo-Brescia si sono rivelate ben più importanti di quanto non si potesse immaginare. Queste quattro squadre, indipendentemente dai risultati finali, hanno dimostrato, e continuano a farlo, di avere un gioco ben più divertente di quello delle cosiddette grandi. Il Cesena, benché in inferiorità numerica, battendo per 1 a 0 i salentini prevedibili e privi di idee, arriva addirittura ad assaporare il brivido della capolista condividendo il piacere con la ben più blasonata Inter. Una domenica magica, decisamente magica, per la squadra e la città romagnola. È e sarà sicuramente la novità della stagione. Il Chievo invece non è una novità e conferma, seppure battuto per 1 a 0 dal Brescia, di essere una buonissima squadra, ben organizzata e ben guidata. Darà sicuramente filo da torcere al Napoli mercoledì sera come farà altrettanto il vittorioso Brescia contro una poco brillante Roma. Al Barbera di Palermo l’Inter, non raggiungendo ancora comunque il livello della squadra di Mourinho, dimostra di essere la grande squadra che abbiamo avuto in questi ultimi anni il piacere di ammirare. Sull’uno a zero per il Palermo, decide di comportarsi da tale e ribalta il risultato grazie ad una doppietta di Eto’o che vola in testa alla classifica dei capocannonieri insieme a Cavani e Cassano. Il Palermo, nonostante tutto, disputa una buona gara dimostrando però di non aver raggiunto ancora la maturità come dimostra l’unico punto racimolato in tre giornate. Parma-Genoa non sarà ricordata come la miglior partita del secolo, ma ci da abbastanza spunti per affermare tanto che il Parma continua ad essere l’ottima squadra dell’anno scorso quanto che il Genoa non riesce ad invertire la rotta rispetto al campionato precedente nonostante la grande campagna acquisti. Un’altra squadra che delude è la Roma. Come il Milan la squadra romana ha poco ancora della capolista. Dopo la sonora sconfitta contro il Cagliari dimostra di non aver imparato la lezione e si fa recuperare sul 2 a 0 da un Bologna che si accende solo nel finale concretizzando l’improvvisa scossa con una bella doppietta dell’instancabile Di Vaio. La Roma è molto lontana dall’essere l’anti-Inter ed è più che evidente che lo sfogo del suo tecnico Ranieri è stato tanto inutile quanto ridicolo. La Juve invece torna a respirare e strapazza un’inesistente Udinese 4 a 0. Da menzionare il bellissimo gol di Quagliarella: grande gesto tecnico. Giungiamo così all’ultima partita della giornata, il posticipo molto interessante tra Sampdoria e Napoli. La Samp non perde in casa dalla bellezza di venti mesi. Il Napoli fino a ieri non sembrava essere la squadra che avrebbe potuto interrompere la striscia positiva casalinga dei doriani. E invece la squadra di Di Carlo deve piegarsi al più bel Napoli degli ultimi tempi: veloce, tonico, in forma. Domina una partita che stava ingiustamente prendendo una piega sbagliata dopo il rigore segnato da Cassano. In poco più di due minuti pareggia e passa in vantaggio. Un Napoli perfetto.

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