I NUMERI DELLA TREDICESIMA GIORNATA IN SERIE A

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JUVENTUS-LAZIO 0-0

Nella sessione estiva del calciomercato, tutti si aspettavano il colpaccio della Juve lì davanti. Ci si aspettava quella punta da 20 gol che la sapesse buttare dentro. In questa partita la  mancanza di un top player in attacco si è sentita più di quanto l'ambiente bianconero sperasse. Complice anche un monumentale Marchetti, la Lazio è riuscita a strappare un  pareggio che vale molto più di un punto, considerato lo scarso possesso palla (41%) e Buffon senza voto, permettendo così ai biancocelesti di alloggiare ancora ai quartieri altri  della classifica.

Tiri (in porta): 16(4) – 3(0); corner: 11-1; ammonizioni: 2-2; espulsioni: 0-0; falli commessi: 12-16.

Personalità, direzione coerente e all'inglese: sembrerebbe la giornata perfetta per Orsato e collaboratori, ma vanno inevitabilmente fatti degli appunti. Al 34' Ledesma scaraventa per  terra Vidal al limite dell'area, ma per l'arbitro si gioca: c'era fallo e anche ammonizione per il centrocampista argentino. Gli altri, più che a Orsato, vanno fatti al suo assistente  Faverani, che insolitamente prende due sviste non da poco: la prima, quando non ravvisa Isla in fuorigioco di quasi un metro (e la Juve va vicina al gol), e la seconda, sempre col  cileno protagonista, fermato in questo caso ingiustamente.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

NAPOLI-MILAN 2-2

Un risultato che, come accade da troppo tempo a questa parte, lascia l'amaro in bocca. Si, è vero, El Shaarawy è stato davvero formidabile e se qualcuno aveva ancora dubbi sulla  maturità del suo talento, già indiscutibile, adesso non ne avrà più di certo; siamo tutti un po' curiosi, infatti, di vedere se metterà in difficoltà anche la Juve, a cui ha già segnato, nella  sconfitta per 1-2 in coppa Italia la stagione scorsa. Ma il Napoli non è esule da colpe, anzi. In troppe occasioni gli uomini di Mazzarri sono mancati di concentrazione,  dimostrandosi spreconi e poco cinici (vedere Insigne e Cavani contro Abbiati sul 2-0) convinti di un risultato già acquisito, facendo risultare quindi inevitabile e anche giusto il  pareggio. La prossima è col Cagliari, a Cagliari e senza Cavani: servirà il miglior Napoli e un'altra prestazione poco convincente complicherebbe le cose.

Tiri (in porta): 7(5) – 21(5); corner: 4-5; ammonizioni: 3-2; espulsioni: 0-0; falli commessi: 13-15. 

Nessun patema particolare per Bergonzi, che gestisce la partità senza grosse difficoltà. Anche lui adotta una direzione tollerante verso i contatti fisici, sebbene qualche fischio in più  non avrebbe di certo guastato. Sbaglia solo in un'occasione, quando Bojan subisce fallo da Cavani; l'arbitro non lo ravvisa e poi ammonisce l'attaccante naturalizzato spagnolo  quando questi accenna una leggera protesta.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

BOLOGNA-PALERMO 3-0

Torna a rialzare la testa il Bologna, che con questa vittoria tonda aggancia il Palermo in classifica, riportando in casa rosanero un certo clima di tensione. Tensione che si è respirata  già abbondantemente in campo: il Palermo ha chiuso in 8 la gara, mentre dei rossoblu anche Taider ha inboccato anticipatamente la via degli spogliatoi, rendendo la sfida del  Dall'Ara quella col maggior numero di espulsioni (4).

Tiri (in porta):  17(8) – 6(1); corner: 1-5; ammonizioni: 3-1; espulsioni: 1-3; falli commessi: 17-13.

Una partita per niente facile da arbitrare per Valeri, che però se la cava egregiamente. Fa bene a non concedere rigore all'8', quando Gilardino cade in area. E' il centravanti rossoblu,  infatti, a commettere fallo per primo. Ad inizio ripresa, Ujkani in uscita stende Gilardino che lo aveva saltato, ma l'attaccante si rialza subito e mette in rete. Valeri fischia un attimo  prima che Gilardino segni, indica il dischetto e mostra il rosso al portiere dei siciliani, che perdono così il primo uomo. Andava senz'altro concesso vantaggio e convalidata la rete.  Giuste e inevitabili le altre tre espulsioni.  

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

CATANIA-CHIEVO 2-1

Le squadre confermano il loro ruolino di marcia. Il Catania continua a spadroneggiare fra le mura amiche: 16 dei 19 punti vengono dal Massimino; il Chievo, invece, in trasferta non  riesce a fare proprio punti. Quella in Sicilia è la sesta sconfitta esterna per Di Carlo. Fattore di rilievo sono i soli tre gol messi a segno lontano dal Bentegodi (contro Palermo, Milan  e Catania appunto). Ancora a segno Andreolli, dopo il gol di settimana scorsa contro l'Udinese.

Tiri (in porta): 13(4) – 9(2); corner: 10-6; ammonizioni: 2-3; espulsioni: 0-0; falli commessi: 11-19.

Un solo errore (ma non da poco) per Peruzzo: al 18' Castro anticipa Dainelli, che manca il pallone, calciando così il piede dell'avversario. Il tocco non è così lampante, però  l'arbitro piuttosto che accordare il penalty, decide di ammonire il centrocampista siciliano per simulazione, sbagliando. Il Chievo pure reclama un rigore, in occasione di un  contrasto fra Pellissier e Legrottaglie: corretta l'interpretazione dell'arbitro che lascia giocare.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

FIORENTINA-ATALANTA 4-1

Meravigliosa creatura, la Viola. Plasmata da Pradè, a cui vanno i complimenti per la squadra che è stato in grado di allestire con ciò che ha messo a disposizione la società, e  disposta come meglio non si poteva da Montella, che ha ottimizzato e valorizzato le caratteristiche di tutti i suoi uomini, adesso la Fiorentina è forte di un terzo posto che significa  Champions e non sembra aver voglia di fermarsi. Prima battuta d'arresto per l'Atalanta, a cui non basta un gol irregolare, dopo una striscia di cinque risultati utili consecutivi.

Tiri (in porta): 19(8) – 4(2); corner: 6-4; ammonizioni: 1-4; espulsioni: 0-1; falli commessi: 12-15.

Non senza macchia nemmeno la prestazione di De Marco. Da annullare per posizione di fuorigioco la rete di Bonaventura perchè Roncaglia, pur essendo steso, non tiene gioco il  fantasista nerazzurro. Il fallo da cui scaturisce la punizione che Aquilani trasforma nasce per la verità da una simulazione di Pizarro, tra l'altro già ammonito, rischiando di dover  abbandonare il campo anzitempo. Nessun dubbio, invece, sull'espulsione di Cigarini, che stende Cuadrado nei pressi dei limiti dell'area con un tackle da tergo anche abbastanza  pericoloso.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

INTER-CAGLIARI 2-2

E' la partita dei veleni. E protagonista in negativo, purtroppo per noi, è ancora la classe arbitrale. Fatto che ovviamente non ha lasciato indifferente l'ambiente e le dichiarazioni di  Moratti (chiaro riferimento a Calciopoli) ne sono l'emblema. Di certo i nerazzurri non sono senza peccato, sebbene tali ne siano usciti, da quello scandalo, ma domenica sono stati  scippati di due punti davvero fondamentali per la corsa in vetta. Il Cagliari, dall'altro lato, conferma di essere un avversario davvero ostico: per il Napoli si prospetta una sfida  decisamente complicata.

Tiri (in porta): 15(7) – 15(7); corner: 12-6; ammonizioni: 2-5; espulsioni: 0-0; falli commessi: 8-23.

La tirata d'orecchi, oltre che all'arbitro, andrebbe fatta anche al designatore Braschi. Per quanto Giacomelli sia reduce da prestazioni convincenti, un arbitro con sole 9 direzioni  nella massima serie si è dimostrato come non era difficile da immaginare non pertinente alla partita. L'episodio che lo condanna più di tutti è la mancata concessione di un calcio di  rigore in favore dell'Inter, al minuto 91. Astori sgambetta Ranocchia giusto mezzo metro dentro l'area: Giacomelli non sono non fischia fallo, ma non concede nemmeno il rigore.  Lui, come l'arbitro di porta e l'assistente, non vedono la chiara irregolarità. Inoltre, a rincarare la dose, c'è ben più di un dubbio sul secondo gol realizzato da Sau: l'attaccante  sardo, dopo la prodezza di Pinilla, stoppa il pallone con la parte alta del braccio e quindi in modo scorretto. Troppo tollerante con Conti, che meritava il giallo in più di  un'occasione.

Variazione punti causa arbitro: +2 Inter, -1 Cagliari.

SIENA-PESCARA 1-0

Continua il momento positivo del Siena, le cui speranze di salvezza aumentano di giornata in giornata. Per questo motivo la partita di domenica prossima contro il Chievo mette in  palio punti decisivi per quella che sarà la lotta per non retrocedere. La sconfitta contro i toscani porta Stroppa a dare le dimissioni, nonostante il suo Pescara, senza i suoi tre gioielli  che l'hanno portato in A, non stesse facendo così male.

Tiri (in porta): 13(5) – 12(4); corner: 6-5; ammonizioni: 1-3; espulsioni: 0-2; falli commessi: 15-22.

Irrati nota positiva della giornata. Non sbaglia a cacciare Cosmi (prendere a calci tutto quello che si trova nel raggio di 5 metri non è ortodosso), così come sono sacrosante le  espulsioni per doppio giallo a Capuano e quella diretta a Zanon, che trattiene Calaiò lanciato verso la porta di Perin.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

UDINESE-PARMA 2-2

Pareggio e Udinese sono un binomio che si ripropone per la settima volta dall'inizio del campionato. E' la squadra che ha collezionato più pareggi, avanti al Torino, fermo a 6. La  rete siglata da Palladino, oltre a valere un (signor) punto, è anche la millesima segnatura che il Parma mette a referto in serie A. Entrambe le squadre saranno impegnate in giorni  insoliti: lunedì 27 il Parma riceverà l'Inter, il giorno dopo l'Udinese farà visita alla Lazio.

Tiri (in porta): 7(3) – 13(7); corner: 6-5; ammonizioni: 4-3; espulsioni: 0-0; falli commessi: 19-14.

Per Russo due appunti. Il primo è il rigore che avrebbe potuto dare su un tiro di Pasquale intercettato da Rosi col braccio, l'altro è il secondo giallo che avrebbe dovuto comminare  a Parolo. Decisioni che non sono nettamente sbagliate, ma che non ci si sente di definire giuste. Bravissimi gli assistenti, specialmente Altomare, che vede benissimo sui gol di Di  Natale e Palladino, entrambi tenuti in gioco.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

SAMPDORIA-GENOA 3-1

Il faro del porto che dall'alto dei suoi 66 metri svetta su Genova è per tutti la Lanterna. In questo caso, però, più che Derby della Lanterna, si dovrebbe parlare di Derby del  Lumicino. Le due genovesi, infatti, in seguito ai risultati maturati nella giornata di domenica, arrivavano allo scontro come, rispettivamente, penultima e ultima. Il verdetto ha  consegnato la vittoria ai blucerchiati, che interrompono così la serie di sette sconfitte consecutive, mentre quella dei cugini arriva a sei. Primo gol stagionale per Icardi e per Poli,  ultimo posto per il Genoa, che decide di andare in ritiro.

Tiri (in porta): 11(4) – 17(7); corner: 0-5; ammonizioni: 2-4; espulsioni: 0-0; falli commessi: 21-24.

Mazzoleni si comporta bene in una partita turbolenta per antonomasia. Giusti i gialli che estrae, anche quando il fallo sarebbe da cartellino arancione: è coerente col suo metro di  giudizio e un'espulsione avrebbe solamente innervosito la partita, ma darla a Kucka non sarebbe stato di certo uno scandalo, visto il colpo che rifila a Maresca a palla ormai  lontana; manca anche un giallo a Mustafi. Vedono bene gli assistenti sui gol di Poli e Immobile.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

ROMA-TORINO 2-0

La solita Roma votata all'attacco riesce a scardinare la corazzata Torino, che vanta fra le migliori difese del campionato (12 reti al passivo), dopo Juventus (9) e Fiorentina (10). Per  il Torino si prospettano altri due impegni complicatissimi, contro Fiorentina e poi il Derby della Mole. La Roma è attesa da un impegno non molto spinoso, contro il Pescara in  terra abbruzzese. Segnali positivi per Pjanic, che corona un'ottima prestazione col secondo gol (consecutivo) in campionato. E' la partita meno fallosa della giornata, e la Roma,  come l'Inter, risulta la squadra più corretta della giornata. Per la prima volta in campionato, la Roma chiude il primo tempo sullo 0-0.

Tiri (in porta): 20(9) – 6(4); corner: 8-4; ammonizioni: 3-4; espulsioni: 0-0; falli commessi: 8-15.

Ottima la direzione di Guida nel monday night della 13esima. Giusto ammonire Sgrigna per simulazione, perchè esagera palesemente la caduta dopo il contatto con Pjanic e Piris.  La partita è tutta nel rigore che concede al 70': Marquinho si infila tra le maglie della difesa, Ogbonna lo insegue poi cade goffamente, toccandogli il piede sinistro; completa l'opera  D'Ambrosio, venendo a contatto col centrocampista brasiliano e provocandone la caduta. Il tutto si svolge sotto gli occhi dell'arbitro di porta Calvarese che segnala a Guida il  fallo, in quanto l'arbitro della sezione di Torre Annunziata non aveva optato per il rigore. Il rigore è dubbio, ma si può tranquillamente dare, quindi è positiva la segnalazione di  Calvarese e l'operato di Guida che rettifica la sua decisione. Nell'occasione, viene anche allontanato Ventura per proteste e per qualche parola di troppo con Bradley.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

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