IL CONSIGLIO DI STATO FA SPERARE IL NAPOLI

La palla torna al centro, gli avvocati del Napoli vanno in gol. Vantaggio annullato tre volte, ma la moviola ha dimostrato come la terza rete, quella messa a segno sotto gli occhi dei giudici del Consiglio di Stato, fosse regolare. Gli stessi giudici di Palazzo Spada hanno ordinato alla Federcalcio di "depositare apposita relazione in ordine agli accertamenti circa le discordanze dal vero dell’autocertificazione di regolarità contributiva di Pescara e Vicenza". Figc pescata in fuorigioco dopo aver disatteso alla precedente ordinanza che "suggeriva" e non "ordinava". Carraro ha sette giorni di tempo, stavolta termine perentorio, per trasmettere la relazione sugli esiti degli accertamenti. Da Via Allegri fanno sapere che "il tutto verrà fatto secondo quanto disposto dall’Ordinanza del Consiglio di Stato", e precisano che "in data 16 agosto la Procura Federale è stata investita della questione" dopo aver ricevuto gli incartamenti sulle due società. Mittente, Franco Carraro. Mercoledì 24 agosto in Figc è in programma un nuovo Consiglio Federale. Si parlerà inevitabilmente di quanto disposto dal supremo organo della giustizia amministrativa, che mette sulla graticola il Pescara ma soprattutto la stessa Federcalcio. Parallelamente, da un momento all’altro potrebbe scattare il deferimento alla Commissione Disciplinare del club abruzzese, con l’accusa di illecito amministrativo. Il Codice di giustizia sportiva punisce tale illecito con una pena che va dalla semplice ammenda con penalizzazione di punti in classifica fino all’esclusione dal campionato di appartenenza. Dopo la notifica del deferimento, i tempi sono brevi: entro cinque giorni si può avere il giudizio della Disciplinare, appellabile alla Caf. I tempi della giustizia, tuttavia, non corrispondono a quelli del calcio giocato, che ha programmato l’inizio della prossima stagione sportiva per sabato 27 (serie B) e domenica 28 agosto (serie A e C). La Camera del Consiglio di Stato è in programma il 30 agosto, e se dovesse scattare il deferimento per Pescara o Vicenza, i tempi sarebbero ancora più lunghi. Anche a campionato iniziato, tuttavia, i provvedimenti dei giudici sportivi ed ordinari potrebbero avere un effetto retroattivo. Il caso-Pro Vasto (2004) è emblematico. Lo scorso anno la società abruzzese risultò essere la prima delle non ripescate in C2. Domenica 29 agosto giocò regolarmente la prima giornata del campionato di serie D, contro il Venafro (0-1). Il 7 settembre, il Tar del Lazio accolse i ricorsi di Fidelis Andria e Palazzolo rispettivamente contro Como e Viterbo Calcio. Il Consiglio Federale, senza aspettare il giudizio del Consiglio di Stato, cancellò le due società bocciate e ripescò l’Andria in C1 e la Pro Vasto in C2 al posto dei pugliesi. L’11 settembre i giudici di Palazzo Spada ribaltarono i verdetti dei colleghi di Roma, e la Figc fu costretta ad iscrivere Como in C1 e Viterbo in C2, senza poter ricacciare l’Andria in C2 e la Pro Vasto in D, che forti di una ratifica della Federcalcio si trovavano in una botte di ferro. Finalino: serie C1-A a 19 squadre e serie C2-B a 20 (un accordo con la curatela fallimentare rispedì nel calcio professionistico anche la nuova Ancona). Al posto della Pro Vasto in serie D fu ripescato il Calangianus, ed il Comitato Interregionale annullò il risultato di Pro Vasto-Venafro, disponendo il recupero di Calangianus-Venafro entro il mese successivo. La Lega di C rinviò Pro Vasto-Rosetana, in programma il giorno 12 settembre (i campionati di terza serie erano slittati dal 29 agosto al 12), gara che fu poi recuperata mercoledì 22. Il Consiglio di Stato non potrà escludere il Pescara dalla B né disporre l’iscrizione del Napoli in B, ma potrà ordinare alla Figc di procedere contro il club adriatico se, valutato il dossier ricevuto dalla Federazione, rileverà inadempienze. Tuttavia, secondo una prassi già seguita per il caso-Como, fino a quel momento i campionati non dovrebbero partire, in attesa del giudizio di un organo riconosciuto dallo sport per risolvere tutti i casi inerenti ad iscrizioni ed esclusioni. Se infatti a Palazzo Spada accerteranno le dichiarazioni falsi e mendaci di Pescara e Vicenza a campionato già iniziato, la Federcalcio potrebbe limitarsi a punire i club con una forte penalizzazione da scontare durante il campionato, senza procedere al ripescaggio del Napoli, legittimato in quel caso a chiedere un forte risarcimento danni. Diversamente, con campionati e calendari congelati in attesa del giudizio dell’ultimo organo di giustizia deputato a dirimere le controversie giuridiche in tale ambito, una serie B a 23 squadre sarebbe molto probabile. Se però la Procura Federale aspetterà il giudizio del Consiglio di Stato prima di deferire Pescara e Vicenza, i tempi si allungherebbero troppo ed il tutto si complicherebbe. Quel che è certo è che i legali del Napoli non vogliono ferire colpo senza motivo: a nessuno di loro interesserebbe vedere un Pescara penalizzato in B con un Napoli in C1. E’ per questo che la Figc potrà valutare la possibilità di una transazione (serie B a 23 squadre dietro il ritiro del ricorso), ma questa ipotesi difficilmente verrà presa in considerazione, a meno che qualcuno non ordini il blocco dei calendari. Ma la riammissione del Napoli in serie cadetta costringerebbe Carraro a ripescare, di conseguenza, il Giugliano in C1 ed il Voghera in C2, stravolgendo i calendari ed i gironi di C. Sarebbe il caos, che non piacerebbe a nessuno, neanche al Governo che starebbe pensando di intervenire come nell’agosto del 2003. Ed il Coni, in seguito all’esposto presentato dal Bologna, sta valutando il caso-Reggina. Se verrà accertata l’inadempienza di Reggina e Pescara e, di conseguenza, i torti subiti da Bologna e Napoli (pronte a chiedere un risarcimento danni di 50 milioni di euro), il commissariamento della Federcalcio sarebbe cosa inevitabile. E fra tanti dubbi emergono due certezze. La prima è che il Como dice addio alla C2, dopo che il Consiglio di Stato ne ha respinto il ricorso. Macalli, dopo aver atteso, procederà al ripescaggio di Biellese o Fano e alla composizione dei gironi di C2. La seconda è che il Genoa giocherà in C1. Anche il giudice del tribunale cittadino, Alvaro Vigotti, ha ammesso che la giurisdizione di competenza è quella del Tar del Lazio. Davanti al Tribunale Amministrativo della Regione Lazio, infine, è fissata per il giorno 1 settembre l’udienza per il ricorso presentato da Prato e Lodigiani, che dopo il "no" del Coni chiedono alla giustizia amministrativa la disapplicazione della norma che in serie C esclude dai ripescaggi le società che ne abbiano già usufruito negli ultimi cinque anni. L’estate è tutt’altro che finita.

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