IL NAPOLI E CAVANI SCHIANTANO IL MILAN: 3-1!
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Inler, Dossena (78’ Zuniga), Hamsik (65’ Dzemaili), Lavezzi (82’ Pandev), Cavani. All: Mazzarri.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati, Abate, Nesta, Thiago Silva, Bonera (66’ Antonini), Nocerino, Van Bommel (66’ Emanuelson), Seedorf, Aquilani (77’ El Shaarawy), Pato, Cassano. All: Allegri.
ARBITRO: Tagliavento
RETI: 12’ Aquilani, 14’ e 36’ e 51' Cavani
AMMONITI: 24’ Nocerino, 54’ Pato, 62’ Aronica e Nesta, 73’ Gargano e Cavani, 76’ Antonini
RECUPERO: 1’ p.t. – 3’ s.t.
NOTE: 60.000 spettatori al San Paolo, serata calda.
Questa volta ha vinto Mazzarri, e gli azzurri spaventano il campionato. Eh si, perché quando finiscono gli aggettivi, è probabile che si stia parlando del suo Napoli. E stavolta ad accorgersene è stato Massimiliano Allegri: per il Milan la partita sembrava essere in discesa dopo appena 12 minuti. Poi è salito in cattedra il Matador, e allora son stati dolori e i rossoneri sono usciti da Fuorigrotta con le ossa rotte: 3 reti per lo straordinario attaccante uruguaiano, con una città e uno stadio in delirio.
LA PARTITA – Pronti via, e il Napoli regala subito ai 60.000 del San Paolo la spiacevole sensazione di essere un po’ imbambolato: il Milan prende in pugno la partita e il possesso di palla, costringendo gli azzurri, insolitamente timidi, sulla difensiva. Superiorità che al 12’ si concretizza nel vantaggio: Cassano si invola sulla destra, mette al centro per Aquilani che con uno splendido colpo di testa dal centro dell’area trafigge all’incrocio alto De Sanctis. Gelo al San Paolo, ma giusto il tempo di un paio di giri d’orologio e Cavani rimette subito le cose in pari: minuto 14, punizione di Lavezzi defilato, traversone al centro per Maggio che svetta di testa servendo Cavani defilato sulla destra, che quasi da fermo punisce con una staffilata Abbiati. 1-1 e partita che ora cresce di ritmo regalando maggiori emozioni. Il Napoli continua a soffrire le accelerazioni di Pato, che in più di un’occasione gli azzurri sono costretti a fermare con le cattive. Lavezzi dal canto suo prova a rompere gli equilibri con le solite fiammate, e prima al 23’ poi al 25’ Hamsik e Cavani ci provano da lontano con scarsa fortuna e precisione. Gli uomini di Mazzarri salgono in cattedra e cominciano a farsi sentire con insistenza, finché al 36’ arriva il raddoppio: grande discesa di Gargano per vie centrali che crea la superiorità numerica, El Mota appena giunto nei sedici metri serve Cavani sulla sinistra e il Matador insacca con un preciso colpo di prima. Napoli in vantaggio e San Paolo festante che acclama l’attaccante uruguaiano. C’è anche il tempo per un miracolo di De Sanctis al 39’ che chiude la strada della rete di nuovo ad Aquilani, deviando con un gesto felino una conclusione a botta sicura dell’ex romanista.
Nella ripresa il Napoli scende in campo con l’intenzione di non regalare quagli spazi ai rossoneri che nel primo tempo avevano provocato qualche apprensione di troppo. Gli azzurri sono pimpanti e mostrano di voler chiudere la partita: al 46’ ci prova Hamsik, ma il suo tiro da fuori è completamente fuori bersaglio. Il terzo gol arriva pochi minuti più tardi: un cross dalla destra è respinto da un difensore rossonero proprio dalle parti dell’onnipresente Cavani, che colpisce al volo senza lasciare scampo ad Abbiati. Tripudio azzurro e dell’uruguaiano, che al termine della sfida porterà a casa per l’ennesima volta il pallone di una splendida tripletta. Il Milan ci prova con le simulazioni, ma un Tagliavento di sicura personalità non si fa ingannare e punisce Pato con il giallo. Al 60’ i rossoneri provano a rientrare in partita con una conclusione dello stesso brasiliano servito da Abate, ma De Sanctis neutralizza senza intoppi. Il Napoli gestisce la partita con carattere: Inler spadroneggia a centrocampo, Gargano ritrova smalto rinvigorito dalla presenza in campo dello stesso svizzero, Maggio si prodiga con rendimento eccezionale nelle due fasi. Dzemaili subentra ad Hamsik, e il centrocampista ex Parma sfiora il gol in due occasioni: prima con un tiro da fuori che fa la barba al palo alla destra di Abbiati, poi mandando alle stelle un buon assist di Pandev, entrato in campo al posto di un Lavezzi autore di una buona prestazione nonostante i problemi fisici. Il Milan non punge più, e al San Paolo arriva il triplice fischio di Tagliavento tra gli “olè”. E l’immancabile “surdato ‘nnammurato”.
