Jorginho, il braccio e la mente

Il Napoli batte 2-0 l’Hellas Verona, in una gara molto difficile, soprattutto perché la squadra veronese si è chiusa con tutti gli uomini ai limiti della sua area di rigore. In una gara come questa il lavoro dei centrocampisti è fondamentale e uno su tutti ha primeggiato, Jorginho. L’italo-brasiliano, nel primo tempo ha cercato a più riprese di dettare i ritmi del gioco, ha costruito per i compagni che spesso si rintanavano al centro negli spazi più angusti, ha toccato migliaia di palloni e gli errori si contano sulle dita di una mano. Nel secondo tempo, ancora di più, ha preso la squadra per mano, entrando sempre nelle azioni dei gol. All’inizio di questo campionato veniva considerato la riserva di Valdifiori, ora è il cardine del centrocampo azzurro, tantissime ottime prestazione e sembra migliorare anche nell’interdizione, visto che oggi ha recuperato molti palloni, trovandosi spesso nella linea di passaggio avversario, centinaia i chilometri percorsi, passaggi sempre intelligenti, una prestazione da urlo. Davanti alla difesa ha trovato la sua posizione, il mio Jorginho mai visto, un altro rispetto a quello dell’anno scorso e può solo migliorare. Il Napoli ha trovato la sua mente che illumina i compagni e il braccio che dirige l’orchestra.

Rosario Verde

Maturita’ classica. Attestato di Intelligence e Spionaggio Industriale conseguito presso L’Iscom, istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione.Giornalista, curatore di rubriche e membro della redazione presso il giornale cittadino “Zapping” di Casandrino. Amante del Latino, si definisce un malato della maglia azzurra. Lettura e scrittura, tecnologie, sport, viaggi sono i suoi hobby nel tempo libero.

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