I FURBETTI PIU’ MESCHINI
Si parla sempre degli arbitri per motivi che hanno a che fare con i loro errori. Mai una volta che si mettesse in risalto invece un fischio giusto, mai che si discutesse su un merito anziché su una colpa. E dire che ce ne sono, di decisioni difficili ma positive, forse anche più di quelle negative. La “Gamba Tesa” è sempre stata una rubrica controcorrente, contro l’opinionismo omologazionista dilagante nel nostro calcio. Ecco perché stasera parleremo di un fatto di cui nessuno ha fatto menzione, forse perché fa più notizia il gol in fuorigioco dato pro o contro una grande squadra che un episodio insignificante come una presa di posizione forte e chiara contro un disonesto.
Fiorentina-Siena, 29.ma giornata di serie A. Al minuto 69 c’è un battibecco fra Felipe Melo e Del Grosso. Il brasiliano dei viola si avvicina all’avversario con fare minaccioso e lo sfiora con la testa. Il terzino senese, forse colto da improvviso malore, si accascia al suolo tenendosi il volto come se Melo gli avesse lanciato dell’acido negli occhi. Spesso questi furbetti la passano liscia e l’arbitro di turno, per non voler né leggere né scrivere, sanziona secondo regolamento l’atteggiamento violento del colpevole con il cartellino rosso. Ieri invece Banti ha deciso, una volta tanto, di fare il coraggioso e di suddividere salomonicamente la pena fra vittima e carnefice. Cartellino giallo a Melo per l’atteggiamento violento, sempre e comunque censurabile, ma ammonizione anche a Del Grosso per l’oscena simulazione. Ora per dare l’esempio contro gesti meschini come quello di ieri bisognerebbe mandare un ulteriore messaggio aggiungendo anche una multa per il cascatore senese. Intanto nessuno toglie un bravo a Banti, finalmente giustizia è fatta. Alleluia.
In genere si punta il dito contro le simulazioni in area, quando alcuni calciatori si lanciano a terra per cercare di fregare l’arbitro ed ottenere il penalty. Giusto stigmatizzare simili azioni ma i cascatori da finto colpo proibito non sono sicuramente da meno. Anzi, se possibile sono anche peggio. Perché nel caso del procacciatore di rigori almeno c’è l’intenzione di procurare un vantaggio alla propria squadra; chi invece si lascia crollare al suolo dopo essere stato sfiorato da un avversario, magari a metà campo, è doppiamente infame. Non solo in quanto commette una scorrettezza per ottenere un vantaggio minimo come il giocare con un uomo in più, ma anche perché puntando a penalizzare un singolo giocatore va a violare una regola etica non scritta del calcio. Probabilmente però, vedendo moltiplicarsi questi episodi, viene da pensare che ormai ai calciatori di questo codice cavalleresco non interessa più nulla.
P.S. Una chiosa che non c’entra nulla con la tematica dell’articolo ma che è senz’altro doverosa. Bisognerebbe entrare a gamba tesa, ma materialmente e non soltanto a parole, sui “tifosi” che ieri hanno omaggiato Adriano Galliani con un’aggressione becera, che per fortuna ha procurato all’ad del Milan soltanto un grosso spavento e quattro gomme bucate. Non solo per la stupidità intrinseca del gesto quanto più per il fatto di aver fatto parlare ancora una volta male di Napoli e del Napoli, che di tutto hanno bisogno fuorché di ulteriore pubblicità negativa. Complimenti ragazzi, ecco il modo giusto per sostenere la propria squadra e portarla al successo.
