IL 2009 DEL NAPOLI

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Ripercorriamo mese per mese il 2009 del Napoli, dalla crisi della scorsa stagione, passando per i due cambi di allenatore e l’addio di Marino, fino alla rinascita “mazzarriana” che ha il suo culmine nella vittoria sul campo dell’odiata Juventus per 3-2.

 

GENNAIO – Il nuovo anno parte subito alla grande per gli azzurri. Un gol di Maggio regala al Napoli i tre punti che gli permettono di collocarsi al quarto posto. Ma è solo un fuoco di paglia. Da quel momento la squadra non si riprenderà più ed imboccherà un tunnel senza uscita. Nel primo mese dell’anno arrivano tre sconfitte consecutive, tra le quali lo 0-3 interno con la Roma, e dall’Argentina arriva anche Jesus Datolo, unico rinforzo nel mercato di riparazione di gennaio, che dovrebbe andare a rimpiazzare Daniele Mannini, nel frattempo sospeso dal Tas per la vicenda legata ad un ritardo nel controllo antidoping.

 

FEBBRAIO – La prima cocente delusione del mese arriva con l’eliminazione in Coppa Italia contro la Juventus. Ma il momento chiave è la sconfitta interna con il Genoa che dà il via alla contestazione dei tifosi con i calciatori e dirigenti asserragliati nel ventre del San Paolo per oltre 4 ore dopo la fine della partita. Si decide di proseguire con Reja, ma ancora per poco.

 

MARZO – E’ il mese della prima apparente svolta. Dopo l’ennesima sconfitta interna contro la Lazio per 0-2, De Laurentiis e Marino decidono per l’esonero di Reja e l’arrivo di Donadoni con il quale il progetto Napoli deve ripartire. Gli azzurri tornano a far punti a Reggio Calabria e in casa con il Milan, gara nella quale viene salutato il rientro di Daniele Mannini, assolto dopo il ricorso.

 

APRILE – Si registrano i primi segnali di tensione nel rapporto tra De Laurentiis e Marino. Nel post-partita di Napoli-Atalanta, nel sabato santo, il presidente comincia a punzecchiare il suo dg, mettendo in discussione le sue scelte in sede di mercato. A fine mese, poi, arriva anche la prima vittoria nel girone del ritorno, colta contro l’Inter campione di Mourinho. Pierpaolo Marino ringalluzzito dai tre punti conquistati contro i nerazzurri torna a parlare dopo settimane di silenzio e tronfio dichiara: “Sapevo di aver costruito una squadra fortissima”.

 

MAGGIO – Il “fortissimo” Napoli costruito da Marino prende scoppole a destra e a manca senza lottare. Clamorosa la sconfitta interna col Torino, con la contestazione dei tifosi che monta sempre di più e che prende di mira soprattutto il dirigente irpino. Il campionato del Napoli si chiude con una vittoria sul Chievo, e con un 12esimo posto in classifica a 46 punti. 

 

GIUGNO – Nel primo giorno del mese arriva subito il colpo di scena: Lavezzi scappa in Argentina senza permesso e dichiara: “Mi sento ferito, la dirigenza del Napoli mi ha preso in giro”. Comincia un lungo braccio di ferro tra la società ed i procuratori del calciatore. In occasione del premio Golden Gol a Sorrento, De Laurentiis attacca ferocemente l’attaccante argentino. Ma non solo. Arrivano anche le prime dichiarazioni al vetriolo all’indirizzo di Donadoni: “Il mercato lo fa la società, lui stia buono”. Nel frattempo il Napoli piazza i primi colpi: Quagliarella e Cigarini.  

LUGLIO – De Laurentiis lascia aperti i suoi rubinetti. Arrivano Campagnaro, Zuniga, De Sanctis e Hoffer, parte Mannini. Parte anche il Napoli per il ritiro, nel quale dopo qualche giorno arriva anche Lavezzi, seppur triste.

 

AGOSTO – Presentazione hollywoodiana per il Napoli a bordo della Costa Crociere attraccata al porto di Napoli. L’abbraccio con i tifosi arriva il 5 agosto in occasione dell’amichevole Napoli-Espanyol. Ma nel post partita De Laurentiis ne ha per tutti. Per Marino prima: “In tre anni non è stato capace di vendere un solo giocatore”. E per Donadoni poi: “Vuole un terzino sinistro? Se lo compri lui con i suoi soldi”. Intanto la squadra batte la Salernitana in Coppa Italia, viene derubata a Palermo nella prima giornata di campionato e batte il Livorno al San Paolo nel “Quagliarella day” in cui il bomber di Castellammare sigla i suoi primi gol ufficiali in maglia azzurra.

 

SETTEMBRE – E’ il mese della svolta. Il Napoli stenta. Becca quattro gol a Marassi con il Genoa e non va aldilà dello 0-0 contro l’Udinese. De Laurentiis impegnato a Los Angeles per impegni cinematografici, anticipa il suo rientro in Italia. Il presidente è sugli spalti a San Siro. Il Napoli becca 3 gol nei primi 45 minuti dall’Inter che dà l’impressione di fermarsi per non mortificare oltremodo gli azzurri. Nell’intervallo tra il primo e secondo tempo la furia del numero uno azzurro si abbatte su Marino e Donadoni negli spogliatoi. E’ solo l’inizio di una svolta clamorosa. Pochi giorno dopo De Laurentiis nel giro di poche ore rilascia alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky in cui attacca pesantemente l’operato di Pierpaolo Marino. Pochi minuti prima dell’inizio di Napoli-Siena, il dg avellinese lascia il San Paolo per non farci più ritorno. Negli spogliatoi al termine del match De Laurentiis sfoga tutta la sua rabbia e svela tutti i misfatti commessi dal dirigente irpino. Nel frattempo Lavezzi torna a parlare, col sorriso sulle labbra, nonostante la bufera societaria in atto. Anche lui è fra i molti che gioiscono per l’addio di Marino. Gli attriti tra il Pocho e il direttore generale erano ormai noti a tutti.

 

OTTOBRE – Dopo Marino viene esonerato anche Donadoni. Il tecnico bergamasco viene sollevato dall’incarico dopo la sconfitta per 2-1 sul campo della Roma. Arriva Mazzarri e con lui il nuovo direttore sportivo Riccardo Bigon. Sul campo il Napoli improvvisamente comincia a volare. Vittoria in extremis con il Bologna e a Firenze, pareggio nel recupero con il Milan in un San Paolo di nuovo gremito e capolavoro finale con la “presa” di Torino 21 anni dopo. 

 

NOVEMBRE – E’ il mese dei pareggi. Il Napoli ne raccoglie tre consecutivi contro Catania, Lazio e Parma. Proprio quest’ultima partita scatena polemica arbitrali infinite. Nel frattempo De Laurentiis è sempre più presente nella vita societaria azzurra e decide di non far ritorno in America per lavoro. La società sembra improvvisamente una grande famiglia, i calciatori parlano ogni giorno con gli organi d’informazione. I tifosi si riaffezionano al Napoli. Sembrano ormai lontani i tempi della “dittatura” targata Marino.

 

DICEMBRE – Il Napoli si conferma squadra al cardiopalma. Gli azzurri sotto per due volte, battono 3-2 il Bari al San Paolo e pareggiano 3-3 a Cagliari al 95’ in una gara dall’andamento thriller. L’anno si chiude con il 2-0 interno sul Chievo e con il momentaneo 6° posto che vorrebbe dire Europa League.

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