IL DERBY DEL SUD

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Nella “ Milano del sud “, il bilancio fra le formazioni meridionali che vantano il maggior numero di partecipazioni nella massima serie, il bilancio è in perfetta parità : dieci vittorie a testa, contornate da nove pareggi, per un totale di 29 incontri complessivi, dei quali appena cinque ( e tre negli ultimi anni ) sono stati disputati in serie B. Addirittura, nella stagione 1945 –’46 nell’ Italia appena uscita disastrata dalla seconda guerra mondiale, il match si disputò per due volte, dato che erano previsti prima di arrivare al girone finale, la configurazione di un torneo destinato alle compagini dell’ Italia del centro – nord, ed uno per le squadre del centro – sud, nel quale naturalmente presenziavano Napoli e Bari, che, arrivate appaiate al primo posto a quota 28, vennero di conseguenza ammesse alla seconda fase. Dapprima il Bari s’ impose per 2 –1 il 28 ottobre 1945, poi il 5 maggio 1946 l’ incontro si concluse sul 2 –2, con primo gol del Bari realizzato da Tommaso Maestrelli, tecnico della Lazio campione d’ Italia 1974, prematuramente scomparso a causa di una grave malattia appena due anni dopo.

Il primo confronto in assoluto fra gli azzurri e i “ galletti “ pugliesi registra la data del 21 –2- 1932, con il Napoli che uscì  vincitore per 2 –0, grazie alle reti nella ripresa della coppia principe dell’ attacco napoletano anni ’30 : Antonio Vojak e Attila Sallustro. I due si ripeterono anche il 13 di novembre sempre di quel 1932 in nuovo successo ottenuto stavolta per 4 –2, con Vojak implacabile per due volte dal dischetto, mentre Sallustro andò a rete su azione nel secondo tempo. Dopo un pareggio per 0 –0 ( 17 –11 – 1935 ), il Bari vince finalmente le prime partite il 6 –12 –1936 e il 2 gennaio del 1938 sempre con il punteggio di 3 –1, conquistando di nuovo l’ intera posta in palio anche il 17 –9 – 1939 per 1 –0, dopo l’ intermezzo di un altro risultato di parità nel 1938 –’39 ( 1 –1 ). Nella stagione che vede il Bari retrocedere ( 1940 –’41 ), il Napoli ottiene il suo più grosso successo in terra di Puglia imponendosi per 4 –0, con una doppietta di Butani. Detto del campionato 1945 –’46, l’ otto dicembre 1946 il Bari torna al successo per 1 –0 grazie ad un gol di Carlini ottenuto a cinque minuti dal termine. Questa gara sarà ricordata in seguito per essere stata la prima ( di una lunghissima serie ) commentata alla radio dal celebre radio – telecronista Nando Martellini ( ricordate il suo campioni del mondo del 1982 ? ).

Ancora una vittoria barese nel 1947 – ’48 ( 2 –1 ), e la striscia degli incontri subisce uno stop di dieci anni, ripresentandosi il 2 giugno 1959 ( 0 –0 ). Nell’ 1 –1 del  primo maggio 1960 c’ è la firma  per gli azzurri di Beniamino Di Giacomo detto “ il bersagliere “ nell’ 1 –1 finale. Poi altre tre vittorie baresi, la prima in A ( 1 –0 il 16 – 4 – 1961 ) nel campionato che vide il Napoli retrocedere in B per la terza volta nella sua storia, la seconda e la terza in B ( 1 –0 il 18 –3 –1962 e 2 –1 il 24 – 1 – 1965 ), in due stagioni che però alla fine videro il Napoli salire nella massima serie, ed il Bari rimanere fra i “ cadetti “. Il 28 settembre 1969 Bari -. Napoli si rigioca, prima di un lungo oblio, nuovamente in serie A in un match programmato per la terza giornata, e finisce a reti inviolate da una parte e dall’ altra. Il Bari, allenato da Oronzo Pugliese detto “ il Mago di Turi “ a fine stagione retrocede, e passeranno la bellezza di quindici anni prima che nella Città del “ Petruzzelli “ gli sportivi baresi possano rivedere all’ opera  i propri beniamini calcare i campi della massima serie.

Ciò accade nel campionato 1985 – ’86, e il calendario mette in programma l’ incontro con il Napoli di Maradona  e Giordano il primo giorno di dicembre del 1985. Diego però, espulso la Domenica prima in casa contro l’ Udinese è squalificato, complicazione che si accentua dopo soli tre minuti di gioco a causa del gol messo a segno da Antonio Sola, tenace mediano milanese di nascita che la stagione seguente vivrà passando al Napoli in prima persona la favola del primo scudetto azzurro. Ma, sfortunatamente per il Bari, quel pomeriggio si scatenò Bruno Giordano, che con una doppietta di pregevole fattura capovolse il punteggio per l’ 1 –2 finale. Dopo tre anni il Bari torna in A, e mette in seria difficoltà un  Napoli ancora frastornato dalla batosta rimediata in coppa Uefa ( 5 –1 contro il Werder Brema ) appena quattro giorni prima, con un gol di Paolo Monelli ( che controllò la palla con il braccio ) realizzato dopo soli sette minuti. Nel disperato assalto finale, ci volle una straordinaria prodezza di Diego per raddrizzare la situazione per l’ 1 –1 finale siglato di testa in tuffo da Andrea Carnevale. Il “ Pibe de oro “ fu capace di rovesciare un pallone in area palleggiando in un fazzoletto di terreno chiuso nell’ angolo da tre difensori baresi. Fu un altro passo importante nella strada del 2° scudetto.

Grigio pareggio per 0 –0 invece nel campionato seguente ( 11 –11 – 1990 ), mentre il 12 aprile 1992 il Napoli, con un fantastico Zola ridusse al lumicino le residue speranze baresi di evitare una nuova retrocessione. Segnò per  primo su rigore nel primo tempo l’ inglese Platt, ma nella ripresa il fantasista sardo dopo soli dieci minuti aveva già capovolto la situazione con una doppietta personale. Con i pugliesi ormai in disarmo, fu gioco facile per Alemao ( alla sua ultima stagione partenopea ) mettere a segno la rete che mise il punto esclamatico sul match, per l’ 1 –3 finale. Il Bari disputa altre due stagioni in A dal 1994 al 1996, ed in entrambe le circostanze le gare terminano in parità per 1 –1, seguendo l’ identica dinamica : Bari prima in vantaggio ( Tovalieri il 19- 3 1995 e Protti il 27 agosto dello stesso anno ) ed azzurri in rimonta. Nel primo caso grazie ad un autogol del portiere Fontana ( sì proprio lui, quello attuale del Palermo di Guidolin ), nel secondo grazie ad una punizione di Andrè Cruz, il libero brasiliano forse più valido in attacco che in difesa. Il Bari torna in A nel 1997 –’98, proprio quando il Napoli retrocede dopo la bellezza di trentatré anni, e s’ impone pur senza incantare per 2 –0 il 25 gennaio 1998 ( Marcolini e Sala ). Malinconicamente, nel 2000 –2001 Napoli e Bari scendono a braccetto in B, ed a nulla servì agli azzurri il gol decisivo di Marek Jankulovsky sabato 14 aprile 2001 a tre minuti dal termine, che sancì l’ 1 –0 finale su un terreno inzuppato di pioggia. Le due squadre di rincontrano in B nell’ anno successivo fino al 2004, ed il bilancio recente parla a favore degli azzurri, che s’ impongono sempre per 1 –0 il 4 –11 – 2001 ed il 28 –9 – 2002, prima con un gol di Magoni, e poi con un gol del talentuoso ma incostante fantasista svizzero Sesa. L’ ultimo confronto porta la data del giorno della befana del 2004, e quel giorno terminò senza vinti né vincitori ( 0 –0 ). Ora, tocca a Reja ed ai suoi portare le statistiche dalla parte giusta…         

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