IL DIAVOLO NEL DESTINO

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Dici Hamsik e pensi al ciuffo. Quel ciuffo spavaldo che da tre anni è croce e delizia dei tifosi azzurri. Sin dal primo anno di Napoli si era capito che quel giovanotto slovacco era un campioncino in erba. Certo, a volte tende ad estraniarsi troppo dal gioco, ma quando vuole sa essere decisivo. Non per niente è il capitano della sua nazionale che, per la prima volta nella sua storia, disputerà la fase finale di un mondiale. La consacrazione Marekiaro l’ha avuta proprio contro il Milan, l’11 maggio di un anno fa: prese palla a Gattuso e s’involò per settanta metri, prima di depositare il pallone alle spalle di Kalac. Risultato: rossoneri fuori dalla Champions. E proprio contro il Milan, questa volta a San Siro, dovette subire lo scorso anno le intimidazioni del guappo calabrese – bramoso di vendetta –, che lo portarono poi a disputare un campionato senza infamia e senza lode, soprattutto lontano dal San Paolo. Adesso Hamsik è più maturo. Presto sarà papà. In campo con Mazzarri sembra un altro: più autoritario, più incisivo, più cazzuto. Si riparte dal Milan. Gattuso non ci sarà, ma lui si. Peccato. Lo scorso anno gli annullarono un gol regolare. Adesso, c’è da giurarci, vorrà rifarsi. Se Parnassus voleva ingannare il diavolo, lui quantomeno lo vuole trafiggere. A colpi di ciuffo, magari. 

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