IL NUOVO NAPOLI RICOMINCIA DA CINQUE

IL NUOVO NAPOLI RICOMINCIA DA CINQUE src=

NAPOLI (4-2-3-1) I TEMPO: Rafael; Zuniga, Cannavaro, Gamberini, Dossena,; Behrami, Dzemaili; Bariti, Pandev, Insigne; Calaiò.

II TEMPO: Colombo (76’ Sepe); Mesto, Fernandez (76’ Uvini), Britos, Armero; Inler, Radosevic (76’ Donadel); Callejón, Hamsik, Vitale (76’ Tutino); Novothny. All. Benitez.

FERALPI SALO’ (4-5-1): Branduani; Tantardini (63’ Broli), Dell’Orco (58’ Rosato), Cittadino (68’ Ghiglia), Leonarduzzi; Carboni, Bracaletti (63’ Rovelli), Milani, Miracoli, Pinardi (cap.); Mansura (63’ Bartoli). (Bolognino, Corrado, Giardini, Cogliati). All.Scienza.

Marcatori: 16’ Calaiò (N), 19’ Bariti (N), 35’ Calaiò (N), 39’ Dzemaili (N), 47’ rigore Pinardi (FS), 88’ Novothny (N).

Prima tempo al fulmicotone, ripresa alla camomilla: grosso modo si può riassumere così la prima uscita stagionale del Napoli targato Rafa Benitez. Ma la volontà e l’impegno ci sono, il desiderio di fare bene anche. E la filosofia calcistica del top coach iberico s’è mostrata ai tremila tifosi azzurri presenti a Dimaro, anche se timidamente. Nel primo XI dell’era Benitez, c’è qualche volto che, presto o tardi, potrebbe non fare parte del gruppo azzurro; a cominciare da Calaiò, alla testa dell’attacco, passando per Dossena e Zuniga, a forte rischio partenza; di più l’ex Liverpool, tornato dal prestito al Palermo, e non mancano ironie sul colombiano (“e Zuniga è juventino”, canterà qualcuno tra la folla durante il match). Al posto di De Sanctis, oramai prossimo ad approdare alla Roma, c’è il promettente Rafael. In mediana i due svizzeri Behrami e Dzemaili, nel terzetto di trequartisti ci sono il giovane Bariti, Pandev e Insigne; Mertens è out per un problema muscolare, Callejon e Hamsik partono dalla panca, già carichi per la seconda frazione. Il Feralpi Salò, militante in Prima Divisione nella Lega Pro, è allenato dall’ex centrocampista di Reggina, Reggiana, Torino, Venezia e Piacenza Giuseppe Scienza. Fin dai primi minuti il ritmo è abbastanza alto, nonostante i carichi di lavoro dei primi giorni di Dimaro. Si mettono in evidenza proprio Bariti e Insigne, anche Pandev sembra abbastanza mobile e Calaiò prova a farsi vedere, come al 7’, quando viene imbeccato da Goran, ma si fa anticipare dalla difesa lombarda. Qualche minuto prima, al 4’, era stato Cannavaro a tentare di pescare Insigne con un lancio lungo, bloccato da Branduani. Il siciliano, chissà, vorrebbe convincere Benitez a puntare su di lui, visto che al 13’, al termine di un’azione in contropiede, si ritrova face-to-face col portiere, ma viene anticipato da Pinardi. L’appuntamento col goal è solo rimandato: al 16’, infatti, l’Arciere si fa trovare pronto allo stacco di testa vincente su angolo di Dzemaili. Tre minuti e c’è gloria anche per Bariti, che sfrutta un assist efficace di Behrami e batte nuovamente Branduani. In precedenza, era stato ancora Calaiò a impegnare l’estremo difensore avversario su punizione. E il Feralpi cosa fa? I ragazzi di Scienza menano come fabbri, ma in quanto ad azioni pericolose scarseggiano. Chi si rende pericoloso, invece, è Pandev: prima al 26’, con conclusione al volo al termine di un’azione ficcante costruita da Insigne e Dossena, con traversone di quest’ultimo (a lato di pochissimo!); poi, un minuto dopo, su punizione dal limite per fallo su Calaiò: Branduani stoppa. Segue il turno di Behrami: alla mezz’ora raccoglie una respinta del portiere bresciano su tiro di un Insigne e calcia dalla distanza, mandando a lato; dopodiché, tre minuti dopo, servito da Pandev manda alto. Al 35’ arriva la terza rete: iniziativa personale di Insigne, che s’invola e taglia per Pandev, il macedone effettua un pallonetto respinto da Branduani con un colpo di reni, ma sulla respinta Calaiò insacca lesto. E Lorenzinho ci mette lo zampino anche nella quarta segnatura, al 39’: il frattese va in fuga sulla sinistra e scarica per Dzemaili, il quale dal limite conclude di prima superando Branduani. Calaiò è in formissima: a due minuti dalla fine del primo tempo, con un bellissimo numero si libera del suo marcatore e centra per Insigne, ma il giovane partenopeo colpisce il palo sulla sua conclusione. Già buone cose, dunque, al termine della prima frazione; la mano del tecnico si vede, specie nel lavoro svolto da Bariti e Insigne, che si alternano sugli esterni e si accentrano in fase di possesso, andando a chiudere poi in fase passiva. Uniche note stonate: iniziali distrazioni della difesa (nulla di che) e, dopo la terza rete, un po’ di tensione sugli spalti, il cui motivo è inspiegabile.

A inizio ripresa, Benitez cambia le carte in tavola: ecco Hamsik e Callejon, affiancati da Vitale nell’inedita posizione di trequartista, alle spalle dell’unica punta Novothny; Inler spalleggia Radosevic in mediana, come Fernandez Britos in difesa; Mesto e Armero agiscono sulle fasce, in porta c’è Colombo. Ed è proprio l’estremo difensore, due minuti dopo la ripresa del gioco, a rendersi protagonista di un’entrata killer ai danni del neoentrato Corrado, conseguente a un’incomprensione tra lui e Fernandez: è rigore, e Pinardi non fallisce dal dischetto. Incidente di percorso. La gente è curiosa di vedere all’opera Callejon, e l’ex madridista si presenta con un bel tiro su invito di Novothny, respinto da Branduani. Si fa vedere anche Radosevic, al 53’: la sua conclusione dal limite si spegne a lato. Arriva più vicino alla rete Armero, 4 minuti dopo, dalla distanza: la palla è mirata all’incrocio dei pali, ma finisce di poco alta. Dopo queste gherminelle, non accade molto altro; Novothny quasi non si vede, il primo Hamsik versione ’13-’14 predica nel deserto, pur seminando lo scompiglio strada facendo, Vitale si propone, ma non trova spazi: i giusti ingredienti per un secondo tempo soporifero, nel quale Armero e Mesto provano a combinare qualcosa di buono. L’ex reggino, al 65’, imbrocca il cross buono per Fernandez, il Pajaro ci arriva di testa ma manda a lato. Nei minuti successivi non accade praticamente nulla: molta accademia, ritmi ancora più lenti, qualche errore in fase d’impostazione della manovra. E’ chiaro che in questa fase del precampionato, con la preparazione appena agli inizi, la condizione fisica dei giocatori sia carente; a ciò, però, va aggiunta anche la mancanza di un’intesa che Don Rafael costruirà nel tempo. Quando al match non manca molto, l’allenatore spagnolo concede un po’ di spazio anche agli altri: Sepe prende il posto di Colombo; Donadel (se ne va o no? Boh… ) rileva Radosevic; Uvini, interprete per un giorno (di Rafael), dà il cambio a Fernandez e Tutino sostituisce Vitale, non proprio a suo agio in un ruolo non suo. A parte qualche timidissimo spunto, non succede più niente fino all’88’: Tutino da sinistra suggerisce per Hamsik, lo slovacco con un numero si libera nello stretto e batte a rete, Branduani smorza, ma Novothny s’avventa sulla sfera e la depone in rete. The end, tutti sotto la doccia: la prima uscita ufficiale di Benitez finisce qui. E’ un Napoli a due facce o quasi, d’accordo, ma affinché il mister edifichi il Ciuccio a sua immagine e somiglianza ci vuole ancora tempo e pazienza. La mano del maestro, però, già si vede, nei movimenti come nel tipo di gioco proposto. E’ già qualcosa.

Translate »