IL GENOA HA UN MILITO IN PIU’ PER IL NAPOLI ARRIVA LA PRIMA SCONFITTA IN CAMPIONATO

Genoa (3-4-3): Rubinho, Papasthatopoulos, Biava, Criscito, Rossi, Mesto, Modesto  (34' pt Bocchetti), Juric, Sculli (35'  st Vanden Borre), Milito, Palladino (32' Jankovic). A disp. Scarpi, Roman, Brivio, , Perelli. All. Gasperini

Napoli (3-5-2): Gianello, Santacroce (1' st Contini), Rinaudo, Aronica, Maggio, Pazienza (29' st Montervino), Gargano, Hamsik, Mannini (22' st Pià), Denis, Lavezzi. A disp. Navarro, Cannavaro, Blasi, Zalayeta. All. Reja

Arbitro: Dondarini di Finale Emilia

Marcatori: 1' pt Lavezzi (N), 44' pt Papasthatopoulos (G), 7' st Palladino (G), 28' st Milito (G), 30' st Denis (N)

Note: espulsi al 10' st Rossi (G) per fallo da ultimo uomo e al 45' st Papasthatopoulos per doppia ammonizione.

Ammoniti: Sculli, Santacroce, Hamsik.

Recupero: 2’pt, 5’st

Il Napoli perde la sua imbattibilità in campionato facendosi fermare dal Genoa per 3-2 al termine di una partita al dir poco rocambolesca. Tante le emozioni al Ferraris: gol, due espulsioni e tanto spettacolo per una partita che ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi di entrambe le tifoserie fino all’ultimo secondo. Una sconfitta, comunque, che non può non lasciare l’amaro in bocca ai ragazzi di Reja. La squadra ha confermato il buon stato di forma ma ha continuato a palesare amnesia difensive a dir poco preoccupanti. La sosta arriva in un momento quanto mai opportuno per gli azzurri che avranno tempo per ricaricare le energie dopo un inizio di campionato che resta comunque ottimo. 

Reja cambia ancora e rispetto alla gara di Lisbona, inserisce Santacroce e Aronica al posto di Cannavaro e Contini; Pazienza e Mannini vanno a prendere i posti rispettivamente di Blasi e Vitale; in attacco Denis va a fare coppia con Lavezzi. Gasperini, dal canto suo, è costretto a rinunciare tra squalifiche e infortuni a ben sette calciatori. Il tecnico del Genoa, che non ha mai perso contro Reja, non rinuncia al suo tridente superoffensivo formato dal principe Milito al centro, con ai suoi lati Sculli e Palladino.

Pronti, via e il Napoli va subito in vantaggio. Lavezzi è bravissimo ad inserirsi tra Biava e Criscito e a scaricare in rete un tiro rabbioso sul quale nulla può Rubinho. Gli azzurri possono così giocare come sanno. Approfittando anche della disposizione tattica del Genoa che lascia delle vere e proprie praterie agli azzurri. Ottima la diga in mezzo al campo formata da Gargano e Pazienza. L’ex calciatore della Fiorentina, in particolare, non fa rimpiangere assolutamente Blasi recuperando un numero sproporzionato di palloni nella prima frazione di gioco. Il Genoa, colpito a freddo dal gol del Pocho, prova a reagire ma gli attaccanti rossoblu non pungono. Al 17’ Dondarini concede solo una punizione al Napoli per un fallo di mano di Criscito avvenuto chiaramente in area di rigore. Inutili le proteste azzurre. La compagine di Reja, comunque, è la bella copia di quella vista a Lisbona. La squadra partenopea si difende con ordine e riparte in velocità. Rubinho sala in cattedra respingendo un colpo di testa a botta sicura di Denis e poi controllando con lo sguardo una girata sempre dell’ex attaccante dell’Independiente che sorvola di poco la traversa. Gasperini capisce che qualcosa non va. Il Genoa così comincia a dare maggiore sostanza alla sua manovra approfittando anche della fisiologica stanchezza del Napoli dopo le fatiche di coppa. Un campanella d’allarme suona quando il direttore di gara annulla giustamente un gol a Milito per fuorigioco (39’). Ma è solo la prova generale del pareggio che arriva allo scadere della prima frazione di gioco grazie al greco Papasthatopoulos, ravo a difendere palla su Santacroce e a fulminare Gianello con un preciso diagonale.

Comincia la ripresa e il Genoa trova subito in vantaggio. Milito, autore di una prova strepitosa, protegge bene palla dall’attacco di Rinaudo; Aronica va in raddoppio dimenticandosi di Palladino, la palla così arriva all’attaccante di Mugnano che davanti a Gianello non può sbagliare (51’). Lavezzi allora decide di fare tutto da solo. Il Pocho dribbla tutto e tutti tanto che Rossi non può far altro che aggrapparsi all’argentino. Dondarini giudica l’azione come chiara occasione da rete ed espelle il tornate rossoblu. Nonostante l’inferiorità numerica è ancora il Genoa a rendersi pericoloso sempre con il suo bomber Milito. In un primo momento Rinaudo è bravo ad anticiparlo su una bella girata (73’); l’ex difensore del Palermo, però, perde completamente la marcatura sull’azione successiva e Milito di testa fa 3-1. Il Napoli si butta a capofitto in attacco e accorcia subito le distanze grazie a Denis, bravo a girare in rete un perfetto assist del neo entrato Pià dalla destra (75’). A questo punto saltano tutti gli schemi: la partita diventa un continuo ribaltamento di fronte. Il Genoa resta in 9 per l’espulsione di Papasthatopoulos  – per doppia ammonizione – dopo un brutto fallo su Lavezzi. L’ultima opportunità capita sulla testa di Denis ma Rubinho è ancora eccezionale nel respingere il bellissimo colpo di testa del centravanti azzurro (93’).

Dopo la sosta il Napoli affronta la Juve che, con la sconfitta interna con il Palermo, ha perso come gli azzurri l’imbattibilità in campionato. Per gli azzurri, dunque, subito la possibilità del riscatto: battere la Vecchia Signora e confermare le proprie ambizioni di alta classifica.

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