IL RUMORE DEL CINGOLATO

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Tempi che cambiano. Occasioni che vanno e vengono. Talvolta uniche e sole, altre volte dovute e meritate. German Denis, classe ‘81 da Lomas de Zamora, provincia di Buenos Aires, sa bene come vanno queste cose. “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Lo ha sempre fatto fin da quando in Romagna lo classificarono come bidone; lui, El Tanque, tornò in patria per riprendersi il grande palcoscenico a suon di gol. Riacciuffò anche l’Italia e Napoli, per qualsiasi argentino, è sempre una meta un po’ speciale vuoi perché la vita mondana s’intreccia con la capitale sudamericana, vuoi perché qui a scrivere le pagine più belle della storia del pallone fu proprio un argentino. Denis riparte da Napoli. Arriva subito con un gran peso sulle spalle, la responsabilità di chi non dovrà far rimpiangere un altro amato compatriota: Roberto Sosa. Eppure le cose non vanno al meglio nonostante l’inizio esaltante: il gol al Benfica, le voci dei grandi club europei e la prima nazionale, poi una metamorfosi mostruosa, un continuo duellare con Zalayeta e la paura di un’etichetta passata e mai dimenticata. Il cambio tecnico non lo ha favorito. La rabbia del bomber esplode appena può come a Genova contro la Sampdoria, ma troppo rumore non sciolgono il gelido Donadoni.

Stavolta, però, Napoli non è una semplice avventura. Consapevole delle enormi difficoltà resta in azzurro nonostante varie richieste; continua ad allenarsi seriamente e in silenzio, aspetta il suo turno lasciandosi in poche distrazioni. Niente da fare.Arriva Mazzarri e qualcosa cambia. E’ il 28 Ottobre 2009 quando a tempo ampiamente scaduto, Denis brucia Thiago Silva e insacca il gol del pari al Milan; qualche giorno dopo fa ammattire Fabio Cannavaro e tutta la difesa juventina a Torino; a Parma segna, impreziosisce con qualche numero e lotta come un dannato. Denis è fatto così, con rabbia e determinazione rivendica un posto in prima linea. Lavezzi è infortunato, Quagliarella spara a salve e Denis travolge tutto e tutti. Innegabile che tra un minuto e l’altro, Denis vada anche oltre con il pensiero; un momento del genere va sfruttato, il rumore assordante dei cingoli arriva anche all’orecchio di una persona in particolare, non uno qualunque, ma colui che scrisse la storia partenopea, colui che guiderà la campagna sudafricana perché tutto sommato, El Tanque, vorrà sparare anche lì.

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