IL PAGELLONE DEL MERCATO DI GENNAIO

Gennaio è passato, ed ha lasciato il segno. C’è chi si è rinforzato, chi è rimasto uguale, chi si è indebolito. Poco tempo per rimediare, soprattutto poche soluzioni: resta il mercato dei poveri, quello degli svincolati al 30 giugno. Poi resterà solo il campo, giudice supremo e che deciderà chi ha operato bene e chi male. A giugno le sentenze definitive.10 al NAPOLI: e non c’è altro voto per la squadra che ha fatto ricco il calcio italiano. Milioni di euro investiti in acquisti che hanno fatto della squadra partenopea una vera e propria corazzata. Inutile spulciare almanacchi e archivi, una formazione di pari livello non si troverebbe nella storia della terza serie. Buono anche l’acquisto dell’allenatore (Reja per Ventura), ottime le operazioni della campagna acquisti, nessuna esclusa: squadra giovane e rinforzata da giocatori di categoria (Grava e Consonni), di qualità e prospettiva (Romito, Giubilato, Calaiò e Pià) o di provata affidabilità (Fontana) che non possono fare altro che regalare la B alla squadra di Marino e De Laurentiis. Intelligenti anche le cessioni, determinate dalla completezza di un organico che così come è messo, può camminare da solo. 9 alla REGGIANA: qualcuno ancora si domanda come faccia ad avere un simile distacco dal Rimini. La dirigenza ha chiarito in tempi non sospetti che l’obiettivo stagionale è quello di raggiungere i play-off, ma alcune operazioni effettuate (in estate ma anche in inverno) lasciano parecchi dubbi. La squadra era già altamente competitiva, ma l’arrivo di un attaccante giovane ma di alta qualità come Adeshina e le operazioni che hanno portato giocatori a scendere dalla serie B per rinforzare la Giordano-band (Teodorani, Stillo, Danucci) sono indicative in tal senso: la società vuole fortemente giocarsi ogni chance per provare il salto in serie cadetta. La squadra però non gira come dovrevbbe: è probabile che tutto questo porti ad intervenire sull’allenatore, qualora le cose non dovessero migliorare. Infatti, una sola risicata vittoria nel mese di gennaio è altamente insufficiente per puntare in alto. 8,5 al TERAMO: ancora una volta Romano Malavolta ha messo mano al portafoglio. C’era da aspettarselo, vista l’eccezionale rimonta operata dai ragazzi di Zecchini. Tutti i reparti sono stati rinforzati, a cominciare dalla difesa (Del Grosso e Panarelli), passando per il centrocampo (Scarchilli) per arrivare all’attacco (Sturba e Muratore). Sono questi solo i principali colpi messi a segno da Vincenzo Minguzzi, che ha operato bene sfruttando anche gli ottimi rapporti con la Roma. Gli abruzzesi, che già prima erano assai quadrati, possono puntare ad un posto al sole. 8 al PADOVA: un rinforzo per reparto basta e avanza per assicurarsi un campionato di alto livello, anche se per quanto fatto nel girone di andata, nemmeno le grandi firme del rooster patavino sono riuscite ad assicurare i play-off. Gente come Bianchi, De Franceschi e Ginestra è di un altro pianeta, e in C sono un lusso che in pochi possono permettersi. Ed una società che può permettersi di cedere senza rimpianti un bomber come Andrea Cecchini è "costretta" a lottare per i quartieri alti. Anche per questo, la panchina di Ulivieri è in pericolo. 7,5 al MARTINA: Mitri prima, Campolattano e Manca poi: tre ritorni che fanno della squadra di Trillini la maggior indiziata per una salvezza tranquilla. Il presidente Chiarelli ha preferito sacrificarsi economicamente piuttosto che vedere la sua squadra affondare. Il tecnico chiamato in Valle d’Itria per risollevare la squadra è bravo, e con questi giocatori non può fallire l’obiettivo. L’inversione di tendenza lontano dal "Tursi" è già un primo segnale positivo: il secondo è che sia Narciso che Da Silva, i pezzi da novanta, sono rimasti in Puglia. Davvero un mercato coi fiocchi. 7 a RIMINI e AVELLINO: quando si hanno squadre forti, l’importante è non smantellarle. Nessun movimento di rilievo per la capolista, se non l’innesto in difesa di Federici; non ha stravolto la rosa neanche la squadra irpina, che ha sostanzialmente inserito Ametrano al posto di Morfù e ripreso Biancolino come attaccante da affiancare a Ghirardello. Platone è un giovane di sicuro avvenire. 7- al SORA: ha puntato sul cavallo di ritorno e sulla qualità di due elementi interessanti per cercare una salvezza difficile. Ma se i nomi sono Pasquale Luiso, Mea Vitali e Ghidini, Capuano può sentirsi più tranquillo. Di certo c’è che in difesa manca ancora qualcosa, e questo a lungo andare potrebbe rivelarsi un limite, visto anche il gran lavoro cui il pacchetto arretrato è chiamato per soddisfare il gioco voluto dal loro esigente tecnico. 6,5 alla SAMBENEDETTESE: acquisti buoni, ma le continue rivoluzioni non sempre pagano. Il consulente di mercato Vincenzo D’Ippolito ancora una volta ha cambiato volto alla prima linea, prendendo elementi giovani e di sicuro avvenire. Diverso è il discorso nelle altre zone del campo: a guardia dei pali è stato eletto subito Franco Mancini, il centrocampo è stato assestato con Leon (arrivato dalla serie A) e la difesa puntellata con Femiano. Basterà tutto ciò per arrivare tra le prime cinque? La concorrenza è molto dura. 6+ alla FERMANA: Giacomo Battaglioni è riuscito a resistere alla corte spietata di club di C e di B per i suoi gioielli. Di questi ha ceduto il solo Crocefisso Miglietta, promesso sposo dell’Ancona. In compenso, Cari ha di che sorridere, visto che gli arrivi di Bisello Ragno per la difesa e di Scarlato per il centrocampo non fanno altro che rinforzare una squadra giovane e che sta ritrovando la giusta via per navigare a vista dalla zona rossa, il che è solo obiettivo che si può chiedere ai marchigiani. 6 alla SPAL: mezza rivoluzione invernale scandita da due fasi. La prima di queste lasciava presupporre ad uno sfascio totale: solo cessioni, alcune di queste anche dolorose (si veda al paragrafetto sul Napoli, alla lettera "C" di Consonni…). Poi ecco gli arrivi: ottimi gli innesti a centrocampo (Cavallo e Apa), ma in difesa e in attacco si poteva fare qualcosina in più. Di certo, comunque, con questa squadra la salvezza non sembra essere in pericolo, e visto come si è messa la classifica, la formazione di Allegri non può aspirare a più di tanto. 6- al LANCIANO: i dirigenti frentani sono stati parecchio tempo a Milano per cercare di mettere a segno qualche operazione in entrata, ma hanno risolto alcune trattative anche in uscita. Gente che non trovava spazio, per la verità, ma la sensazione è che si contava, e parecchio, su quel Di Gennaro enfant prodige che poi la Lega ha dichiarato di proprietà del Ferentino. La stasi invernale tornerà a vantaggio del club quando si tratterà di discutere il bilancio, ma di certo un innesto di qualità avrebbe sospinto maggiormente una squadra che sogna i play-off ma che non riesce a trovare la giusta continuità di rendimento. 5,5 al FOGGIA: ci si aspettava molto di più, ed il tanto acclamato "botto" non c’è stato. Difficile in queste condizioni portare avanti una rimonta già improbabile per la situazione di classifica, in ogni caso gli elementi presi per centrocampo e attacco (Greco su tutti) garantiranno senza problemi la salvezza ad un gruppo guidato male nella prima parte di stagione e che con Morgia ha ritrovato una guida sicura cui affidare le proprie ambizioni di rilancio. 5+ al GIULIANOVA: pesa come un macigno la cessione di Cozzolino, che Corvino (come ci aveva anticipato) si è assicurato prontamente dopo la partenza di Bojinov verso Firenze. L’asfittica prima linea abruzzese sarà potenziata da Memmo, ricevuto dal Frosinone, mentre nei restanti reparti non ci sono sostanziali novità se non la disponibilità di un centrocampista, Ranalli, che dopo eccellenti prestazioni con la maglia del Lanciano sembrava essersi perso negli ultimissimi anni. Se l’Abruzzo lo rilancerà, il Giulianova avrà qualche speranza in più di salvarsi senza passare per astruse lotterie. 5 al CITTADELLA: qualche scambio e nulla più, quasi immobile la squadra patavina sul mercato. Si va avanti con le forze che si hanno, ma di certo il gruppo con il quale Rolando Maran lavora da un po’ di tempo sarà costretto a faticare per salvarsi, e in questi termini va messo in preventivo un eventuale passaggio per i play-out. Dalla cintola in su, il Citta è abbastanza coperto, ma per il resto non si possono dormire sonni tranquilli. 4,5 alla VIS PESARO: una serie di operazioni di contorno, ma è al solo Pietro Parente che la Vis Pesaro ha affidato le speranze di salvezza dopo il mercato di gennaio. Il direttore Giusti ha operato una mezza rivoluzione, dando via anche gente che nella prima parte della stagione aveva fatto buone cose con Lorenzini prima e Piccioni poi. E’ proprio all’attuale mister che spetta un compito non facile: friggere il pesce con l’acqua e cercare di evitare un ultimo posto che giornata dopo giornata assume sempre più i contorni di un’inevitabile realtà. 4 al BENEVENTO: Spatola ha stretto i cordoni della borsa e per fare cassa ha ceduto Di Nardo al Frosinone. Il presidente è con l’acqua alla gola, è la sensazione è che se non succederanno fatti nuovi, il Benevento quando la Covisoc busserà alla porta non avrà vita facile. Peccati anche di ordine gestionale: gli stipendi non vengono pagati da settembre ma il club dovrà farsi carico dell’ingaggio di un altro tecnico dopo il licenziamento di Corrado Benedetti. In tutto questo caos, è in discussione anche la salvezza sul campo, con la zona play-out che è ad un passo. 3 al CHIETI: Franco Berardi è arrivato in Abruzzo spinto dalla tanta pubblicità di una sua "holding di squadre di calcio". Ha promesso di rinforzare la squadra, ma dopo Romito è partito anche Rajcic. In entrata sono arrivati tre giocatori dal passato importante ma dal Chiari (serie D, altra squadra di Berardi), Serao dal Novara e Saverino dal Venezia. Per salvarsi, la squadra di Donati (che nel girone di andata ha fatto miracoli) ha bisogno di ben altro. A Chieti, comunque, considerano già una vittoria essersi liberati da Buccilli, sempre che Berardi entro il 15 del mese si faccia carico delle fideiussioni…

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