IL BALUARDO E IL PIPITA, VITTORIA ARGENTINA

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Dopo l'amaro giovedì di Europa League, altra prestazione opaca del Napoli in campionato, sicuramente in calo rispetto alla squadra vista qualche settimana fa. Questa volta però i pali fermano il Toro ed Higuain, con ritrovato cinismo, pesca la zampata allo scadere, approfittando di un infortunio di Glik che inciampa e gli lascia via libera. Gli azzurri conquistano tre punti importantissimi per la corsa al secondo posto e mettono pressione ad una Roma che a breve scenderà in campo contro l'Udinese, ma quella di stasera è  una vittoria che lascia tante note negative.

Inutile nasconderlo, l'attacco partenopeo è in completa involuzione. Poco reattivo, incapace di creare un movimento in grado di sorprendere l'avversario. Questo ovviamente blocca il gioco che latita e che ha costretto gli azzurri, soprattutto nel primo tempo, a mettersi sulla difensiva e a non avere nemmeno una chance. Anzi il Torino con Meggiorini e Barreto, le novità jolly di Ventura, ha di fatto gestito il gioco a proprio piacimento. La mossa del primo allenatore dell'era De Laurentiis è apparsa sorprendente ma lasciare in panca Immobile e Cerci per proporre la coppia d'attacco di fiducia che tanto ha fatto bene al Bari, poteva rappresentare la carta vincente. Proprio le due punte hanno messo in crisi i centrocampisti azzurri che non sono riusciti a trovare spazio e spesso sono andati in confusione sul pressing continuo dei granata. Jorginho ha indovinato pochi passaggi, Inler si è limitato al compitino ed Hamsik ha continuato a percorrere quel tunnel dalla quale fa fatica ad uscire. Sembrava il preludio ad una sconfitta pesante, amara, e invece il palo ha negato la gioia a Bovo e ad Immobile (entrato nella ripresa) e il Napoli approfittando dell'ingresso in campo dei due attaccanti titolari che hanno assicurato meno pressione al centrocampo, ha alzato leggermente il baricentro e il ritmo, grazie anche ai cambi indovinati e ha trovato poi il guizzo nel finale con Higuain.

Paradossalmente l'involuzione dell'attacco coincide con il continuo progresso della fase difensiva. Infatti anche stasera nonostante le prove sottotono di Ghoulam e Reveillere, Federico Fernandez si è trasformato in baluardo invalicabile e ha sfoggiato una prestazione di personalità, così significativa che a beneficiarne è stato anche il compagno di reparto Raul Albiol in grado di assicurare quell'esperienza e quell'affidabilità che spesso è mancata in stagione. 

Vittoria fortunata, insomma, ed è inutile negarlo, ma vincere aiuta a vincere e ora al varco c'è una vera e propria finale, giovedì, contro il Porto. La vittoria è d'obbligo e rimontare il gol di svantaggio accedendo così ai quarti di finale della competizione, ha un triplice significato: tenere vivo un obiettivo stagionale, continuare a vincere e a intimorire gli avversari in campionato ma soprattutto raggiungere i quarti e assicurarsi un posto come testa di serie per l'eventuale match di Champions League valido per l'accesso ai gironi.

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