IL PAGELLONE DELLA DOMENICA

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Voto 10 – A Nelson Mandela che qualche giorno fa ha lasciato un grande buco nella storia dell'umanità. Un uomo, un ritratto, il leader della lotta all'apartheid che cambiò forse per sempre le sorti di un paese e forse del mondo stesso. Invictus, il film di Clint Eastwood, ne rese omaggio a suo tempo, noi lo ricordiamo con onore come l'unico uomo capace di spezzare un pregiudizio!                                   #R.I.P.

 

Voto 9 – Alle vedove di "Walter Mazzarri" che con precisione chirurgica emergono dall'anonimato ad ogni scivolone di Benitez. Sabato sera è stato un coro unico da parte di alcuni elementi della stampa locale che invocavano il nome del "mago" tra pianti e ricordi mancando solo l'autoflagellazione. Anche Mazzarri, però, puntualmente non si smentisce steccando la gara del salto in lungo evidenziando una mancanza d'ossigeno nei piani alti. Alla fine? Mentre le vedove parlano di utopie e cose che effettivamente non sono mai capitate (tipo bel gioco, risultati ecc.) la realtà ha numeri inequivocabili: l'Inter ha 4 punti in meno del Napoli (nonostante non abbia il peso delle coppe quindi la stagione perfetta per lui), ha subito 17 goal ossia gli stessi del Napoli e perennemente chiude le gare con possesso palla inferiore a quello azzurro e occasioni goal in meno. In questo reggono solo i tre goal che evidentemente non possono bastare per ritrovarsi a mangiare la polvere dei ricordi             #redimetevi

 

Voto 8 – A Walter il mago! Già, è proprio un mago quel birbantello di San Vincenzo capace con una magia di creare uno spauracchio incredibile dal nulla. La sua Inter, infatti, passa il turno di Coppa Italia soffrendo maledettamente a San Siro contro il Trapani, compagine siciliana di Serie B attualmente tredicesima con 21 punti. L'ex tecnico del Napoli, ancora osannato da parte della critica impregnata di mediocrità, riesce a soffrire come non mai strappando una qualificazione dopo essersi fatta recuperare ben 2 goal nonostante l'enorme divario tecnico. Non è la prima volta che Mazzarri riesce a farsi salire fin sopra i capelli le vertigini affrontando avversari oggettivamente inferiori e questo risulta sempre più segno di paura e poca predisposizione alle pressioni che un club di spicco affianca a grandi nomi e grandi obiettivi. Per non parlare dei budget dedicati agli stipendi…                 #rassegnati 

                                           

Voto 7 – A Gennaro Gattuso che aggiunge un nuovo detto: "Donne e pallone, poche gioie e tanto dolore". L'ex calciatore del Milan e della nazionale oltre che ennesima vittima di Zamparini, rilascia una scottante dichiarazione parlando di Barbara Berlusconi nel nuovo assetto societario rossonero sottolineando come le donne, in questo sport, non siano viste poi così bene. Non è un discorso sessista o di pregiudizi, ma effettivamente la discrepanza è notevole se messa a confronto con un vecchio volpone come Adriano Galliani che farebbe sfigurare anche personaggi di grande esperienza in questo campo. Insomma, almeno qualcuno è riuscito a dare una sentenza appropriata piuttosto che sottostare all'egemonia di un nome tanto pesante quanto scomodo e capace di cambiare le carte in tavola              #bravo

 

Voto 6 – Alla sottile confessione del "mago"Mazzarri quando dice a chiare lettere: "C'è troppa pressione, non la reggiamo". E voi pensate che un tecnico così possa essere l'uomo giusto per vincere in Italia e in Europa? Ma per favore! Il coach di San Vincenzo ha mostrato tutto il suo limite in quelle poche parole. Mourinho, con questa pressione, vinse un triplete, Ancelotti riuscì a creare una striscia lunga di vittorie così come i predecessori Capello e Sacchi. Maradona, con la pressione di Napoli, salì sul tetto del mondo e oggi, nel 2013, siamo costretti a sentire parole da puro provincialismo per una persona che ha messo a nudo il limite più grande?! Nel suo periodo napoletano, Mazzarri riuscì a toppare proprio nel momento di maggiore pressione ovvero quando il match diventava decisivo per le sorti finali della squadra.                                           #selodicelui

 

Voto 5 – Alla Gazzetta dello sport che di pomodori scagliati contro ne sa sicuramente qualcosa. La "rosa" non perde tempo nel giudicare e infangare l'operato del Napoli e della società forse per vendetta visto che Aurelio De Laurentiis non ha mai concesso privilegi al blasone o alla storia del quotidiano o forse perchè, pur di preservare il decadente Nord, bisogna distruggere il nuovo che avanza per salvare ciò che resta di società ormai alla deriva. Tenendo fuori la Juventus, Inter e Milan non danno gioia e pertanto è sempre buono sparare a zero sul Napoli sperando, magari, di destabilizzare un ambiente troppo fragile per capire e allontanare tali dicerie estemporanee e del tutto fuori luogo. Ormai si annaspa quasi nel ridicolo visto che il web, la competenza, la passione e la preparazione dei giovani costretti a fare da cronisti a tempo perso ha scavato un solco all'ormai vecchio e superato cartaceo divenuto più divertente dei fumetti di Tex e Topolino                                   #vecchi

 

Voto 4 – Ai 75 nomi contati fino ad oggi in orbita Napoli sparati a caso da giornali e tv. E' alquanto divertente vedere come le convinzioni della gente passino per notizie in una città troppo presa ad ascoltare ciò che gli viene detto invece di pensare con la propria testa. Cene fosse stato uno, un solo nome che rispecchi la linea dettata dalla dirigenza, che sia veramente utile al tecnico o che possa dare un po' di qualità al gruppo. Nomi e ipotesi completamente lontane dagli standard societari oltre che deleteri alla logica del momento attuale come se a gennaio le società si privino di campioni solo per far vendere qualche giornale in più. Molto probabilmente qualcuno, per carità non tutti, hanno sbagliato il concetto di mercato che più gli si addice per competenza e intelligenza                                               #1€alkg

 

Voto 3 – A chi con serietà, lucidità e convenzione attribuisce il momento nero del Napoli all'assenza di Paolo Cannavaro tra gli undici titolari. Non ce ne voglia lo stimato e ammirato capitano azzurro, ma nel calcio la lotta mente – cuore è del tutto impari. Certo, non è che il reparto, escludendo Raul Albiol, goda di grande qualità, ma certamente un titolare della nazionale argentina con un anagrafica vantaggiosa per un eventuale crescita non può essere sempre preso per brocco solo perchè una prestazione discreta venga macchiata da un autogoal. Non ci risulta che neanche lo stesso Cannavaro fu crocifisso quando da un suo scellerato retropassaggio scaturì il pareggio di Pellissier in casa con il Chievo. Cose che capitano nel calcio, ma ovviamente pur di fare scalpore o di trovare un pizzico di scena si sceglie l'obiettivo ripulendo da ciò che non conviene. Qualcuno ha notato che dalla sponda di Fernandez è nato il goal di Pandev? No! Altrimenti non potrebbe essere criticato a iosa. L'obiettività, nonostante la fede, viene scavalcata da interessi personali. Bel modo di essere anacronisti…                                        #sincerità

 

Voto 2 – Ai gironi dei prossimi mondiali che sottolineano il papocchio orchestrato da Platini e Blatter. Per la serie "allora Diego aveva ragion?!" quando già a suo tempo parlava di marchette all'interno della Fifa per sponsorizzare un prodotto che va man mano alla rovina. Prima di tutto l'organizzazione con la Francia, qualificata a stento, che si ritrova ingiustamente più "tutelata" di chi ha stravinto i gironi di qualificazione; poi l'organizzazione in un paese enorme che costringe le varie nazionali a viaggi estenuanti per poi ritrovarsi in campo in orari assurdi quando il clima diventa più che torrido. Non riusciamo a comprendere perchè ci sia questa voglia di distruggere l'ultimo giocattolo calcistico rimasto in circolazione a favore di diritti tv e sponsor e pian piano divorano questo spettacolo dettando regole assurde e condizionando anche gli stessi protagonisti. Il mondiale brasiliano rischia di diventare un flop di proporzioni bibliche!                                       #ipeggiori  

Voto 1 – Alla solita discesa in campo di Berlusconi che interviene sul momento del Milan per curarlo e portarlo al terzo posto. Cosa avrà voluto dire?! Non è che adesso l'ex senatore ormai bistrattato inizi a mettere lo zampino in qualche modo? Sappiamo come certe dinamiche in Italia non siano qualificate come paradosso e questa cosa non desta molta preoccupazione e con questo non vuole mettere le mani avanti, bensì ripercorrere con la mente quanto accaduto anche nel recente passato. Non ci sembra che Siena – Milan dello scorso anno sia stato un toccasana per la modalità "random" che questo sport regala ogni domenica. Speriamo di toppare, una volta tanto, ma per adesso conviene restare guardinghi aspettandoci davvero di tutto e di più                                                          #cosegiàviste

 

Voto 0 – Alla seconda figuraccia fatta da Radio Kiss Kiss Napoli! Non era ancora capitato che il voto più basso della rubrica venga attribuito per be due volte (e consecutive) ad uno stesso soggetto ed è successo oggi a sette giorni di distanza. Ancora una volta, la radio ufficiale toppa affidando l'audience a notizie fittizie e del tutto lontani dalla realtà scatenando l'ennesima smentita,  forse anche un po' l'ira, della SSC Napoli costretta a scendere nei bassi fondo per dire anche una volta la sua. La radio ufficiale, ed è questo il punto più grave visto che la dirimpettaia Radio Marte per quanto non apprezzata proprio da tutti non ha mai ricevuto "richiami" in tanti anni, rilancia l'ennesimo scoop bigotto parlando di accordo stipulato tra +N e la società per formare un canale tematico. Prontamente la doppia smentita di emittente e società con un tweet di quest'ultima piuttosto stizzita e acida sottolineando la voglia di affidarsi a mezzi propri. Purtroppo non si è arrivati ancora al punto di capire l'effettiva qualità di determinati personaggi che fanno passare idee personali come notizie fondate in pieno stampo anacronistico. E per il futuro una promessa: dovesse succedere ancora, dedicheremo una raccolta di "gemme" accumulate in questi anni da protagonisti fin troppo conosciuti e ben etichettati dal popolo partenopeo                                     #neazzeccheraiuna?     

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Voto 10 – Alla Lega calcio che riesce sempre a smentire se stessa e le regole che prova a far "rispettare" prendendo in giro se stessa. A Torino, Curve chiuse per cori discriminatori, si ai bambini. Bella iniziativa se non fosse che molti pargoli abbiano la barba e cercano invani di nasconderla sotto un cappellino rosso. L'ennesima pagliacciata italiana che tutta Europa deride sottolineando lo stato di eterna arretratezza del paese oltre all'immancabile certificazione che il mondo del calcio sembra essere sempre più gestito da incompetenza e politica a discapito di tifosi, educazione e futuro                                       #incompetenti

 

Voto 9 -A Gonzalo Higuain! Alla faccia di chi lo reputa grasso, spompato e fuori forma. Il classico "pacco estivo" insomma che all'Olimpico in casa della Lazio dimostra la sua qualità di stampo internazionale. Il primo centro merita applausi a scena aperta per la giocata e l'intelligenza che lo hanno portato a bucare la porta capitolina in modo perentorio. Il secondo, poi, sembra essere uno shot di rabbia quasi a voler dire a se stesso "a Dortmund dovevi fare così". Alla fine la stoffa del campione si vede alla lunga così come l'incapacità di chi, ad oggi, o ha criticato aspramente per un nome spiattellato su giornali e in diretta tv. Il futuro è lui, il resto può anche mal digerire e le proprie parole.                                   #colpoda9

    


Voto 8 – A Valon Behrami dopo alcune prestazioni nettamente sotto la media è riuscito a ritrovare se stesso giocando sontuosamente la trasferta in casa della Lazio. Finalmente il centrocampista svizzero si è dimostrato attento, posizionato bene e agile. I risultati si sono visti: Napoli che rischia più dalla distanza e quasi mai gli avversari sono andati in contropiede con una superiorità numerica quasi devastanti. L'importanza del giocatore è fuori discussione, magari anche il momento di appannamento che ha condizionato lui, le prestazioni e la squadra tutta.              #bybyemomentono

                                         


Voto 7 – A Maurizio Compagnoni di Sky che rispetto ai dirimpettai di Mediaset sottolinea l'incessante coro dei bambini juventino sui rinvii di Brkic. Il commentatore della tv satellitare, infatti, ha evitato di elogiare la scelta fatta visti i continui e volgari atteggiamenti di giovani in fasce che si portano già sulla retta via per seguire i tifosi bianconeri già consolidati. L'esempio di come genitori e scuola mancano all'appello alla voce "educare" mentre l'altra parte delle tv private si sollazza parlando di "ambiente genuino" mentre i piccoli malandrini aprono le fauci per etichettare il portiere avversario con epiteti inqualificabili. Una vergogna che non ha età!                         #generazionefutura

 

Voto 6 – Alla solita sfortuna che guida il Napoli da qualche tempo a questa parte. La squadra azzurra, infatti, indipendentemente dai risultati negativi, è costretto a superare anche l'eterna rogna generata, forse, dall'occhio malandrino di qualcuno che spera sempre nell'onda negativa intorno al gruppo. Anche in casa della Lazio, infatti, il pareggio casalingo raggiunto dopo appena un minuto dal vantaggio firmato Higuain, una carambola impazzita è in porta dopo che il povero Behrami si è ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Altro che maghi e stregoni, al Napoli serve una collana lunga un metro contro il malocchio!                 #aglioecurnicielli

 

Voto 5 – Al Sig. Alex Schwarzer, l'uomo del "Io non sono mica napoletano" che al doping aggiunge anche le bollicine sempre per confermare di non essere partenopeo! Il campione olimpico, solo per questioni sportive, di marcia è stato fermato da una pattuglia dei carabinieri che notavano una strana andatura della vettura per poi accertare l'elevato tasso alcool emico in circolo nel sangue dell'atleta. Chissà se anche in questa occasione avrà ricordati ai militari di essere pulito e sobrio poichè non è originario del capoluogo campano…            #illupoperdesoloilpelo

 

Voto 4 – A Maurizio Pistocchi che gira e rigira giudica le immagini a seconda di ciò che più gli conviene. Il commentatore Mediaset giudica giusta la decisione dell'arbitro spagnolo nell'assegnare il rigore al Borussia in quanto la situazione "è figlia dello stile italiano dove tali contatti non vengono mai ravvisati nonostante il regolamento lo punisca". Peccato che proprio 2 settimane fa si travestì da vipera nell'attaccare selvaggiamente chi gli faceva notare una trattenuta di Mexes su Aquilani in Milan-Fiorentina. Tutto va sempre ad immagine e somiglianza                         #maperfavore

 

Voto 3 – Al vittimismo di Enrico Fedele che si permette addirittura di contestare gli "8 mila insulti ricevuti" in questo periodo. Per la verità la domanda nasce spontanea: cosa dovrebbe pensare Cannavaro? Fedele ne ha ricevuti 8 mila, noi ci soffermiamo sulle contestazioni e non sulle offese, mentre il povero Cannavaro ne avrà ricevuti almeno il triplo pur non essendone il colpevole di una situazione che lo vede ormai pronto a partire. Certe volte l'umiltà è davvero introvabile e fa rabbia nel vedere come alcune persone, per amicizia o per chissà cosa, cerchino di difendere sempre e comunque omettendo le reali vicende ormai sotto il naso di tutti           #shutup

 

Voto 2 – A Nedo Sonetti che adirato parla di Rafa Benitez come un "giovanotto che vuole insegnare il calcio agli allenatori italiani". Tali parole potrebbero essere prese in considerazione se esternati da allenatori come Capello, Trapattoni, Ancelotti e Lippi, ma visto che il pulpito arriva da un tecnico che nella propria carriera ha racimolato ben 13 esoneri e mai un elogio per il bel gioco diventa proprio un uscita a vuoto. Forse quella spigola di 4 kg divorata tempo fa, che provocò anche l'ira di Cellino, gli avrò fatto indigestione a troppi anni di distanza               #invidia

 

voto 1 – A chi contesta, come al solito, Aurelio De Laurentiis anche per questioni di marketing. Su questo discorso va aperta una parentesi: il motivo della contestazione è il connubio tra il marchio SSC Napoli e l'azienda di panettoni veronese Balocco raccolta come una sorta di affronto. Un sostanzioso gruppo, infatti, avrebbe preferito affiancare il marchio societario ad un prodotto industriale della propria terra di appartenenza mescolando alla rinfusa il discorso razziale, storico e territoriale con il mercato economico e le leggi di marketing. Sentimentalmente sarebbe stato bello affiancare il marchio ad un prodotto nostrano, ma una volta tanto la scelta, se pur come al solito mal digerita, giustifica i mezzi in quanto il marchio settentrionale incassa un bel po' dalla vendita dei suoi prodotti e anche il Napoli calcio ci potrà guadagnare. Limitarsi ad un discorso territoriale rischia di impantanare tutto nel provincialismo e visto che qualcosa arriva anche nelle casse societarie con questo accordo non si può buttare tutto all'aria per restare con la testa nei propri confini. Invece di adirarsi per tali futilità, bisognerebbe incominciare a lottare per ricostruire le fondamenta di una terra stuprata da troppo tempo, strumentalizzata e sfruttare anche i marchi settentrionali per crearne e valorizzare di nostri e infine, solo infine, trarne vero profitto e visibilità.       #cosìnonsicresce

 

Voto 0 – A Walter De Maggio e Radio Kiss Kiss che mettono in conto una figura di quelle incommensurabili dopo l'ennesima sparata del "giornalista" che annuncia il ritorno di Edy Reja a Napoli per ricoprire un posto dirigenziale. La cosa più assurda è che la brutta figura è stata costretta ad incassarla anche la stessa società azzurra visto che l'emittente radiofonica in questione è anche la radio ufficiale del club. De Maggio, cuore granata e non nuovo a fuoriuscite estemporanee, non ci sta e ribadisce che tutto sommato la notizia circola da mesi e che a lui risulta così. Un po' come quando gli risultava Cassano al Napoli ai tempi del Real Madrid e quando decise, addirittura, di sbilanciarsi due anni fa parlando di Hamsik al Chelsea come trattativa già conclusa per giugno 2011. A questo punto bisognerebbe mettere in conto che se tempo fa si dilettava a commentare le partite del Cervia un motivo ci sarà…                      #ilsolito


 


 


 

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Voto 10 – Al Sassuolo di Eusebio Di Francesco che forse è davvero la squadra che gioca il miglior calcio in Italia fino a questo momento. Pressing, velocità, spensieratezza, incisività e una manovra collettiva da applausi. Fino a qualche tempo fa sembrava quasi al capolinea l'esperienza dell'ex tecnico del Lecce, oggi invece merita pienamente i complimenti per come mostra il gruppo partita dopo partita. Altro che Juventus, Fiorentina e, ahinoi, Napoli, senza campioni conclamati i nero verdi sono davvero la piacevole sorpresa del torneo                   #complimenti

 

Voto 9 – Alla speranza che prima o poi la fortuna cominci a girare anche da queste parti! Per carità, non imputiamo alla dea bendata la sconfitta con il Parma, ma messi a confronto con tutte la altre si può intuire come la malasorte sia sempre dietro l'angolo. Prima una serie di infortuni a falcidiare la difesa azzurra, poi qualche sbavatura e infine lo stop di Hamsik che dopo appena dieci minuti dal suo ingresso guadagna un colpo al piede sinistro che lo terrà fuori per qualche gara. Intanto, da altre parti, si segna con rimpalli e carambole incredibili. La speranza è l'ultima a morire, ma invocare una mano divina sulla strada azzurra non sarebbe affatto una cattiva idea                               #ciortaciorta

         

 

Voto 8 – Udite udite a Raffaele Auriemma! Sembra incredibile, lo so, ma quetsta volta il voto alto è pienamente meritato! Il telecronista tifoso di Mediaset Premium, che negli ultimi mesi è salito alla ribalta per essersi prostrato fin troppo alla potenza editoriale per honoris causa, durante il programma Tiki Taka di Pierluigi Pardo è partito in quarta sparando a zero su Juventus, arbitro e tutti quelli che si frapponevano tra lui e la sacrosanta verità! Finalmente una decente difesa per Napoli! Perfino Melissa Satta (Boateng è a Gelsenkirchen, lei cosa ci fa ancora qui?!) si è presa la briga di fare sapientella acida della situazione sbattendo contro il muro innalzato dall'orgoglio partenopeo di Auriemma. Finalmente merita i complimenti dopo i tanti rimbrotti per essersi battuto alla grande di fronte a tanti ospiti messi lì apposta per vestirsi da giudici supremi dell'inutile moralismo spicciolo                                                         #assafà  

 

Voto 7 – All'ennesima conferma di assoluta mediocrità di qualcuno che appena avverte la possibilità di fare un salto in avanti si ritrova a combattere con le vertigini. Dopo il clamoroso regalo di Cassano, l'Inter a Bologna riesce ad inginocchiarsi trovando solo un piccolo pareggio in casa di una squadra, e non ce ne vogliano, davvero di poca consistenza. Ancora una volta il sapiente e assoluto stratega è costretto a barcollare quando gli si chiede qualcosa in più del compitino. Chissà che Tohir non arrivi a capirlo prima di tanti altri                                         #verità

 

Voto 6 – All'errore dell'arbitro Massa in Livorno – Juventus che, almeno una volta, riesce a staccarsi dal resto del gruppo arbitrale non fischiando un fallo di mano di Ceccherini in area di rigore. Il rigore, purtroppo, ci sarebbe stato senza grossi attenuanti, ma un volta tanto l'errore non agevola chi ne riceve costantemente ogni giornata di campionato.                                                                    #piccolesoddisfazioni

 

Voto 5 – Alle sterili chiacchiere del palazzo sulla questione stadio. Ancora una volta viene presentato un copione già scritto con parole già ascoltate innumerevoli volte per quella "voglia" (?) di colmare il gap chilometrico con altri paesi europei. Purtroppo la sostanza è sempre la stessa: si vuole, si pensa e si spera, ma quando arriva il momento di fare tutti si nascondono al fine di non perderci qualcosa. Il cane che si morde la coda per una farsa che va avanti da quasi vent'anni             #credercièimpossibile 

 

Voto 4 – Ai nomi sparati a caso per il mercato azzurro in vista di gennaio. Ogni giorno esce qualcuno vicinissimo o in contatto con la dirigenza azzurra senza neanche pensare minimamente all'utilità logica che può avere. Il sensazionalismo è una componente imprescindibile per fa un lavoro come quello mediatico, ma spesso si rasenta quasi il ridicolo nel tirare fuori a caso possibili obiettivi. Forse saranno obiettivi personali, una speranza, giusto per poter criticare la società per un acquisto inutile. Fortuna che loro scrivono e parlano, altri agiscono con lucidità e, anche con qualche errore, con cognizione di causa                                          #pessimi

 

Voto 3 – A chi sostiene che Mario Balotelli sia un campione assoluto. Purtroppo il bomber rossonero ha dimostrato ancora una volta di non essere nella maniera più assoluta all'altezza di ciò che si racconta di lui se non per quello che succede fuori dai campi di gioco. Ennesimo pareggio, ennesima doccia gelata e secondo rigore sbagliato, poi il cinguettio prontamente, e pateticamente, rettificato per non mettere carne a cuocere. Non è la prima volta che Balotelli si lascia andare a simili e tristi atteggiamenti. Per farla breve, i veri campioni sono altri e citiamo un certo Roberto Baggio che dopo aver mandato alle stelle un rigore nella finale mondiale del '94 con una lucidità invidiabili si assunse colpe che neanche gli spettavano per poi ripresentarsi, quattro anni dopo, nuovamente dal dischetto sfidando sorte e destino. Ecco chi merita di rappresentare il calcio!                        #tempibelli

 

Voto 2 – Al movimento difensivo apportato da Britos in occasione del goal di Cassano di sabato sorso. In molti, in troppi, hanno voluto imputare a Gokhan Inler la colpevolezza del goal; alcuni, addirittura, hanno iniziato a crocifiggere Insigne per il passaggio sbagliato. La vera incongruenza, per chi un po' riesce a capirne del gioco del calcio, sta nel movimento del difensore uruguayano che prima temporeggia, e fin qui tutto ok, poi si sposta a sinistra per coprire sull'accorrente Biabiany che in posizione larga, e più di un cross non avrebbe potuto, prova a guadagnare lo spazio aprendo l'angolo di tiro per Cassano. Un errore di movimenti inaccettabile per certi livelli.                                                                        #vederepercredere

 

Voto 1 – E una vomitata mondiale come contorno ad una certa Alessandra Licata! Lei è l'esempio dell'inciviltà, dell'ignoranza, della vergogna e del maschilismo che, una volta tanto, è ben giustificato. Questa persona, donna chissà, invece di stare tra panni sporchi e piatti incrostati, inneggia alla violenza scaricando, oltretutto, una serie di falsità da costringere perfino Gandhi ad abbandonare il proprio credo per vestirsi da Caino! Questo personaggio, specchio del mondo juventino, parla di bagni rotti, bambini che scappano, bombe carta che volano e pioggia di piscio su quei piccoli pulcini bagnati dal colore bianco e nero concludendo che "Bisognava fare come fanno loro.. menarli.. e lasciarli a terra… senza pietà.. così si faceva colletta.. e si pagava pure con soddisfazione la multa..". Purtroppo saremmo costretti a trascendere con certi pezzi di personaggi facendo ribollire il sangue fino all'evaporazione. In primo luogo, andrebbe ricordato, che lo scorso anno un ragazzo con handicap fu aggredito e malmenato selvaggiamente in una città di barbari primitivi solo perchè indossava una sciarpa del Napoli     #boccapulitagrazie

 

Voto 0 – Alla nuova battuta mal riuscita di Gene Gnocchi alla domenica sportiva: "Dopo le due sconfitte con Juve e Parma, i napoletani hanno retrocesso Benitez sul presepe da Re Magi a pastorello". A parte le risate dovute in studio per motivi puramente spettacolari, nessuno è riuscito a trovare comica l'ennesima uscita di un ormai ex comico! Forse l'idea di Gnocchi è quella di guadagnarsi anche lui un posto al limite della natività e, ad oggi, è in piena corsa per prendere il posto del buon Benito!                                                               #bah

 

 

 

 

 

 

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Voto 10 – Al Sassuolo e soprattutto al suo tecnico Eusebio Di Francesco che, da scommetterci, avrà un grande futuro. Dopo aver incastrato il Napoli al San Paolo per 1 a 1, l'ex tecnico del Lecce è riuscito a fare lo stesso anche in casa della sua ex squadra mostrando anche personalità e gioco. In molti, nella sua posizione, si sarebbero lasciati andare verso l'esonero, ma Di Francesco è riuscito a tenere i nervi saldi e a puntellare la propria squadra coadiuvando un gioco a tratti spettacolare. Merita elogi e un radioso futuro                                          #giovaneitalia

 

Voto 9 – Alla pungente, sarcastica, ammirevole risposta di Rafa Benitez data a Gene Gnocchi alla Domenica Sportiva. Il tecnico spagnolo, nonostante la sconfitta ampiamente condizionata, non perde la signorilità che lo contraddistingue e risponde a tono al "comico" che nel disperato tentativo di far ridere qualcuno chiede a Benitez il perchè tutti ce l'abbiano con lui: "Conte dice che se non vinci lo Scudetto, non fai niente. Wenger dice che se non vinci la Champions non fai niente. Il dietologo dice che devi perdere 10 chili…" e la risposta: "Ho dieci chili in più perchè ho vinto dieci trofei in giro per il mondo". Punto e a capo. Prendete e portate a casa, da Conte a tutti gli altri.                                                        #spatatam

   

Voto 8 – A chi, dopo questa settimana, riesce ad essere obiettivo senza cadere nel banale. Troppe volte vediamo cambi di umore e di pensiero a seconda del risultato: il Napoli batte il Marsiglia e si è la squadra top, perde a Torino e non si può andare da nessuna parte. C'è chi, invece, è rimasto sobrio e lucido prendendo con le pinze i due risultati del Napoli in questa settimana: bella, sofferte e tremendamente importante quella di Champions; serata storta, condizionata dalla fatica e dalla direzione arbitrale quella di Torino. Non si passa da campioni a brocchi in appena quattro giorni, meno male che qualcuno lo sa.                #almenoloro

 

                                             

Voto 7 – Alla direzione di Rocchi e company in Juventus – Napoli. Voi direte: "Ma sei impazzito?". No, signori miei. Altro che impazzito. Qui viene riportato solo ciò che tutti pensano, in molti sanno, in tanti sospettano e nessuno vuole dire. La direzione arbitrale ha condizionato interamente la partita spingendo in un unica direzione il risultato finale. Una scelta, un imposizione, una regola dettata fuori dal campo già tempo fa e che costantemente si mostra agli occhi di tifosi e semplici sportivi. Ciò non toglie la brutta prova azzurra, ma la consapevolezza che in questa stagione la Juventus conti 7 punti in più (almeno) grazie ad errori e orrori dei fischietti lascia un senso di sgomento e rabbia.                                           #monopoli

 

Voto 6 – Alla faccia ormai stanca e segnata di Adriano Galliani che avvicina sempre più all'addio la sua carriera al Milan. Anche oggi, in quel di Verona, l'Ad rossonero non è sembrato quello di sempre. Lunghi tratti passati con lo sguardo nel vuoto, pochi rimbrotti, zero sorrisi. Simpatico o antipatico, bisogna riconoscere che Galliani, così come Moratti, ha segnato pagine del calcio italiano con le sue facce talvolta buffe e spesso significative. Oggi, invece, l'ennesima prova di un dirigente ferito con la testa già lontana dai campi verdi                                       #tictactictac

 

Voto 5 – A quei soloni di Sky che sono riusciti a far peggio di Mediaset! E non era certamente facile. Prima ripropongono immagini di tifosi del Napoli che lanciano palloncini pieni di urina verso i tifosi juventini (che poi, insomma, quanto male potranno fare? Bear Gills non sarebbe neanche d'accordo…), poi rimarcano che per volere non verranno mostrati gli striscioni juventini contro i napoletani che, a differenza della pipì, parlano di sterminio di massa! Una mala-informazione come quella italiana sarebbe perfetta per Benito Mussolini, ma non certamente per chi paga profumatamente un tale disservizio consapevole di essere trattato come fango o topo di fogna                                                                 #zappate 

 

Voto 4 – Allo striscione apparso in curva durante la sfida tra Juventus e Napoli. Stavolta, però, non è tanto il significato discriminatorio e volto allo sterminio di massa, quanto al disegno in se: quello sarebbe il Vesuvio? Ora sicuramente tanti gobbi parleranno di un uovo Picasso, ma la domanda da farsi sarebbe che tra tutte quelle persone e un unico neurone menomato funzionante…sanno cos'è il Vesuvio?! Forse pensano che sia una tana di talpe o di leprotti perchè l'immagine lascia aperte a mille interpretazioni tranne a quelle del vulcano partenopeo. Merito è che almeno stasera sono riusciti a mostrare una data dopo quella zebra malata al fegato di martedì scorso, ma il consiglio resta sempre lo stesso: lasciate perdere, tanto hai voglia a mettere rum…continuate voi che è meglio!                          #ciseiocifai?

 

Voto 3 – Al disperato tentativo di Enrico Fedele nel destabilizzare l'ambiente Napoli! Si, adesso è il momento di tirare un po' le somme: il procuratore di Paolo Cannavaro, quasi per una sorta di vendetta, da qualche settimana non fa altro che snocciolare aneddoti e circostanze negative come una nuvola nera sul Napoli di Benitez pronta a scaricare acqua a catinelle con fulmini e saette! L'ultima, in ordine di tempo, è l'asserzione sul fatto che Josè Maria Callejon, uno dei più in forma in questo momento, sia nervosissimo a tal punto da vivere quasi uno stato di malcontento. Perchè? Semplice, ha mandato a quel paese un compagno dopo un passaggio errato. Cosa inverosimili per un campo di calcio. Mai vista una cosa del genere! Dopo aver sentenziato su De Laurentiis, Benitez, Higuain, sull'assurda idea di lasciare Cannavaro in panchina, sulla scelta di Uvini piuttosto che il suo assistito e tante, ma tante altre, adesso spara nel mucchio sperando di colpire qualcosa dopo clamorosi e continui buchi nell'acqua. Ormai non si sa più come arrampicarsi sugli specchi. Una vendetta personale aspra e senza scrupoli ignorando che se oggi, il povero e stimato Paolo Cannavaro, viva una situazione del genere è per buona parte grazie alle parole proprio del suo procuratore che sembra rivendicare ogni volta una sorta di raccomandazione divina! Magari, qualcuno e prima o poi, ne renderà conto che vendere Thuram e Buffon a 100 milioni non è per forza un segno di capacità e competenza assoluta!                                                              #risateacrepapelle

 

Voto 2 – Alla consistenza della telecronaca di Sandro Piccinini che proprio non riusciva a raccapezzarsi del fatto che Sergio Busquets abbia segnato il momentaneo 2 a 0 in fuorigioco. Il telecronista Mediaset dall'evidente cromatura rossonera, tanto da rifiutare più volte e con superbia la richiesta di lasciare qualche dichiarazione a radio partenopee nelle rare richieste avanzate, passa almeno 2 minuti di telecronaca a rimpiangere l'impossibilità di avere una giusta inquadratura per verificare, e confermarsi, il fuorigioco del centrocampista spagnolo. Certo, nelle gare europee si cerca sempre di sostenere la compagine italiana, ma raramente si sono ascoltati tanti piagnistei quando chiamato a "telecronizzare" altri match senza il Milan                                                               #fedeinnata?

 

Voto 1 – Alla coreografia tentata dalla curva juventina in occasione della sfida di Champions con il Real Madrid. Uno come il numero di neuroni riscontrabili in quello stadio italiano che dopo aver, invano, cercato di mostrare una zebra con un occhio arancione (manco fosse una zebra in fin di vita per problemi al fegato) ha iniziato a scaldare la voce per i cori da dedicare ai napoletani che arriveranno domenica sera nel capoluogo piemontese. Già l'idea, l'immagine, il segno e la metafora immaginata non sembrava poi così intrigante, ma il fallimento totale della riuscita dimostra come certe cose sia meglio lasciarle fare a chi è già esperto potendo contare su qualche neurone in più.                                                      #noncipensare

 

Voto 0 – Allo scempio dello visto allo stadio Arechi di Salerno dove il derby tra Salernitana e Nocerina. Una vergogna per tutti! Per lo sport campano, per la gioia del calcio e per gli stessi tifosi della Nocerina che fanno addirittura volare un aereo con scritto "Rispetto per Nocera e per gli ultras". Loro pretendono rispetto, giustamente, ma quando daranno rispetto a tutti gli altri?! Al peggio non c'è mai fine e da sostenitori del calcio meridionale e della Campania, quindi anche della stessa Nocerina, ci si aspetta una punizione esemplare verso tifosi e squadra anche se questi ultimi sono costretti a pagare per l'inefficienza totale e recideva della macchina italiana della giustizia. Certe figure non sono tollerate in nome del calcio nostrano e anche della lunga battaglia contro il razzista scatenata da buona parte dei tifosi del Sud!                                                                      #immeritevoli   

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Voto 10 – Al coraggio e alla sapienza di Rafa Benitez che decide senza guardare in faccia a nessuno e senza soffermarsi su etichette e pressioni. Il tecnico spagnolo, infatti, ha buttato nella mischia un certo Bruno Uvini, praticamente umiliato da Walter Mazzarri, preferendolo a Paolo Cannavaro sbeffeggiando chi ad oggi continua ad inneggiare il difensore napoletano solo per origini e amore. Percità, Paolo merita rispetto e considerazione, ringraziamenti e una pagina tutta per se nella storia azzurra, ma le cose cambiano e quando un tecnico ha conoscenza internazionale difficilmente si sofferma su provincialismi e dicerie. Sarà fortunato come dice Ferguson, ma ad oggi è il tecnico capace di riportare i numeri dei tempi d'oro all'ombra del Vesuvio!                                            #infinito

 

Voto 9 – Alla crescente arroganza di Walter Mazzarri che a breve si sostituirà anche a Dio stesso rivendicando i meriti per la creazione della foresta amazzonica e della barriera corallina. Tranquilli, sarà colpa di qualche scarpino, della dissenteria o delle nazionali se nel Nord Africa c'è il deserto del Sahara! Dopo il pareggio in casa con l'Atalanta, il tecnico toscano era in clamorosa forma nel raccattare e rivendicare meriti assurdi che proprio non gli competono. Giusto per mascherare le statistiche che vedono l'ex, lontano ex, tecnico del Napoli con qualche punto in meno rispetto all'Inter di Stramaccioni dopo dieci giornate, Mazzarri ha iniziato a blaterare di suoi meriti per l'attuale posizione in campionato della sua ex squadra (quali sarebbero è difficile capirlo). Fatto sta che ancora oggi i veri meriti, lui, non vuole riconoscerli come il perchè la Juventus abbia vinto a mani basse gli ultimi due campionati e il perchè nelle fasi ad eliminazione diretta sia sempre uscito con grande facilità. Magari De Laurentiis gli dedicherà anche un film #ilmisterodisanvincenzo

            Voto 8 – Alla lezione del giorno redatta dai prof. Tuttosport che danno lezione di aiuti arbitrali al Napoli dopo la gara di Firenze. Personaggi abituati a prestare le proprie penne come fossero lingue, sbottano per la conduzione insufficiente di Calvarese soprattutto dopo il rigore regato a Cuadrado, con annessa doppia ammonizione, due minuti oltre il novantesimo minuto. Certo è che prima di parlare potrebbero spiegare al proprio allenatore il perchè loro ne presero quattro a Firenze mentre gli "aiutoni" arrivano costantemente e perentoriamente da anni e anni. Non basterebbe un libro per raccontare le malefatte di una società ipocrita e malsana come quella bianconera. Lecchini compresi…                     #purelepulcihannolatosse                                               

Voto 7 – Al "cinguettio" del pocho Lavezzi che al goal di Hamsik ha subito esultato virtualmente! Un gesto nobile di chi non ha mai dimenticato le emozioni provate in una città che tanto ha dato e tanto ha ricevuto in un rapporto molto intenso con l'argentino. Sarà stato un piccolo gesto, ma di grande valore e certamente lui, da Parigi, non dirà mai "Hamsik calcia così grazie a me". L'umiltà di un campione profondamente vicino alla squadra che lo ha lanciato nel grande calcio europeo                                               #onorecuore 

 

Voto 6 – Al minuto 63' di Torino – Roma che finalmente ha cucito le bocche di tutti quelli che, fino a quel momento, parlavano di una Roma capace di vincerle tutte fino a fine campionato. Chi conosce il calcio, e gode di una materia grigia, sa bene che tale concetto sarebbe stato totalmente inarrivabile, eppure buona parte degli sportivi iniziava a crederci davvero. Chissà, magari quel goal avrà una valenza doppia perchè la Serie A di oggi rivela un dato fondamentale: generalmente dopo 10 vittorie consecutive, la leadership gode di almeno 8-9 punti di vantaggio, ma oggi anche dopo una cavalcata esaltante basterebbero con 2 pareggi e 1 sconfitta per ritrovarsi terzi in classifica.                                                     #buccedibanana

 

Voto 5 – All'inossidabile Joseph Blatter che ormai ha stancato tutti, ma proprio tutti, con le sue stravaganti uscite capaci di fare danni su danni. Blatter ha spesso parlato di innovazioni senza mai combinarne una e dopo l'assegnazione dei mondiali al Qatar del 2022 e il battibecco con Cristiano Ronaldo è riuscito ad emulare addirittura i sentimenti che l'80% degli italiani riservano a Silvio Berlusconi. Assegnare un mondiale ad un paese che conta 40° in primavera, figuriamoci in estate,  è a dir poco assurdo, ma le malefatte nelle varie elezioni potrebbero assegnargli un posto ad honorem nella società juventina giusto per tradizione e indole.                       #basta

 

Voto 4 – A chi dice che il gioco della Roma è bello e spumeggiante. Per la verità non ci vuole certo la zingara per capire come Garcia scateni un catenaccio talmente all'italiana da far rabbrividire persino Giovanni Trapattoni uno che, con questo gioco, ha vinto tanti campionati e buttato all'aria un mondiale. Gioco molto chiuso con un centrocampo basso e bloccato a sostegno della difesa per poi lanciare sulla velocità dell'ex Arsenal e sulle conclusioni da fermo di Totti. Per carità di Dio, in alcuni momenti è sembrato vedere qualche sprazzo di divertimento, ma se in questo paese passa per gioco offensivo quello fatto da Reja e Mazzarri, allora sarebbe anche giusto incoronare Garcia come nuovo seguace di Zeman                        #vederepotere

 

Voto 3 – Alla scaltrezza del Milan che dopo ben 4 anni è riuscita a rendersi conto, forse, che il mercato proposto non porta da nessuna parte. Dopo l'ennesima sconfitta stagionale che pregiudica e non poco il cammino dei rossoneri, qualcuno ha cominciato a borbottare per un mercato più basato sul rinforzo del reparto offensivo che all'intera struttura di squadra. Vanno fatti i complimenti per la lucidità ritrovata dopo anni di illusioni e qualificazioni raggiunte a tavolino dando nuovamente un senso, seppur lontano, al concetto di…progetto!     #megliotardichemai

 

Voto 2 – Alle differenze sottolineate da Mino Raiola nel programma Tiki Taka tra Balotelli e Hamsik. Il procuratore più famoso al mondo per aver distrutto definitivamente le bandiere nel calcio a favore dei quattrini, lamenta il costante chiacchierio sul calciatore del Milan per poi sforare in un indecente paragone che sa di blasfemia: "Anche Hamsik ha la cresta, me nessuno ne parla". Forse non ha ancora capito che il continuo chiacchierio non è basato sul costume estetico di Balotelli visto che cresta o non cresta non è che freghi a qualcuno, ma sui continui atteggiamenti maleducati, provocatori e pompati del calciatore che fin dalla tenera età è stato elevato molto più del proprio effettivo valore e adesso conferma l'immaturità più alta e bigotta. Magari il buon vecchio Mino starà già pensando a come far sgattaiolare il suo assistito via dall'Italia incassando qualche altro servigio                  #vaderetro

 

Voto 1 – Allo striscione apparso al Tardini verso Gianluca Pessotto e il suo burrascoso passato. L'ignoranza è ormai dilagante e puerile in un paese dove gossip e scandalo stordiscono la gente in modo tale da distrarli dai veri problemi. Sportivamente, e umanamente, non è possibile assecondare tale dimostrazione di inferiorità mentale neanche se si tratta di un emblema del nemico più arcigno!                     #napolinsegna 

 Voto 0 – Alla solita, inossidabile, vergognosa e senza scrupoli Juventus che riesce a mostrare la sua paura per il Napoli con ogni mezzo. Addirittura, la società bianconera, in barba alla crisi economica e alla più piccola forma di rispetto verso i primi acquirenti di questo prodotto finito come è il calcio, piazza il settore ospiti a 45€ il biglietto nel tentativo di scoraggiare la carovana azzurra già pronta per la trasferta nella grigia Torino. Non c'è che dire, fino ad oggi i tifosi azzurri hanno aftto sentire a casa il gruppo anche nelle trasferte più insidiose e bloccare tale avanzata è segno di come scorrettezza e maglia a strisce bianco e nera vadano a braccetto. Si potrebbe pensare che la sfida, mai normale o comune, possa essere strumentalizzata per incassi consistenti, ma in questo caso dubitiamo della strategia di marketing a dispetto di una più credibile presa di posizione per privare l'avversario del supporto morale e corale                            #puniamoli!   

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Voto 10 – A Clemente Russo! Pugile napoletano doc capace di diventare campione del mondo dei pesi massimi in Kazakistan! Ecco, se c'è qualcosa di Napoli che funziona in tutto e per tutto è proprio lo sport nonostante attrezzature scadenti o non all'altezza rispetto al resto d'Europa e del mondo. Un plauso forte per un ragazzo che sul ring ha messo la stessa grinta che ogni napoletano, ogni giorno, mostra nel quotidiano per vivere e sopravvivere scagliando pugni metaforici contro il destino e chi, invece, ci mette del suo per scavalcarlo a discapito di una regione, una terra, un popolo, una bandiera e un orgoglio affossato in onore di un disegno messo su troppo tempo fa! Complimenti!                                     #grazie

 

Voto 9 – All'amuleto segreto di Walter Mazzarri che, tanto per intenderci, in una sola serata è riuscito a raccimolare la stessa fortuna di Edy Reja in due anni sulla panchina del Napoli. A dir poco clamoroso quanto visto al Meazza con quattro goal ricevuto da grazia divina e da qualche sciagurata opposizione di avversari non proprio convinti di poter fare bella figura. Sarà quel suo accento toscano, sarà quella voglia matta di mettere le mani avanti e la squadra tutta dietro, ma sabato sera ha praticamente superato se stesso e la stessa dea bendata                       #assomazzo           

 

Voto 8 – A quella punizione di Marco Parolo che al 93' minuto ha messo a tacere le troppe galline impazzite dopo il pareggio del Milan in due minuto. Dopo il goal di Cassano, la maggior parte dei media nazionali mostravano una voce afflitta, affranta e quasi disgustata, dopo il doppio goal rossonero questi personaggi hanno iniziato a starnazzare a grasso parlando di campioni, stregoni, invincibili e straordinari atleti. Quella punizione ha dato la giusta scoppola ad un mondo come quello dell'informazione sempre più stretto tra personalismi, clientelismo e servilismo disgustoso. Una volta tanto si ha ciò che si merita.                     #assafà 

                                               

Voto 7 – Al goal beffa carica di vendetta del colombiano Zapata nel minuto 67' di quel di Marsiglia. Il gran destro a giro dal limite dell'area non solo ha consegnato alal squadra azzurra la vittoria Champions in terra francese, ma si è rivelato un vero e proprio fendente al cuore di chi fino ad oggi si è riempito da la bocca in stile professor saccente nell'etichettare come "pacco" un calciatore nemmeno si conosceva. Purtroppo, ed è una costante, in molti utilizzano la propria posizione mediatica per far sembrare notizia la propria idea che col tempo si rivela sbagliata e blasfema. A tal proposito sorge una domanda: Non è che anche Vargas è stato vittima di tale cialtroneria mediatica? Il tempo, magari, ne farà collezionare l'ennesima figura ancora una volta                             #etvoilà

 

Voto 6 – Alla lesa maestà europea creato dal fischietto Champions a Madrid contro la Juventus. La differenza sta nel fatto che mentre in Italia gli abbracci calorosi di Chiellini sono giudicati come segno di amore e prosperità, in Europa sono segnalati come scorrettezze tanto per dare un senso a quella regola del giuoco partorita più di cento anni fa. Lui abbraccia Ronaldo, il portoghese va giù e si guadagna il rigore. Apriti cielo! Addirittura anche le istituzioni del pallone insorgono ferite dal fatto che la società bianconera ha già un piede sul divano invece che agli ottavi di finale. In serie A, sicuramente, sarebbe passato tutto inosservato e fortunatamente non sempre tutto il mondo è paese                                         #rozzeabitudini                                                     

 

Voto 5 – Ai pallonari di giornata che non sapendo che pesci prendere pur di aizzare la voce della critica iniziano a criticare Lorenzo Insigne. La domanda sorge spontanea: ma sono veramente così o lo fanno apposta? E' comprensibile che un talento cristallino come Insigne ci tenga ad esplodere in tutta la sua potenza soprattutto se sulle spalle c'è una maglia pesante come quella partenopea resa ancora più pressante dal fatto di essere napoletano e tifoso di quella squadra. Una giornata storta ci può stare e forse ce ne saranno tante altre, ma invece di crocifiggerlo o di metterlo al centro di moralismi imbarazzanti bisognerebbe compatirlo e regalargli un po' di respiro. Non è così difficile visto che la maggior parte di questi sapientelli regala aria e tempo ad uno come Mario Blaotelli                           #quaquaraqua

 

Voto 4 – All'arbitro Mazzoleni che in Napoli-Torino riesce a chiamare un rigore ignobile per poi sorvolare su altri due ben più visibili. Al grido di "Clamoroso al San Paolo" si è subito paventata l'idea che il fallo da rigore non fosse stato chiamato a favore del Napoli, ma contro il Torino. Anche lui, da buon juventino, non ha perso un momento per smentirsi                                                 #cartaconosciuta

 

Voto 3 – Al futuro patron dell'Inter Eric Tohir che come idolo ha rispolverato uno dei calciatori più infortunati della storia dell'Inter. No! Non parliamo di Ronaldo, il fenomeno, ma bensì di Nicola Ventola che anche i tifosi interisti ignoravano il suo passaggio in nerazzurro per le sue apparizioni fugaci tra un infortunio e un intervento chirurgico. Chissà cosa avrà pensato Massimo Moratti a tali parole: Ho speso più di 500 milioni di euro per acquistare alcuni tra i calciatori più forti al mondo inutilmente. Se questo è il livello di conoscenza – affetto del magnate indonesiano allora ogni tifoso nerazzurro avrà di che preoccuparsi            #fuorifase

 

Voto 2 – Alla finta doppia, se non tripla, di Arturo Vidal al tempo attore teatrale da piscina. Zappare, gergo adottato dalle telecronache calcistiche, non è poi un dramma. Può capitare e non c'è nulla di cui vergognarsi, ma ci sarebbe da riempire il volto di vergogna, invece, se dopo aver creato il posto adatto per coltivare qualche carota si protesti chiedendo un calcio di rigore. Vidal è riuscito in questa impresa e c'è anche chi è riuscito a fare di peggio parlando di "danno procurato". Evidentemente Z la formica andava anche addirittura mandata sotto la doccia per il trucido intervento da tergo.             #puerile

 

Voto 1 – All'auto sputtanamento del quotidiano (dicitura alquanto discutibile) Tuttosport che proprio non ne azzecca una! Prima dichiara netto il rigore su Vidal in occasione di Real-Juve di Champions: "Vidal sbilanciato, Juventus penalizzata dall'arbitro, sicuro". Come dicevamo prima, a sbilanciare il cascatore cileno sarà stata Z la formica che passava da quelle parti giusto per falciare Vidal; poi parla dei 139 milioni di euro che la società bianconera riceverà dall'Adidas prospettando, grazie a questa somma, ad un mercato di altissimo livello. Il problema, però, è che hanno ignorato come tale somma arriverà in sei anni cioè 23 milioni l'anno senza contare clausole e tassazione. Infine, proprio il giornaletto filo bianconero, ha sentenziato clamorosamente da rigore il fallo fuori area su Asamoah! Proteggere i propri colori non è un peccato, ma manipolare menti e verità pur di farlo è piuttosto puerile                                                               #puroumorismo

 

 Voto 0 – All'Italia tutta che dovrebbe vergognarsi di sana pianta ancora una volta! Nessuno, e dico nessuno, ha mostrato immagini, stralci o riferimenti alla civilissima mobilitazione passata per tutta Napoli per dire basta ai veleni che il Nord porta al Sud! Dopo averci fatto due attributi esagonali con la protesta di Roma, tutti hanno taciuto compreso chi vende al pubblico televisivo certe scene condendole con lacrime, finta rabbia e boiate varie. Scusate l'esplicita dicitura, ma questo paese ha dimostrato ancora una volta di fomentare odio e non dovremmo meravigliarci dei vari cori negli stadi! Napoli non sarà mai una città italiana, che piaccia oppure no, ha troppo coraggio per potersi sporcare con una bandiera tricolore!            #ilsilenziodeglinnocenti    

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Voto 10 – A Diego Armando Maradona e non solo per il valore quasi esoterico o perchè la combinazione nome – numero suscita sempre qualche emozione, ma anche per la partecipazione del Pibe de Oro durante il match tra Roma e Napoli. Lui, inizialmente un po' stizzito dal continuo richiamo per foto e autografi, si concentra sulla gara mostrando prima una evidente sofferenza, poi un volto quasi incredulo e disperato all'occasione di Pandev fino a mostrare lineamenti tirati da chi è incazzato nero in occasione del rigore. Gesto di sportività nell'applaudire l'uscita dal campo di Totti e quella frase a fine gara tanto dolce quanto incredibilmente dolorosa: "Purtroppo io non gioco più…". Già, purtroppo…          #nostalgia

 

Voto 9 – Alla Fiorentina di Vincenzo Montella capace di fare 6 goal in una sola partita per un risultato finale di 4 a 2. Già, sembra strano eppure è stato così. Juventus in vantaggio di due goal con un rigore inutile regalato da Gonzalo Rodriguez (forse si sarà soffermato sulla prestazione di Cannavaro, chissà), poi serve assist a Pogba con Cuadrado per uno 0 a 2 fino a quel momento impensabile. Infine, il clamoroso ribaltamento di fronte con quattro pere firmate Rossi e Joaquin allietando la settimana di ogni tifoso napoletano e rendendo perfetta quella dei tifosi giallorossi. Almeno una piccola gioia è arrivata                        #graziemille

 

Voto 8 – All'amuleto portafortuna della Roma e di Garcia. Voto otto come le vittorie collezionate in campionato. Bella squadra, bel gioco e buona qualità. Fin qui non ci piove, ma la fortuna sfacciata è ben visibile un po' da tutti. Per carità, non si vogliono sminuire i meriti di una squadra che ad oggi è quella più in forma e più quadrata, ma anche con gli azzurri gridano vendetta ben tre legni e la sciagurata scelta di Pandev capace di colpire l'unico ostacolo davanti a se: De Sanctis. Difficile pensare che possa continuare così visti i precedenti del tecnico ex Lille che proprio in Francia dimostrò come nel periodo a partire dal mese di Febbraio la flessione atletica diventa l'aversario più duro da affrontare. Fino ad allora solo applausi e complimenti meritati                                                                   #tempoltempo

 

Voto 7 – Al coraggio di Rafa Benitez e alle sue scelte. Ne abbiamo sentite tante, ma l'apice è arrivato con il ragionamento: "Se sta bene va in campo, se non sta bene in tribuna". Tipico colpo di coda dell'era Mazzarri quando un titolare o giocava, seppur a mezzo servizio e con il fiato spezzato da tre settimane di stop, oppure stava in tribuna. La panchina è una sorta buco nero del mondo pallonaro. Già, perchè solo di pallone si potrebbe parlare lasciando il calcio a chi qualcosa ne comprende. Il tecnico spagnolo, che non comprende solo qualcosina di questo sport, fa una valutazione: Higuain sta bene, ma non è al 100%, martedì si gioca la Champions e non si vuole rischiare di spomparlo visto che siamo solo all'ottava giornata di campionato. Dentro Pandev, poi se le cose vanno malissimo allora ci proviamo. Chiaramente, se Pandev avesse bucato De Sanctis la partita sarebbe andata diversamente così come ogni giudizio sul tecnico partenopeo, oggi pollo e responsabile, ma in quel caso luminare e stregone. Un po' di sana umiltà, a certa gente ormai superata, non farebbe poi tanto male cominciando a mettere in conto che l'età avanza e il loro calcio è ormai visibile solo in VHS    #paesedivecchi 

 

Voto 6 – Al prato dell'Olimpico e alla sua tenuta. Non c'è che dire, questi americani sono sempre un passo avanti. La dirigenza giallorossa, infatti, ha fatto si che il prato dell'Olimpico sia trattato con una speciale erba arrivata dagli States utilizzata sui campi di Football poichè più resistente a tackle duri e ai tacchetti degli scarpini che spesso alzano zolle rovinando manto e traiettoria del pallone. Ebbene, non c'è che dire. Il terreno dell'Olimpico a fine partita sembrava ancora un tappeto verde con pochissime chiazze di terra nonostante l'abbondante innaffiata effettuata prima della sfida.                                                                                         #guardaeimpara 

 

Voto 5 – A striscioni e cori dei tifosi milanisti. Tale voto merita una precisazione: ci riserviamo di commentare le strampalate decisioni e regole del "palazzo" in attesa di conoscere il verdetto del giudice sportivo. Tornando sul pezzo, non solo si è riusciti a confermare ignoranza e un incredibile senso d'incapacità nel sentirsi uomini, ma sono riusciti a fare anche di più mescolando temi di sport, politica, economia e società in una scritta che non significa assolutamente nulla! Se il paese va a rotoli è grazie anche alle sceneggiate che siamo costretti a vedere dagli spalti durante ogni match simbolo di un Italia ormai alle corde e con un futuro quasi del tutto perduto. Se poi si parla di crisi parlamentare ed economica, allora farebbero meglio a rivolgere questa domanda al loro presidente chiedendogli il perchè sia ancora a piede libero, forse una risposta potrebbero averla.                      #scemo+scemo

 

Voto 4 – Ai servizi televisivi pro Milan che dopo la faticata vittoria casalinga con l'Udinese dipingono Birsa come "Mister Punti" e la squadra rossonera più forte di tutto e tutti. E' a dir poco inspiegabile questa estrema tutela mediatica nei confronti di una squadra e di una società che da anni è più impegnata a creare campagne elettorali calcistiche più che campagne acquisti vere e proprie. Una noce non fa rumore, si potrebbe dire, ma quando c'è di mezzo il Milan anche una sola noce sembra creare un concerto più rumoroso dei Metallica                      #poveriillusi

 

Voto 3 – A Paolo Cannavaro come gli episodi che hanno fatto sobbalzare e imprecare ogni tifoso partenopeo compreso chi, falsamente, cerca invano di difenderlo e sponsorizzarlo. Prima il fallo su Gervinho costata la punizione, l'ammonizione e infine il goal del vantaggio romanista. Un intervento lento e scomposto quanto inutile visto che l'ivoriano avanzava verso l'esterno in un tunnel formato da tre calciatori azzurri, quindi, verso l'anonimato. Dopo, nel secondo tempo, un tiro da cinquanta metri direttamente in curva: generalmente certe conclusioni vengono etichettate come dimostrazione di frustrazione, ma in questo caso la frustrazione è tutta personale visto che quel increscioso destro ha spezzato un momento favorevole agli azzurri che tambureggiavano da cinque minuti nella metà campo giallorossa con la Roma in affanno e alle corde. Infine, il calcio di rigore che, inventato o forzato, lo vede protagonista in ritardo su Borriello al momento del cross e con quel braccio sinistro a cinturare l'attaccante avversario prima di andarsene mestamente negli spogliatoi con una timida protesta da gattino come chi conosce non solo i propri torti ma anche il proprio disagio.            #TheEnd

 

Voto 2 – Alla palese differenza tra Corriere dello Sport e gazzetta dello Sport. Il primo, di Roma, mette in risalto i continui striscioni e i cori di stampo razzista dei tifosi del Milan definendo il tutto come provocazione da affronto; il secondo, di Milano, nasconde il tutto facendo passare inosservato il problema. Prima un piccolo trafiletto, poi la totale eliminazione dopo nemmeno ventiquattro ore dopo quasi a dimostrare che la cronaca non va riportata ma omessa se dolorosa. Forse il primo ci andrà giù un po' pesante con piccoli periodi provocatori puntando il dito su Galliani e il fatto che fino ad oggi solo lui, in più di trent'anni, non è stato in grado di udire queste dimostrazioni di volgarità e ignoranza, ma il secondo si rivela a dir poco penoso nel nascondere un fatto che avvolge l'intero mondo pallonaro generando ripercussioni sul sociale solo per fare un favore a qualcuno   #cronacaadpersonam

 

Voto 1 – Al solito, inequivocabile, incorreggibile atteggiamento di Walter Mazzarri. Provinciale nel gioco e provinciale nel rapporto con i media. Dopo il rocambolesco pareggio in casa del Torino, l'ex tecnico di Napoli e Sampdoria non si presenta in conferenza stampa perchè nervoso dopo alcune decisioni arbitrali. Non è una novità poichè il tecnico di San Vincenzo ha spesso mostrato segni di nervosismo anche durante l'epopea partenopea: quando le cose vanno bene lui è sempre lì, in prima linea, sorriso beffardo e voglia di ribadire ogni concetto con quel pronome personale soggetto a lui tanto caro (IO), ma quando le cose non girano a suo piacimento si nasconde e volta le spalle a tutti compreso i suoi tifosi che magari avrebbero voluto chiedergli: "Mister, perchè sei difensori in linea e un mediano rinunciando anche al contropiede quanto il Torino si è riversato in avanti? Non era il caso di affrontare con più "coraggio" il finale provando a chiudere la gara invece di soffrire e farci schiacciare?". Cari tifosi interisti, per esperienza, a queste domande non ci sarà mai risposta, anzi, abituatevi a tali atteggiamenti                                 #noncambimai

 

Voto 0 – Alla confusione generata sui vari cori discriminatori. Facciamo un po' di chiarezza visto che tutto appare una sorta di fuggi fuggi generale senza pescare davvero il problema. Anche in occasione di Torino – Inter sono partiti cori contro Napoli e i suoi tifosi, ma attenzione a confondere il coro contro una squadra rivale, magari antipatica, e la discriminazione territoriale di stampo razzista. Cantare "Noi non siamo napoletani", parliamoci chiaramente

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